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Consonno, la città fantasma

Adagiato tra le colline della Brianza, a pochi chilometri da Lecco, nel comune di Olginate sorge il folle paese fantasma di Consonno.

Là dove esisteva un antico borgo rurale nel 1962 un imprenditore visionario, il Conte Mario Bagno, decise di acquistare l’intera area per realizzarvi il suo sogno, costruire una grandiosa città dei divertimenti, una sorta di “Las Vegas” della Brianza.

Nel 1964 tutto il vecchio borgo fu demolito ad eccezione della chiesetta di San Maurizio, la canonica, una casa adiacente e il piccolissimo cimitero.

 

 

Furono costruiti edifici commerciali e di intrattenimento nelle più svariate forme architettoniche: una galleria commerciale arabeggiante con minareto, che nell’ultimo piano ospitava dei piccoli appartamenti per le vacanze, una pagoda cinese, un castello medievale come porta di ingresso, oltre a un albergo di lusso. La collina di fronte al paese fu spianata per offrire una migliore vista panoramica verso il Resegone.

Purtroppo il sogno visionario del Conte Mario Bagno durò ben poco, un po’ perché le novità, si sa, non durano molto e anche perché le opere create andarono a modificare il territorio circostante compromettendo la sua stabilità geologica. A causa delle forti piogge, nel 1966 una prima frana invase la strada che portava fino al paese. Ma il colpo di grazia arrivò nel 1976 quando una seconda frana, più grossa della prima, distrusse la strada d’accesso al paese, lasciandolo completamente isolato.

 

 

Da quel momento il paese di Consonno iniziò il suo declino ed abbandono, divenendo lentamente una vera e propria città fantasma.

Consonno ha da allora attratto innumerevoli persone, è stato set di alcuni film e videoclip fino a quando nel 2007 venne organizzato un rave party (Summer Alliance) che ospitò circa mille persone e che danneggiarono pesantemente tutti gli edifici.

 

 

Visitare la città dei balocchi di Consonno

 

significa immergersi in edifici abbandonati, lasciati andare alle intemperie e ai vandali che hanno distrutto tutto quello che si trovavano davanti. Gli edifici, un tempo sfarzosi, non hanno più finestre ma solo vetri rotti. Le pareti interne ed esterne dei palazzi sono coperte di murales e all’interno dei vecchi appartamenti dell’albergo si trovano materassi e bottiglie varie , testimonianza di rave ed eventi non autorizzati organizzati da queste parti.

 

 

Tuttavia alcune architetture ancora visibili a Consonno permettono di ricostruire quei pochi anni di grosso successo del paese e immaginarsi come doveva scorrere qui la vita.

Beppe P.

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