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Post sul blog (388)

  • Trebisacce brilla sotto il segno dell'eccellenza: trionfa la XVIII edizione de "La Notte della Fenice" con il tributo a Francesco De Simone.

    C'è una magia speciale nell'aria quando il talento incontra le proprie radici. A Trebisacce, sotto il cielo d'agosto, la diciottesima edizione de "La Notte della Fenice" si è trasformata in un inno vibrante alla bellezza, al riscatto e all'eccellenza calabrese. Ideata e magistralmente guidata da Gianni Marino, la kermesse ha saputo fondere ancora una volta moda, arte ed emozione pura in una notte che rimarrà impressa nella memoria della città. ​Il cuore pulsante della serata e il momento di più alta commozione si sono materializzati quando i riflettori si sono accesi su di lui: Francesco De Simone. Responsabile creativo della linea Donna e Alta Moda Privé di Giorgio Armani, De Simone non essendo stato presente ha comunque voluto ri graziare per il premio ricevuto con un video messaggio . ​ Non è stato soltanto il riconoscimento a una carriera straordinaria nell'Olimpo della haute couture globale, ma l'abbraccio potente e caloroso di una comunità che si riconosce nel suo successo. È la dimostrazione vivente che si può partire dalla Calabria e vestire il mondo con la grazia, il rigore e la genialità italiana, senza mai dimenticare da dove si è iniziato. ​Accanto a lui, la serata ha celebrato altre grandi eccellenze — da Agnese Zogla a Francesco Napoli, da Alba Di Leone a Margherita Amarelli — in un mosaico di storie che profumano di passione e dedizione. Ma "La Notte della Fenice" è stata soprattutto questo: una magnifica favola moderna in cui Trebisacce ha potuto specchiarsi negli occhi del suo talento più luminoso, ritrovando, nell'arte e nella bellezza, la forza immortale di una fenice che sa sempre come rinascere e volare in alto. Photo Gallery

  • Giffoni Film Festival 2026: “Le Cose Impossibili” e la Magia delle Nuove generazioni.

    Quando le storie incontrano i giovani, il cinema smette di essere uno schermo da guardare e diventa vita vera. Con la sua 56ª edizione, il Giffoni Film Festival porta nel cuore di Giffoni Valle Piana “Le cose impossibili” il tema guida di quest'anno, per ricordarci che nessun sogno è mai davvero troppo grande. Photo credits by Fotografo Valentino Zona e photo assistant Maria Sipontina Furio I ragazzi imparano a scoprire cosa c’è dietro una macchina da presa, vivendo un confronto autentico e senza filtri con i grandi nomi dello spettacolo. È così che il festival regala loro la chiave per guardare dentro se stessi, il coraggio di superare ogni barriera e la libertà di accogliere l'inaspettato. A incarnare questo spirito sono stati i preziosi interventi di ospiti illustri. La celebre scrittrice Dacia Maraini ha incantato la platea affrontando i temi della scrittura e dei diritti, mentre Sabrine El Mayel divulgatrice d'arte, content creator e autrice ha portato al centro del dibattito l'inclusività e i nuovi linguaggi espressivi. Sul fronte musicale, l'energia si è accesa con diverse personalità e artisti del calibro di Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Nicolò Filippucci e Rosa Chemical, che hanno condiviso con i ragazzi visione e passione. Superare "le cose impossibili" significa anche promuovere una profonda sensibilità sociale. Ne è una testimonianza la presenza della Fondazione Sogno Attivo che, grazie all'impegno del suo fondatore Dario Leo, si occupa di atleti speciali con disabilità motorie, dimostrando come lo sport e la passione possano abbattere ogni barriera. L'entusiasmo della manifestazione si è poi riversato sul celebre Blue Carpet, per poi concludersi ogni sera a ritmo di musica con i party ufficiali firmati RDS. Il cuore pulsante di questa visione risiede nella sezione Impact, l'anima più trasversale e stimolante dell'intero festival. Impact rifiuta i dogmi e le visioni a senso unico per spalancare le porte a una molteplicità di sguardi sul presente e sul futuro. È proprio questo coraggio di abbattere gli ostacoli e credere che l'impossibile sia realizzabile a rispecchiare appieno i nostri valori, rendendo il Giffoni Film Festival un punto di riferimento unico e imprescindibile. Perché Giffoni non è semplicemente un evento da segnare sul calendario o un festival cinematografico tra i tanti, ma una vera e propria rivoluzione silenziosa che parte dagli occhi accesi dei ragazzi. Rappresenta la dimostrazione vivente che, quando si possiede l'audacia collettiva di immaginare il futuro senza condizionamenti, anche il traguardo più inaccessibile finisce inevitabilmente per arrendersi alla forza della realtà.

  • Giorgio Armani: l'uomo che ha vestito il mondo e che trovava la sua vera ricchezza nel silenzio delle sue case.

    Ci sono uomini destinati a lasciare un'impronta che va oltre il tempo. Uomini che non seguono le mode, ma le creano. Giorgio Armani è stato uno di loro. Con il suo talento ha rivoluzionato il concetto di eleganza, trasformando la semplicità in un simbolo di lusso e raffinatezza. Le sue creazioni hanno vestito le più grandi star del cinema, capi di Stato, imprenditori e milioni di persone in ogni parte del mondo. Eppure, dietro quel nome conosciuto ovunque, si nascondeva un uomo riservato, che rifuggiva il clamore e cercava la felicità nelle cose essenziali. Per Armani il vero lusso non era apparire, ma vivere circondato dalla bellezza, dalla natura e dal silenzio. Per questo motivo le sue case non erano semplici dimore di prestigio: erano luoghi dell'anima, rifugi dove ritrovare serenità e ispirazione. Un ragazzo di Piacenza destinato a cambiare la moda... Nato a Piacenza l'11 luglio 1934, Giorgio Armani trascorse un'infanzia segnata dagli anni della guerra. Inizió gli studi di medicina, ma comprese presto che il suo destino era un altro. Dopo le prime esperienze nel mondo della moda, affinò il proprio stile fino a fondare, nel 1975 insieme a Sergio Galeotti, la maison Giorgio Armani. Da quel momento la sua carriera fu una continua ascesa. Le sue giacche destrutturate cambiarono il modo di vestire degli uomini, mentre le sue collezioni femminili conquistarono il mondo grazie a un'eleganza mai eccessiva, sofisticata ma naturale. L'amore vissuto con discrezione... Armani ha sempre protetto la propria vita privata. Il rapporto più importante fu quello con Sergio Galeotti, compagno di vita e di lavoro, che lo sostenne nella nascita dell'azienda e contribuì a costruire le fondamenta del marchio. La scomparsa di Galeotti nel 1985 rappresentò uno dei momenti più dolorosi della sua esistenza. Da quel giorno Armani si dedicò con ancora maggiore determinazione al lavoro, trasformando il dolore in energia creativa. Non amava parlare dei propri sentimenti, preferendo lasciare che fossero il suo stile e le sue opere a raccontare la persona che era. Pantelleria, il luogo dove ritrovava se stesso... Tra tutte le sue residenze, quella di Pantelleria occupava un posto speciale nel suo cuore. L'isola vulcanica, sospesa tra la Sicilia e l'Africa, rappresentava il suo rifugio ideale. Qui restaurò diversi dammusi, le tradizionali costruzioni in pietra lavica, rispettandone l'architettura e integrandole perfettamente con il paesaggio. Ogni mattina il mare, il vento e il profumo della macchia mediterranea accompagnavano le sue giornate. Pantelleria non era soltanto una casa: era una fonte inesauribile di ispirazione. Molte idee creative nacquero proprio osservando quei tramonti e quella natura incontaminata. Milano, il cuore del suo impero... Se Pantelleria rappresentava l'anima, Milano era il cuore. Qui si trovavano la sede della maison e la sua residenza privata, progettata con lo stesso gusto che caratterizzava le sue collezioni: linee pulite, materiali pregiati, colori neutri ed eleganza senza ostentazione. Ogni ambiente raccontava il suo carattere: rigoroso, essenziale, raffinato. Saint-Tropez e Antigua, tra mare e libertà.... Armani amava profondamente il mare. Per questo possedeva anche una splendida villa a Saint-Tropez, sulla Costa Azzurra, dove trascorreva periodi di relax immerso nella luce del Mediterraneo. Un altro rifugio era Antigua, nei Caraibi. Qui trovava privacy assoluta, lontano dagli impegni internazionali. Il mare cristallino, le spiagge bianche e il silenzio gli permettevano di rallentare i ritmi e ritrovare quell'equilibrio che considerava indispensabile per continuare a creare. Il fascino di Brioni... La casa di Giorgio Armani a Piacenza rappresenta il perfetto equilibrio tra eleganza, essenzialità e autenticità. Un luogo che richiama la filosofia stilistica che ha reso il suo nome un simbolo del Made in Italy nel mondo: linee pure, armonia delle proporzioni, materiali di pregio e una raffinata attenzione ai dettagli. Ogni ambiente trasmette un senso di serenità e di bellezza discreta, dove il lusso non si esprime nell'eccesso, ma nella qualità, nella luce e nella cura di ogni elemento. Piacenza non è solo la città delle sue origini, ma anche il luogo che custodisce le radici di una visione creativa capace di trasformare la semplicità in un'icona di stile. Questa casa racconta proprio quel legame profondo con il territorio, unendo tradizione e contemporaneità in un dialogo continuo tra passato e futuro. Più che una semplice dimora, è un'espressione di gusto, personalità e cultura italiana: uno spazio che riflette un modo di vivere fatto di equilibrio, riservatezza ed eleganza senza tempo, valori che da sempre caratterizzano Giorgio Armani e che continuano a ispirare il mondo del design e dell'architettura d'interni. Le sue case raccontavano la sua anima.... Entrare in una casa di Giorgio Armani significava entrare nel suo mondo. Ogni dettaglio era studiato con attenzione: i colori, la luce, i materiali, gli spazi. Nulla era eccessivo, nulla cercava di stupire. Tutto comunicava equilibrio. Le sue ville erano il riflesso della sua personalità. Luoghi in cui il successo lasciava spazio alla semplicità, dove il rumore del mondo si trasformava nel suono del vento e del mare. Un'eredità destinata a non tramontare.... Giorgio Armani non ha lasciato soltanto un marchio famoso in tutto il mondo. Ha lasciato un modo di vivere. Ha insegnato che l'eleganza nasce dalla misura, dalla sobrietà e dal rispetto per ciò che ci circonda. Le sue case, sparse tra il Mediterraneo e i Caraibi, raccontano la stessa filosofia che ha reso immortali le sue collezioni: vivere circondati dalla bellezza senza avere bisogno di ostentarla. Forse è proprio questa l'immagine che meglio lo rappresenta. Non quella dello stilista applaudito dopo una sfilata, ma quella di un uomo seduto davanti al mare, mentre il sole tramonta lentamente sull'orizzonte. In quel silenzio trovava la sua più grande ispirazione. Ed è lì che continua a vivere il ricordo di uno degli italiani più eleganti e influenti della storia della moda. Galleria fotografica

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