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  • Seconda Chance: quando la moda rinasce e la sostenibilità diventa emozione.

    Milano, 27 settembre 2026 – Ci sono abiti che sembrano aver già raccontato tutta la loro storia. Capi dimenticati in un armadio, tessuti messi da parte, dettagli che il tempo sembra aver privato del loro valore. Eppure, a volte, basta uno sguardo capace di andare oltre le apparenze per scoprire che una storia non è finita, ma aspetta soltanto qualcuno disposto a riscriverla. È da questa visione che nasce “Seconda Chance”, il Fashion Show promosso dal gruppo Arte & Moda, andato in scena il 27 settembre 2026, nel cuore della settimana che Milano dedica alla moda. Un progetto innovativo che ha trasformato il concetto di recupero in un’esperienza creativa, emozionante e ricca di significato. Protagonisti dell’evento sono stati capi dimenticati, riportati alla vita attraverso un processo di upcycling che non si limita a recuperare ciò che esiste, ma lo reinventa. Gli abiti sono stati destrutturati, ripensati e ricostruiti, fino a diventare parte di una nuova collezione, espressione di una moda capace di guardare al futuro senza rinnegare il passato. Ogni tessuto ha rappresentato una possibilità, ogni cucitura una scelta, ogni trasformazione un gesto di creatività. Ciò che prima sembrava destinato a perdere valore ha ritrovato una nuova identità, dimostrando che la bellezza non risiede soltanto nella novità, ma anche nella capacità di riconoscere il potenziale nascosto nelle cose. Seconda Chance non è stato soltanto una sfilata, ma un messaggio culturale e umano. Un invito a ripensare il modo in cui produciamo, consumiamo e interpretiamo la moda, mettendo al centro il rispetto delle risorse, la qualità del lavoro e il valore dell’ingegno artigianale. In un settore spesso associato alla velocità delle tendenze e al continuo desiderio di novità, il progetto di Arte & Moda ha scelto una strada diversa: fermarsi, recuperare, immaginare e ricominciare. Un percorso in cui la sostenibilità non è rimasta una semplice dichiarazione d’intenti, ma si è tradotta in un processo concreto, fatto di ricerca stilistica, competenza sartoriale e sensibilità creativa. A rendere ancora più significativo il progetto è stata la partecipazione di nuovi e validissimi stilisti, ai quali è stata offerta un’importante opportunità di sperimentazione e visibilità. Per loro, Seconda Chance ha rappresentato uno spazio in cui esprimere talento, personalità e visione, confrontandosi con una sfida capace di mettere alla prova non soltanto la tecnica, ma anche l’immaginazione. Ridare forma a un abito significa, infatti, saper vedere ciò che ancora non esiste. Significa avere il coraggio di rompere gli schemi, superare i confini della tradizione e trasformare un limite apparente in una nuova possibilità. È proprio in questa capacità di reinventare che si riconosce il valore dei giovani creativi: non semplici interpreti delle tendenze, ma autori di un linguaggio nuovo, più consapevole e responsabile. Dietro ogni creazione si è così delineato un universo di competenze e passioni, nel quale il lavoro stilistico ha incontrato quello sartoriale e artigianale. Un intreccio di professionalità che ha restituito centralità al sapere delle mani, alla cura dei dettagli e a quel patrimonio di conoscenze che rende ogni capo qualcosa di più di un semplice oggetto da indossare. A dare vita alle creazioni in passerella sono state le modelle, che hanno indossato gli abiti con eleganza, personalità e professionalità, rendendo onore a ciascun stilista e valorizzandone la visione, la ricerca e il lavoro. Attraverso la loro interpretazione, ogni capo ha potuto esprimere pienamente la propria identità, trasformandosi in un racconto in movimento. La forza dell’iniziativa è emersa proprio dalla sinergia tra le diverse anime del progetto: la visione creativa, la precisione tecnica, la ricerca estetica e l’attenzione all’ambiente. Elementi che, insieme, hanno contribuito a dare vita a un evento capace di coinvolgere ed emozionare, dimostrando come la moda possa diventare uno strumento di espressione, consapevolezza e cambiamento. Milano, ancora una volta, ha fatto da cornice a un racconto di trasformazione. Ma questa volta, al centro della scena, non c’era soltanto il fascino di una nuova collezione. C’era soprattutto un’idea: quella secondo cui nulla perde davvero valore finché esiste qualcuno capace di riconoscerlo. Seconda Chance è il racconto di una moda che non spreca, ma crea. Che non dimentica, ma recupera. Che non si limita a vestire il presente, ma prova a costruire un futuro migliore. Perché a volte la vera innovazione non consiste nell’inventare qualcosa da zero, ma nel saper guardare con occhi nuovi ciò che già esiste. E in ogni abito rinato, in ogni tessuto trasformato, in ogni idea diventata realtà, vive una lezione che va oltre la passerella: ogni cosa, se accompagnata da visione, talento e passione, può meritare una seconda possibilità. Proprio come la moda. Proprio come le storie più belle.

  • Diamond Club Fashion Event il trionfo dell'eleganza.

    Nel cuore di Milano, il Museo Bagatti Valsecchi è da sempre la cornice ideale per eventi esclusivi durante la Milano Fashion Week. Tra i più rafinati museicasa d’Europa, unisce eleganza rinascimentale e fascino milanese, ofrendo interni sontuosi e autentici a pochi passi dal quadrilatero della moda. Photo credits by Sergio Sepiello Più che una location, è un simbolo di stile, storia e ospitalità: la meta perfetta per vivere Milano nella sua forma più ispiratrice e indimenticabile. Ed è così che il Museo ha aperto le sue porte a uno degli appuntamenti più attesi e straordinari durante la Milano Fashion Week: il Diamond Club Fashion Event, svoltosi lo scorso 24 Settembre 2026. Una cornice rinascimentale di rara bellezza, simbolo di stile e ospitalità, che ha reso questa serata un’esperienza indimenticabile per ospiti e protagonisti. Ad accogliere il pubblico, la Dott.ssa Cesarina Ferruzzi che ha presentato e diretto magistralemtne l’evento. Gli organizzatori del Diamond Club Fashion Event, il Dott. Carmelo Alì e la Dott.ssa Laura Pagani Cesa, hanno ringraziato i prestigiosi e selezionatissimi ospiti per essere accorsi da tutta Europa. Un sentito ringraziamento anche agli illustri partner: il Museo Bagatti Valsecchi, la World Luxury Chamber of Commerce di New York e la Camera Nazionale della Moda Svizzera. La serata è stata definita sin dai primi istanti come uno degli eventi simbolo della “Fashion Week Milanese”. Tra gli special Guest dell’evento, il Presidente della Camera della Moda Svizzera, Dott. FrancoTaranto. Con lui il simbolo di questa grande nazione, “Madre Helvetia”, rappresentata dalla bellissima modella svizzera Sara Casalinuovo. Il presidente ha ringraziato l’organizzazione e ha sensibilizzato tutti gli ospiti sull’importanza di questi eventi al fine di poter dare visibilità alle splendide creazioni degli stilisti. Dopo questo intenso momento commemorativo, la serata è proseguita con le sfilate di grandi eccellenze. L’evento ha avuto inizio con la prima sfilata di Elena Grazia Couture, marchio della stilista Elena Golets, che porta nella moda femminile oltre trent’anni di esperienza. Le sue creazioni uniscono taglio sartoriale, linee pure e un’attenzione particolare all’architettura delcorpo. Seta, cashmere e lana danno forma a capi eleganti e contemporanei, pensati per donne che amano esprimere la propria personalità con libertà. A seguire ha sfilato il prestigioso brand inglese Goshiee, un innovativo marchio di moda inglese che ha unito stile contemporaneo e sostenibilità. Con collezioni uniche, caratterizzate da design audaci e materiali ecologici, Goishee si è distinta per la sua visione etica della moda. Ogni capo riflette un impegno verso la qualità e la responsabilità ambientale, ofrendo eleganza consapevole. Maison Dray, fondata dal giovane e rinomato stilista Enrico Dray, formatosi allo IED con specializzazione in haute couture ha presantato la sua nuova collezione per il 2027… un vero e proprio tributo alla magnificenza d’opera italiana. La collezione propone tailleur in gros grain strutturati, abiti meravigiosi con silhouette scolpite, volumi e dettagli preziosi si fondono in un equilibrio tra rigore sartoriale e opulenza scenica. Lo stilista ha annunciato l’apertura del suo prestigioso Atelier nella splendida città di Monza inagurato i primi di settembre 2026. Sofía NOSE, stylist e consulente di moda, presenta per la prima volta la sua visione delle tendenze Autunno-Inverno 2026. Un’accurata selezione tra cinque designer di Londra, Madrid, Turchia e Porto trasforma la passerella in una mappa internazionale di stile, talento e avanguardia. Uno sguardo esperto che , non si limita a interpretare la moda: anticipa ciò che vorremmo indossare. La prima parte delle sfilate si è conclusa con un afascinante intermezzo musicale, reso magico dal saxofono di “Federico Sax” che ha intrattenuto i prestigiosi ospiti con 4 pezzi del suo strepitoso repertorio artistico. Dalla Cina il prestigioso brand REMINI 1900, radicato in una prospettiva orientale e si confronta con i dilemmi generati dalle fratture culturali del XX secolo. Il brand sintetizza il rigore industriale del modernismo occidentale, la geometria dell’Art Déco e la tradizione sartoriale dell’Asia interna, trasformando le correnti culturali globali in un’autonoma espressione dello spirito orientale contemporaneo, con l’obiettivo di ridefinire un’estetica della moda orientale sicura di sé. Un ringraziamento speciale è stato riservato ai Main Sponsor che hanno fortemente voluto e supportato questo evento. Un sentito grazie a: Alfa G Group – Barman In Viaggio – Nims Lavazza – Leis Model Agency – CorralLuxury Events – Mb Media Consulting Svizzera. Si è ripariti con la stilista polacca Isabel von Piotrovski (ormai di casa alla Milano Fashion Week) nota per le sue creazioni che uniscono eleganza, modernità. Le sue creazioni presentate al Museo Bagatti Valsecchi sono create con linee pulite e dettagli sofisticati, riflettono un’estetica unica e raffinata. Con un forte impegno per la sostenibilità, Isabel ridefinisce il concetto di moda contemporanea. Dalla Polonia, il creativo e originale brand Malinez Lingerie ha conquistato gli ospiti con la sua meravigliosa collezione. Un “Family Brand” che da 33 anni realizza lingerie in Polonia, tramandando un sapere artigianale di generazione in generazione. Una storia sempre più rara nel settore della lingerie: quella di una piccola azienda familiare giunta alla terza generazione, che continua a seguire con coerenza la propria filosofia stilistica, senza inseguire le tendenze passeggere di ogni stagione. Oggi presente con grande successo alla Milano Fashion Week. L’evento prosegue presentando Black Sun, un giovane brand di moda creato e diretto dall’ecclettica stilista Erica Tavonatti che interpreta la contemporaneità attraverso un’estetica decisa, essenziale e riconoscibile. La sua visione unisce ricerca stilistica, personalità e attenzione ai dettagli, rivolgendosi a una nuova generazione che considera la moda una forma di espressione individuale. A chiudere le sfilate, il famoso brand cinese LFAX che ofre collezioni uniche che esprimono creatività e stile. Un brand di abbigliamento femminile di alta gamma, nato a Shanghai nel 2023. La fondatrice, Wang Qin, vanta quasi 30 anni di esperienza nei più prestigiosi atelier del lusso. Il brand seleziona cashmere e seta di altissima qualità provenienti da tutto il mondo e interpreta la filosofia del “less is more” attraverso rafinati dettagli ispirati all’estetica orientale. LFAX si rivolge a donne indipendenti e afermate, dalla piena realizzazione interiore, e sta accelerando il proprio percorso di espansione sui mercati internazionali. Le sue creazioni hanno letteralmente estasiato gli ospiti per la loro unicità e bellezza. Combinando tradizione e modernità, Momento iconico e di grande rilevanza, la consegna del Celebre Magazine Award. A consegnarlo al Brand cinese LFAX, l’editore e fondatore del prestigioso Magazine e del prestigioso premio, il Dott. Massimo Basile insieme all’Official Ambassador di Celebre Magazine World per la Cina, la Dott.ssa Pan Qi. Il premio è stato conferito al brand cinese LFAX con la dicitura: Best Fashion Designer “In Honour of its Creativity and Innovation”. Un premio importante che la stilista ha accolto con grande entusiasmo e commozione. Di grande spessore, la comunicazione dell’evento a livello mondiale da parte dei Media Partners ufficiali: Monaco Woman – Montecarlo / Forbes Network –UK / Gazzetta di Milano – Italia / Gazzetta di Lombardia – Italia / Celebre Magazine World – Svizzera / Chic Icon – Dubai / Yes London – Londra / Big News Network – UK / Amore World Magazine – Italia / EllediGi Magazine, Londra / Elysian Magazine – USA / Global Event Magazine, USA / 5 Stars Elite Magazine – Italia / Luxury Investment Magazine – Svizzera / Rinascimento Magazine – Svizzera / The Daily Guardian – UK / Vogue Vocal – USA / Globally Content Magazine – UK / Il Masaniello Magazine – Italia / The European Business Review – Lussemburgo / The Occidental Magazine – Irlanda / The Blaze Magazine – Norvegia. Un grande lavoro di squadra quello svolto dietro le quinte dal team make-up e hairstyling dell’Accademia Professionale PBS e Academia BSI Milano, che hanno reso ogni uscita impeccabile e unica. A seguire, al termine delle sfilate, è stato organizzato un ricco cocktail riservato agli ospiti nella splendida terrazza del Museo Bagatti Valsecchi, dove hanno potuto degustare gli strepitosi Cocktail preparati da Barman in Viaggio e l’eccellente espresso firmato Nims – Lavazza. Gli organizzatori hanno ringraziato il pubblico per aver condiviso questi momenti di straordinaria intensità, rinnovando l’appuntamento alla prossima edizione per il 2027 e invitando tutti a un piacevole aperitivo conviviale. Il Diamond Club Fashion Event si è confermato vero tributo alla moda, all’arte e al genio creativo dei designer, capace di fondere eleganza e innovazione in un’esperienza indimenticabile. Tra applausi e luci che si spegnevano lentamente, un pensiero si è difuso tra i presenti: la moda non è solo un abito, ma un linguaggio universale fatto di emozione, bellezza e visione. E con questa certezza, cresce già l’attesa per la 6ª edizione del Diamond Club Fashion Event, già fissata per Febbraio 2027. Diamond Club… evento di pura Elite destinato a scrivere un nuovo capitolo di pura meraviglia nel mondo del Luxury Fashion. Segui su Instagram: Diamond Club Italy Photo Gallery

  • Nord Sud Ovest Est, a Milano torna la leggenda degli 883: un viaggio tra musica, nostalgia e amicizia.

    Milano ha riacceso le luci degli anni Novanta. E lo ha fatto nel modo più emozionante possibile: riportando sullo stesso palco Max Pezzali e Mauro Repetto, trent’anni dopo l’inizio di quella storia che sarebbe diventata molto più grande di loro. Photo credits by Max Cozzi Al Cinema Anteo Palazzo del Cinema, in occasione della première milanese di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”, l’attesa per la seconda stagione della serie Sky Original si è trasformata in un vero e proprio viaggio nella memoria. Una serata capace di unire passato e presente, realtà e finzione, musica e nostalgia. Noi di Amore World Magazine eravamo presenti, per vivere e raccontare da vicino una serata che ha saputo regalare emozioni autentiche e riportare al centro della scena una delle storie musicali più amate dal pubblico italiano. Sul palco, insieme a Max Pezzali e Mauro Repetto, anche Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, gli interpreti che nella serie vestono i panni dei due protagonisti. Un incontro quasi simbolico: i ragazzi che hanno raccontato la nascita degli 883 si sono ritrovati davanti agli uomini che oggi ne stanno raccontando la storia sullo schermo. E poi quell’abbraccio. Un gesto semplice, ma capace di racchiudere trent’anni di musica, successi, strade diverse e ricordi. Per un istante, il tempo sembrava essersi fermato. Milano ha restituito al pubblico l’immagine di Max e Mauro fianco a fianco, proprio come in quei primi anni Novanta in cui due ragazzi di Pavia riuscirono a trasformare la provincia in una geografia sentimentale condivisa da un’intera generazione. La seconda stagione riparte dal 1993, l’anno del successo travolgente del secondo album degli 883. Ma dietro le classifiche, i concerti e la popolarità cominciano ad affiorare nuove domande. Il sogno che sembrava irraggiungibile è diventato realtà, ma proprio quando tutto sembra perfetto iniziano le difficoltà. La loro amicizia viene messa alla prova dal successo, dalle nuove esperienze e da due modi sempre più diversi di guardare al futuro. La storia li porterà dalla provincia a Milano, fino all’America tanto sognata. Un viaggio geografico, ma soprattutto interiore: quello di due ragazzi costretti a confrontarsi con ciò che sono diventati e con ciò che desiderano diventare. Forse è proprio questo il segreto degli 883. Non sono mai stati soltanto canzoni. Sono stati un pezzo di vita. Sono stati le estati, le amicizie, le prime delusioni, i motorini, le serate con gli amici, i sogni enormi nati in luoghi apparentemente piccoli. Sono stati la colonna sonora di chi, ascoltando quelle parole, si è riconosciuto e ha capito di non essere solo. Ed è per questo che, trent’anni dopo, quelle canzoni continuano a emozionare. La première milanese ha così fatto da ponte tra due generazioni: da una parte gli 883 che hanno vissuto quella storia in prima persona, dall’altra gli attori che oggi la stanno facendo rivivere sullo schermo. Una serata che Amore World Magazine ha avuto il piacere di vivere in prima persona, respirando l'atmosfera di un evento capace di trasformare la nostalgia in qualcosa di incredibilmente presente. Dal 9 ottobre, con otto nuovi episodi, Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 torna su Sky e in streaming su NOW. Ma a Milano, quella sera, è già successo qualcosa di più grande della semplice presentazione di una serie. È tornata una parte della nostra memoria. Perché forse è proprio questo che rende una leggenda davvero eterna: passa il tempo, cambiano le generazioni, ma basta una canzone per riportarti esattamente dove eri.Se vuoi, posso anche renderlo ancora più glamour e da red carpet, inserendo una parte dedicata agli ospiti e all’atmosfera della serata. Photo Gallery

  • LA QUINTA EDIZIONE DI VENICE COCKTAIL WEEK STA PER ARRIVARE.

    Venice Cocktail Week torna a Venezia per celebrare cinque anni dalla sua prima edizione (2021–2026). La quinta edizione della kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli con il patrocinio del Comune di Venezia, in collaborazione con Venezia Unica e con il supporto di Vela, si terrà nei migliori Bar d’Hotel e Cocktail bar della città da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2026, per diffondere la cultura del Bere Consapevole e Responsabile e valorizzare la miscelazione di qualità della Città di Venezia. Ideata da Paola Mencarelli, già fondatrice della Florence Cocktail Week (nel 2016) e delle Italian Cocktail Week, la manifestazione punta a promuovere una cultura del bere di qualità e responsabile, valorizzando i professionisti del settore e favorendo il confronto tra appassionati ed esperti. L’anima di Venice Cocktail Week é esplorare la città di Venezia attraverso un itinerario tra Bar d’Hotel, Cocktail Bar e location esclusive alla scoperta dei Cocktail creati ad hoc per la manifestazione. Durante la kermesse i Bar d’Hotel, i Cocktail Bar e gli Event Partner sono anche protagonisti di un ricco Calendario di Eventi: incontri, Masterclass, Tasting, Aperitivi e Guest Shift con Guest di fama nazionale e internazionale. 5 giorni per scoprire i migliori cocktail bar di Venezia, suddivisi in Bar d’Hotel e Cocktail Bar, con Cocktail List realizzate ad hoc per VCW26 dai resident bartender che per l’occasione hanno dato libero sfogo alla propria creatività, dimostrando talento e inventiva. Ognuno dei Selected Cocktail Bar, 31 per questa edizione, proporrà una Drink List VCW26 composta da 3 cocktail esclusivi: 1 Signature Cocktail VCW26, di libera creazione 1 Aperitivo di Mezzogiorno, Drink Low Abv o Alcol Free 1 Classic Cocktail VCW26. Un racconto liquido che interpreta l’evoluzione del bere contemporaneo, con particolare attenzione a qualità, sostenibilità e consumo responsabile. Ma non finisce qui! Con le iniziative “DINING WITH THE SPIRITS”, “PASTRY WITH THE SPIRITS" che uniscono mixology e gastronomia verranno coinvolti chef e pasticceri veneziani che andranno a utilizzare gli spirits come ingredienti delle loro creazioni, inserite nei menu o protagoniste di serate dedicate. Inoltre, verrà dato ampio spazio ai resident bartender con l’iniziativa Barkeeper: veri protagonisti delle singole insegne, attraverso momenti dedicati che permetteranno al pubblico di scoprire le storie, le visioni le Cocktail List VCW26 direttamente dietro al bancone ed arriveranno anche i Pop-Up Bar di tutte le Italian Cocktail Week - e quindi Florence Cocktail Week, Tuscany Cocktail Week, Cortina Cocktail Weekend e Amalfi Coast Cocktail Week- per un dialogo continuo tra territori, esperienze e stili della mixology contemporanea. Questa quinta edizione veneziana si preannuncia molto interessante soprattutto perché coinvolge anche le ultime aperture dell’alta hotellerie come Orient Express Venezia, Airelle Palladio Venice ed il rinnovato Hotel Danieli della catena Four Seasons. Appuntamento, quindi, dal 21 al 25 ottobre a Venezia per festeggiare i cinque anni di una Kermesse che ad ogni edizione presenta le novità della mixology internazionale valorizzando le eccellenze presenti nella città lagunare.

  • Dove il profumo incontra la leggenda: l’esperienza firmata Xerjoff e Lamborghini

    Per sette giorni Milano ha vissuto un’esperienza fuori dall’ordinario. Nel cuore di Portanuova, tra le architetture contemporanee di Piazza Gae Aulenti e il continuo movimento della città, il pop-up firmato Xerjoff e Automobili Lamborghini ha attirato curiosi, appassionati e visitatori provenienti da tutto il mondo, trasformando la Milano Beauty Week 2026 in un viaggio attraverso emozioni, creatività e innovazione. Photo credits by Damiano Colle La collaborazione tra la prestigiosa Maison di alta profumeria e la Casa di Sant’Agata Bolognese ha trovato la sua espressione più autentica in uno spazio dove nulla era lasciato al caso. Non una semplice esposizione, ma un percorso capace di coinvolgere ogni senso, raccontando come due realtà apparentemente lontane possano condividere la stessa ricerca dell’eccellenza. Fin dall'apertura, il pubblico è stato immerso in un universo costruito intorno alle nuove fragranze della collezione. Luci, suoni, materiali e installazioni hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di Avanguardia, Fierezza e Perseveranza, tre creazioni che hanno rappresentato valori profondamente radicati sia nella filosofia di Xerjoff sia nell'identità di Lamborghini. Particolarmente apprezzata è stata l’esperienza inaugurale che ha permesso di conoscere i profumi attraverso il gusto, offrendo una chiave di lettura sorprendente e originale. Un modo innovativo per raccontare l’anima delle fragranze e creare un legame immediato con il pubblico. Grande interesse hanno suscitato anche le masterclass che, giorno dopo giorno, hanno svelato il lavoro creativo dietro ogni essenza. Materie prime preziose, intuizioni artistiche e ricerca olfattiva si sono intrecciate in racconti capaci di affascinare tanto gli esperti quanto i semplici curiosi. Tra i momenti più suggestivi dell’intera settimana si è distinto il progetto “Scent Meets Brain Art”. I visitatori hanno potuto osservare come le proprie reazioni emotive agli stimoli olfattivi venissero trasformate in immagini uniche attraverso la brain art. Un incontro sorprendente tra neuroscienza, arte e profumeria che ha reso tangibile ciò che normalmente resta invisibile: le emozioni generate da una fragranza. Ad accompagnare il percorso è stata una raffinata installazione musicale ispirata ai tre profumi protagonisti della collezione. Le composizioni sonore hanno avvolto lo spazio creando un’atmosfera immersiva, amplificando le sensazioni e trasformando la visita in un’esperienza ancora più intensa. Al termine della Milano Beauty Week, il pop-up di Xerjoff e Automobili Lamborghini ha lasciato molto più di un semplice ricordo. Ha dimostrato come il lusso contemporaneo possa essere raccontato attraverso linguaggi nuovi, capaci di unire tecnologia, design, arte e profumeria. Una settimana in cui il profumo non è stato soltanto una fragranza da indossare, ma un’esperienza da vivere. E per chi ha attraversato quello spazio nel cuore di Milano, il ricordo più forte resterà probabilmente proprio questo: aver visto, ascoltato e persino assaporato un profumo prima ancora di sentirlo sulla pelle. Photo Gallery

  • "Homo Faber, an island of light" in mostra a Venezia il meglio dell'alto artigianato internazionale

    E' iniziata il 1 settembre la quarta edizione della Biennale Homo Faber che per questa edizione invita i visitatori ad esplorare il rapporto fondamentale tra luce, materiali e mano umana. L'isola di San Giorgio, sede della Fondazione Giorgio Cini, accoglie 15 installazioni immersive negli storici giardini ed edifici che vi faranno scoprire centinaia di oggetti realizzati a mano da artigiani provenienti da tutto il mondo. L'allestimento unico del direttore artistico Es Devlin mette in luce la creatività ed il talento degli artigiani, mentre dimostrazioni dal vivo, work shop, esperienze culinarie e visite guidate personalizzate permetteranno di avvicinarsi ulteriormente al mondo dell'artigianato. Ispirandosi all'arcipelago della laguna veneziana, Es Devlin ha creato una narrazione che unisce le opere di centinaia di artigiani provenienti da tutto il mondo – ognuno un'isola di talento e abilità nel più ampio panorama dell'artigianato – a San Giorgio Maggiore. Manipolando la luce attraverso l'uso di acqua, specchi, movimento ed altro, Devlin crea un viaggio che illumina il mondo dell'artigianato, collegando gli artigiani stessi ai loro laboratori, strumenti, materiali ed infine agli squisiti oggetti che creano. Insieme, gli spazi espositivi esplorano la relazione tra luce, materiali, talento e creatività, rivelando come i maestri artigiani possano utilizzare questa energia vitale come strumento per creare meraviglia e gioia. L’85% degli artigiani selezionati per questa edizione partecipa per la prima volta ad “Homo Faber” Queste proprio le parole della direttrice artistica, Es Devlin: "Volevo far capire che gli oggetti non vengono dalla luna, nascono dalle mani. Volevo mostrare le mani degli artigiani, i loro volti" e per questo motivo il programma giornaliero è ricco di appuntamenti aperti al pubblico che tra dimostrazioni e laboratori ha la possibilità di toccare con mano il lavoro di questi grandi maestri presenti in città. Ma chi è Es Devlin la direttrice artistica di questa edizione? è una delle artiste più brillanti della sua generazione. Le sue installazioni monumentali e le sue sculture cinetiche performative hanno abbellito musei, gallerie, teatri, opere liriche e stadi olimpici in tutto il mondo, mentre la sua installazione Library of Light ha attirato quasi 200.000 visitatori alla Pinacoteca di Brera al Salone del Mobile di Milano nella primavera del 2025. E proprio come delle installazioni monumentali ha pensato le 15 installazioni. Come nelle precedenti edizioni prende vita anche l'iniziativa "HOME FABER IN CITTA'" che permette ai visitatori di arricchire la propria esperienza esplorando l'artigianato locale in tutta Venezia. Per il primo anno è presente anche Casa San Lorenzo, sede culturale di Sanlorenzo Arts affacciata sulla Basilica di Santa Maria della Salute, ed ospita due mostre durante Homo Faber 2026: "Un'isola di luce" – una dedicata ai notevoli maestri artigiani di Venezia e del Veneto, curata da Artemest, e un'altra che presenta artigiani del Lussemburgo, curata da De Mains De Maîtres Luxembourg (ma di questo ne parleremo in un altro articolo). Noi di Amore World Magazine abbiamo già avuto il privilegio di visitare questa edizione di Homo Faber e vi assicuriamo che il percorso espositivo studiato è stato concepito da Es Devlin in modo da far comprendere, anche a chi si volesse interfacciare con il mondo dell'alto artigianato per la prima volta, cosa si nasonde dietro la realizzazione di un oggetto unico al mondo. Ed ecco alcune informazioni pratiche per poter visitare l'esposizione all'isola di San Giorgio: come raggiungere l'isola di San Giorgio: trasporto pubblico Vaporetto linea n. 2 da San Zaccaria o Ferrovia/P.le Roma oppure tramite NAVETTA GRTUITA in partenza ogni 30 minuti da San Zaccaria riservato esclusivamente ai visitatori che hanno acquistato i biglietti online e il giorno della visita prenotata. durata della manifestazione: dal 1 al 30 settembre 2026 orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. Ultimo ingresso alle 17:00.ingresso: a pagamento con una fascia oraria dedicata. Puoi acquistare il tuo biglietto online sul sito ufficiale della manifestazione. Inoltre, se volete sapere il tempo necessario per visitarla ed organizzare al meglio la visita, noi ci abbiamo impiegato tre ore.

  • COMO 1097, 73 TIFOSI STORICI COMOdamente in Champions.

    Il 10 settembre 2026 resterà una data scolpita nella storia del Como 1907 e nel cuore di un'intera città. Per la prima volta, il club lariano ha disputato una partita di UEFA Champions League, raggiungendo un traguardo che per generazioni di tifosi è stato un sogno quasi impossibile da immaginare. E quale modo migliore per celebrare questo momento storico se non condividendolo con chi ha amato questi colori ben prima dei riflettori europei? In occasione dell'esordio assoluto del Como nella massima competizione continentale, il presidente e diversi dirigenti hanno compiuto un gesto di straordinaria sensibilità e riconoscenza: hanno ceduto i propri posti nella tribuna d'onore a 72 storici tifosi del Como, uomini che hanno vissuto decenni di trasferte, sacrifici, delusioni e speranze senza mai abbandonare la squadra. Tra quei 72 tifosi c'era anche il padre del nostro Direttore. Non era soltanto un invito. Era un riconoscimento. Un grazie silenzioso ma potentissimo rivolto a chi ha continuato a credere nel Como quando l'Europa sembrava un miraggio lontano. Sedersi in quella tribuna significava rappresentare migliaia di cuori biancoblù che hanno attraversato ogni categoria, ogni difficoltà e ogni rinascita. La serata è stata resa ancora più indimenticabile dal risultato sul campo. Il Como 1907 ha scritto una pagina leggendaria della propria storia superando il RB Leipzig per 4-1 nella sua prima partita di Champions League. Una prestazione che ha fatto sognare una città intera e che ha dimostrato come questo club sia ormai pronto a confrontarsi con le grandi realtà del calcio europeo. Ma oltre ai gol, alle emozioni e agli applausi, l'immagine che resterà impressa nella memoria è quella dei vecchi tifosi accolti nella tribuna d'onore. Per una sera, il passato e il presente del Como si sono incontrati nello stesso luogo. Da una parte la squadra che sta conquistando l'Europa, dall'altra chi ha custodito la passione per questi colori nei momenti più difficili. La Champions League è fatta di grandi stadi, notti europee e sfide prestigiose. Per il Como, però, la prima notte di Champions è stata soprattutto una storia di appartenenza, gratitudine e amore. Un omaggio a chi c'era prima di tutti e che, finalmente, ha potuto vivere da protagonista il giorno in cui il sogno è diventato realtà. Perché certe vittorie vanno oltre il risultato. E quella vissuta dal Como e dai suoi tifosi più fedeli è una vittoria che resterà per sempre nella storia.

  • Trebisacce brilla sotto il segno dell'eccellenza: trionfa la XVIII edizione de "La Notte della Fenice" con il tributo a Francesco De Simone.

    C'è una magia speciale nell'aria quando il talento incontra le proprie radici. A Trebisacce, sotto il cielo d'agosto, la diciottesima edizione de "La Notte della Fenice" si è trasformata in un inno vibrante alla bellezza, al riscatto e all'eccellenza calabrese. Ideata e magistralmente guidata da Gianni Marino, la kermesse ha saputo fondere ancora una volta moda, arte ed emozione pura in una notte che rimarrà impressa nella memoria della città. ​Il cuore pulsante della serata e il momento di più alta commozione si sono materializzati quando i riflettori si sono accesi su di lui: Francesco De Simone. Responsabile creativo della linea Donna e Alta Moda Privé di Giorgio Armani, De Simone non essendo stato presente ha comunque voluto ri graziare per il premio ricevuto con un video messaggio . ​ Non è stato soltanto il riconoscimento a una carriera straordinaria nell'Olimpo della haute couture globale, ma l'abbraccio potente e caloroso di una comunità che si riconosce nel suo successo. È la dimostrazione vivente che si può partire dalla Calabria e vestire il mondo con la grazia, il rigore e la genialità italiana, senza mai dimenticare da dove si è iniziato. ​Accanto a lui, la serata ha celebrato altre grandi eccellenze — da Agnese Zogla a Francesco Napoli, da Alba Di Leone a Margherita Amarelli — in un mosaico di storie che profumano di passione e dedizione. Ma "La Notte della Fenice" è stata soprattutto questo: una magnifica favola moderna in cui Trebisacce ha potuto specchiarsi negli occhi del suo talento più luminoso, ritrovando, nell'arte e nella bellezza, la forza immortale di una fenice che sa sempre come rinascere e volare in alto. Photo Gallery

  • Giffoni Film Festival 2026: “Le Cose Impossibili” e la Magia delle Nuove generazioni.

    Quando le storie incontrano i giovani, il cinema smette di essere uno schermo da guardare e diventa vita vera. Con la sua 56ª edizione, il Giffoni Film Festival porta nel cuore di Giffoni Valle Piana “Le cose impossibili” il tema guida di quest'anno, per ricordarci che nessun sogno è mai davvero troppo grande. Photo credits by Fotografo Valentino Zona e photo assistant Maria Sipontina Furio I ragazzi imparano a scoprire cosa c’è dietro una macchina da presa, vivendo un confronto autentico e senza filtri con i grandi nomi dello spettacolo. È così che il festival regala loro la chiave per guardare dentro se stessi, il coraggio di superare ogni barriera e la libertà di accogliere l'inaspettato. A incarnare questo spirito sono stati i preziosi interventi di ospiti illustri. La celebre scrittrice Dacia Maraini ha incantato la platea affrontando i temi della scrittura e dei diritti, mentre Sabrine El Mayel divulgatrice d'arte, content creator e autrice ha portato al centro del dibattito l'inclusività e i nuovi linguaggi espressivi. Sul fronte musicale, l'energia si è accesa con diverse personalità e artisti del calibro di Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Nicolò Filippucci e Rosa Chemical, che hanno condiviso con i ragazzi visione e passione. Superare "le cose impossibili" significa anche promuovere una profonda sensibilità sociale. Ne è una testimonianza la presenza della Fondazione Sogno Attivo che, grazie all'impegno del suo fondatore Dario Leo, si occupa di atleti speciali con disabilità motorie, dimostrando come lo sport e la passione possano abbattere ogni barriera. L'entusiasmo della manifestazione si è poi riversato sul celebre Blue Carpet, per poi concludersi ogni sera a ritmo di musica con i party ufficiali firmati RDS. Il cuore pulsante di questa visione risiede nella sezione Impact, l'anima più trasversale e stimolante dell'intero festival. Impact rifiuta i dogmi e le visioni a senso unico per spalancare le porte a una molteplicità di sguardi sul presente e sul futuro. È proprio questo coraggio di abbattere gli ostacoli e credere che l'impossibile sia realizzabile a rispecchiare appieno i nostri valori, rendendo il Giffoni Film Festival un punto di riferimento unico e imprescindibile. Perché Giffoni non è semplicemente un evento da segnare sul calendario o un festival cinematografico tra i tanti, ma una vera e propria rivoluzione silenziosa che parte dagli occhi accesi dei ragazzi. Rappresenta la dimostrazione vivente che, quando si possiede l'audacia collettiva di immaginare il futuro senza condizionamenti, anche il traguardo più inaccessibile finisce inevitabilmente per arrendersi alla forza della realtà.

  • Giorgio Armani: l'uomo che ha vestito il mondo e che trovava la sua vera ricchezza nel silenzio delle sue case.

    Ci sono uomini destinati a lasciare un'impronta che va oltre il tempo. Uomini che non seguono le mode, ma le creano. Giorgio Armani è stato uno di loro. Con il suo talento ha rivoluzionato il concetto di eleganza, trasformando la semplicità in un simbolo di lusso e raffinatezza. Le sue creazioni hanno vestito le più grandi star del cinema, capi di Stato, imprenditori e milioni di persone in ogni parte del mondo. Eppure, dietro quel nome conosciuto ovunque, si nascondeva un uomo riservato, che rifuggiva il clamore e cercava la felicità nelle cose essenziali. Per Armani il vero lusso non era apparire, ma vivere circondato dalla bellezza, dalla natura e dal silenzio. Per questo motivo le sue case non erano semplici dimore di prestigio: erano luoghi dell'anima, rifugi dove ritrovare serenità e ispirazione. Un ragazzo di Piacenza destinato a cambiare la moda... Nato a Piacenza l'11 luglio 1934, Giorgio Armani trascorse un'infanzia segnata dagli anni della guerra. Inizió gli studi di medicina, ma comprese presto che il suo destino era un altro. Dopo le prime esperienze nel mondo della moda, affinò il proprio stile fino a fondare, nel 1975 insieme a Sergio Galeotti, la maison Giorgio Armani. Da quel momento la sua carriera fu una continua ascesa. Le sue giacche destrutturate cambiarono il modo di vestire degli uomini, mentre le sue collezioni femminili conquistarono il mondo grazie a un'eleganza mai eccessiva, sofisticata ma naturale. L'amore vissuto con discrezione... Armani ha sempre protetto la propria vita privata. Il rapporto più importante fu quello con Sergio Galeotti, compagno di vita e di lavoro, che lo sostenne nella nascita dell'azienda e contribuì a costruire le fondamenta del marchio. La scomparsa di Galeotti nel 1985 rappresentò uno dei momenti più dolorosi della sua esistenza. Da quel giorno Armani si dedicò con ancora maggiore determinazione al lavoro, trasformando il dolore in energia creativa. Non amava parlare dei propri sentimenti, preferendo lasciare che fossero il suo stile e le sue opere a raccontare la persona che era. Pantelleria, il luogo dove ritrovava se stesso... Tra tutte le sue residenze, quella di Pantelleria occupava un posto speciale nel suo cuore. L'isola vulcanica, sospesa tra la Sicilia e l'Africa, rappresentava il suo rifugio ideale. Qui restaurò diversi dammusi, le tradizionali costruzioni in pietra lavica, rispettandone l'architettura e integrandole perfettamente con il paesaggio. Ogni mattina il mare, il vento e il profumo della macchia mediterranea accompagnavano le sue giornate. Pantelleria non era soltanto una casa: era una fonte inesauribile di ispirazione. Molte idee creative nacquero proprio osservando quei tramonti e quella natura incontaminata. Milano, il cuore del suo impero... Se Pantelleria rappresentava l'anima, Milano era il cuore. Qui si trovavano la sede della maison e la sua residenza privata, progettata con lo stesso gusto che caratterizzava le sue collezioni: linee pulite, materiali pregiati, colori neutri ed eleganza senza ostentazione. Ogni ambiente raccontava il suo carattere: rigoroso, essenziale, raffinato. Saint-Tropez e Antigua, tra mare e libertà.... Armani amava profondamente il mare. Per questo possedeva anche una splendida villa a Saint-Tropez, sulla Costa Azzurra, dove trascorreva periodi di relax immerso nella luce del Mediterraneo. Un altro rifugio era Antigua, nei Caraibi. Qui trovava privacy assoluta, lontano dagli impegni internazionali. Il mare cristallino, le spiagge bianche e il silenzio gli permettevano di rallentare i ritmi e ritrovare quell'equilibrio che considerava indispensabile per continuare a creare. Il fascino di Brioni... La casa di Giorgio Armani a Piacenza rappresenta il perfetto equilibrio tra eleganza, essenzialità e autenticità. Un luogo che richiama la filosofia stilistica che ha reso il suo nome un simbolo del Made in Italy nel mondo: linee pure, armonia delle proporzioni, materiali di pregio e una raffinata attenzione ai dettagli. Ogni ambiente trasmette un senso di serenità e di bellezza discreta, dove il lusso non si esprime nell'eccesso, ma nella qualità, nella luce e nella cura di ogni elemento. Piacenza non è solo la città delle sue origini, ma anche il luogo che custodisce le radici di una visione creativa capace di trasformare la semplicità in un'icona di stile. Questa casa racconta proprio quel legame profondo con il territorio, unendo tradizione e contemporaneità in un dialogo continuo tra passato e futuro. Più che una semplice dimora, è un'espressione di gusto, personalità e cultura italiana: uno spazio che riflette un modo di vivere fatto di equilibrio, riservatezza ed eleganza senza tempo, valori che da sempre caratterizzano Giorgio Armani e che continuano a ispirare il mondo del design e dell'architettura d'interni. Le sue case raccontavano la sua anima.... Entrare in una casa di Giorgio Armani significava entrare nel suo mondo. Ogni dettaglio era studiato con attenzione: i colori, la luce, i materiali, gli spazi. Nulla era eccessivo, nulla cercava di stupire. Tutto comunicava equilibrio. Le sue ville erano il riflesso della sua personalità. Luoghi in cui il successo lasciava spazio alla semplicità, dove il rumore del mondo si trasformava nel suono del vento e del mare. Un'eredità destinata a non tramontare.... Giorgio Armani non ha lasciato soltanto un marchio famoso in tutto il mondo. Ha lasciato un modo di vivere. Ha insegnato che l'eleganza nasce dalla misura, dalla sobrietà e dal rispetto per ciò che ci circonda. Le sue case, sparse tra il Mediterraneo e i Caraibi, raccontano la stessa filosofia che ha reso immortali le sue collezioni: vivere circondati dalla bellezza senza avere bisogno di ostentarla. Forse è proprio questa l'immagine che meglio lo rappresenta. Non quella dello stilista applaudito dopo una sfilata, ma quella di un uomo seduto davanti al mare, mentre il sole tramonta lentamente sull'orizzonte. In quel silenzio trovava la sua più grande ispirazione. Ed è lì che continua a vivere il ricordo di uno degli italiani più eleganti e influenti della storia della moda. Galleria fotografica

  • Spring Colors Rhode Island celebra 15 anni di successi: la moda diventa un ponte tra culture, talento e comunità.

    Quindici anni di sogni trasformati in realtà, di talento valorizzato e di culture unite sotto il segno della moda. Spring Colors Rhode Island ha celebrato il suo 15° anniversario con un'edizione storica che ha confermato l'evento come una delle più prestigiose piattaforme di moda, arte e cultura del New England. Per tre giorni, Providence si è trasformata in un palcoscenico internazionale, accogliendo stilisti di fama mondiale, rappresentanti istituzionali, celebrità, imprenditori e leader della comunità provenienti da diversi Paesi. Al centro di questo straordinario successo c'è la visione di Martha Villar, CEO e fondatrice di Spring Colors Rhode Island e Spring Colors Madrid, che da quindici anni costruisce un ponte tra creatività, inclusione e sviluppo sociale. Le celebrazioni sono iniziate sabato 27 giugno nella prestigiosa Biblioteca del Campidoglio del Rhode Island, dove il Tesoriere di Stato James Diossa ha accolto ospiti e designer internazionali in una cerimonia ricca di significato istituzionale. Nel corso dell'evento sono stati consegnati importanti riconoscimenti alla presenza del Governatore Dan McKee, della Vice Governatrice Sabina Matos, della Senatrice Ana Quezada, del Sindaco di Providence Brett Smiley e del Sindaco di Pawtucket Donald R. Grebien, che hanno sottolineato il valore culturale e sociale che Spring Colors rappresenta per il Rhode Island. La serata è poi proseguita con l'elegante Welcome Cocktail presso The View, dove sponsor, ospiti d'onore e protagonisti del fashion system hanno vissuto un'atmosfera esclusiva culminata in una raffinata anteprima della collezione della celebre stilista dominicana Giannina Azar, realizzata in collaborazione con BrazzArt Event e Margaret Brazzart. Il momento più atteso è arrivato domenica 28 giugno nello storico Rhodes on the Pawtuxet, trasformato in una passerella internazionale che ha regalato emozioni dall'inizio alla fine. Dopo il ricevimento accompagnato dalla musica della DJ Valentina, il pubblico ha assistito a una successione di sfilate di altissimo livello. Ad aprire la passerella è stata l'inconfondibile creatività della stilista spagnola Ágatha Ruiz de la Prada, seguita dalle eleganti creazioni della dominicana Yohanna Gursey ,dal talento emergente del Rhode Island Axel Thomas, sostenuto da INDEX Boston, dalle collezioni di Starlin de Holma e della designer di accessori Kiara Luna. Il gran finale è stato affidato all'acclamato stilista colombiano Jhoan Sebastian Grey, che ha conquistato il pubblico con una collezione sofisticata, innovativa e di straordinaria forza creativa. Tra gli istanti più emozionanti dell'intera manifestazione, la passerella dei bambini della Spring Colors Future Foundation, che hanno portato in scena una vibrante esibizione ispirata alla FIFA. Grazie al sostegno di Navigant Credit Union e della città di Central Falls, i giovani protagonisti hanno ricordato a tutti che il futuro della moda passa anche attraverso l'inclusione, l'educazione e le opportunità offerte alle nuove generazioni. L'evento ha inoltre riunito importanti personalità del panorama internazionale, tra cui lo chef e volto televisivo Génesis Suero, l'attrice e Miss Universo 2024 Celinee Santos, Miss Universo Perù Luren Márquez, José Forteza di Vogue Latin America, la fashion editor Kika Rocha di People en Español, le celebrity stylist Claudia Zuleta e Kether Estevez, il CEO della Durango Fashion Week Jack Ramos, la personalità televisiva Bismak Colón e la chirurga estetica Ivelisse Bello, insieme a numerosi imprenditori, designer e rappresentanti istituzionali. Particolarmente significativa la presenza della comunità dominicana del Rhode Island e della delegazione del governo peruviano, testimonianza del carattere multiculturale e internazionale che da sempre distingue Spring Colors Rhode Island. Il successo della quindicesima edizione è stato possibile grazie al sostegno dei partner ufficiali: Julia Norma Rodríguez e Poder 102.1 FM, Blue Cross & Blue Shield of Rhode Island, In Home WellCare, l'Ufficio del Tesoriere di Stato James Diossa e il supporto istituzionale dell'Institute of Dominicans Abroad (INDEX Boston). La direzione creativa è stata affidata a Mariela Sabino, mentre la produzione generale è stata guidata da Martha Villar, la donna che quindici anni fa ha dato vita a un progetto destinato a superare i confini della moda. Oggi Spring Colors Rhode Island non è soltanto una passerella. È una piattaforma che crea opportunità, valorizza il talento internazionale, promuove il dialogo tra culture e dimostra come la moda possa diventare un potente strumento di trasformazione sociale. Dopo quindici anni di crescita costante, il messaggio è chiaro: il futuro di Spring Colors è appena cominciato. Se vuoi pubblicarlo su una rivista o un giornale, posso renderlo ancora più elegante, con uno stile da Vogue, Forbes o Vanity Fair.

  • MIMO 2026: a Monza la passione per l'automobile ha scritto un'altra pagina di storia.

    C'è un luogo dove l'automobile non è soltanto un mezzo di trasporto, ma un'emozione capace di unire generazioni, culture e passioni. Per tre giorni quel luogo è stato l'Autodromo Nazionale Monza, che dal 26 al 28 giugno ha ospitato la quinta edizione del MIMO Milano Monza Motor Show, confermandosi ancora una volta uno degli appuntamenti più coinvolgenti del panorama automotive italiano. Photo credits by Damiano Colle Oltre 30.000 visitatori hanno scelto di sfidare il caldo pur di vivere da protagonisti un evento che, anno dopo anno, continua a crescere senza perdere la sua anima: mettere il pubblico al centro, permettendogli non solo di ammirare le auto, ma di salirci a bordo, provarle, ascoltarle e respirare l'atmosfera unica del Tempio della Velocità. Anche noi di Amore World Magazine abbiamo voluto raccontare da vicino questa straordinaria manifestazione, presenti per seguire ogni momento dell'evento Sonny Marchetti, insieme al fotografo Damiano Colle, che con i suoi scatti ha immortalato l'adrenalina della pista, le emozioni del pubblico e le vetture protagoniste di un'edizione destinata a lasciare il segno. Il successo dei test drive è stato la dimostrazione più evidente di questa filosofia. Tutti i turni sono andati rapidamente sold out e migliaia di persone hanno potuto mettersi al volante delle ultime novità del mercato. Tesla è stata la protagonista assoluta, superando i mille test drive in appena tre giorni, mentre anche OMODA & JAECOO, Changan e Mercedes-Benz hanno registrato numeri importanti, confermando quanto il pubblico sia sempre più curioso di conoscere da vicino le nuove tecnologie e le diverse soluzioni di mobilità. Passeggiando tra i box dell'Autodromo si aveva la sensazione di attraversare il presente e il futuro dell'automobile nello stesso momento. Le anteprime mondiali, le concept car e le hypercar hanno attirato migliaia di appassionati, con la World Premiere della SGT 55, la nuova CHANGAN DEEPAL S05 Ultra Hybrid, l'impressionante Giamaro Krafla da oltre 2.100 cavalli, il Tesla Cybertruck e il robot umanoide Optimus capaci di catalizzare l'attenzione del pubblico. Accanto a loro, le creazioni di ARES Atelier, le Ferrari da competizione del Team MRNC12 Racing with Ferrari e le preparazioni di BRS Motorsport hanno raccontato le tante sfaccettature di un settore in continua evoluzione. Ma se c'è un'immagine destinata a rimanere impressa nella memoria di chi ha partecipato a questa edizione, è sicuramente quella delle Supercar Parade. Oltre duecento vetture provenienti da tutta Italia hanno trasformato il circuito di Formula 1 e le leggendarie Sopraelevate di Monza in una straordinaria sfilata di emozioni. Ferrari, Lamborghini, McLaren, Porsche, Aston Martin, Maserati, BMW, Audi, Radical, Dallara e ARES hanno dato vita a uno spettacolo che soltanto un luogo simbolo del motorsport mondiale poteva rendere ancora più speciale. L'adrenalina è poi salita ulteriormente grazie agli spettacoli dinamici che hanno animato il weekend. I Drift Show hanno richiamato migliaia di spettatori sulle tribune, mentre i Supercar Track Day hanno regalato ai proprietari delle vetture più performanti l'emozione di guidare sul circuito brianzolo. La grande novità del 2026 è stata però l'ingresso delle competizioni ufficiali nel programma di MIMO. Il GT3isti Challenge e la Lotus Speed Cup hanno trasformato l'ultima giornata in una vera festa del motorsport, con Edoardo Pavia che, al volante della Ferrari 296 Challenge del Team Marzialetti, ha fatto segnare il miglior tempo assoluto del weekend in 1'50"004. Successi anche per Luigi Peroni nel GT3isti Challenge dedicato alle Porsche e per Mauro Epis nella Lotus Speed Cup. MIMO ha saputo coinvolgere anche chi guarda all'automobile come esperienza a 360 gradi. L'Electric Area by Plenitude ha offerto test drive e attività dedicate alla mobilità elettrica, mentre il simulatore crash test di CYBEX, gli spazi dell'Esercito Italiano e dell'Aeronautica Militare e l'area Hard Rock Cafe Milan hanno arricchito un programma pensato per tutta la famiglia. Fondamentale anche il contributo di Trenord, che attraverso il MIMO Day Pass ha reso ancora più semplice raggiungere l'Autodromo utilizzando il trasporto pubblico. La forza di MIMO sta proprio qui: riuscire a mettere insieme mondi diversi senza perdere la propria identità. L'innovazione convive con la tradizione, la mobilità del futuro incontra il fascino delle supercar, mentre famiglie, giovani, collezionisti e semplici appassionati condividono gli stessi spazi, accomunati da una passione che continua a evolversi senza mai spegnersi. La quinta edizione si chiude così con un bilancio estremamente positivo, confermando che MIMO non è semplicemente un salone automobilistico, ma un'esperienza da vivere. Per tre giorni Monza è tornata a essere il cuore pulsante dell'automotive italiano, un luogo dove il rombo dei motori si è mescolato all'entusiasmo delle persone e dove il futuro dell'automobile ha trovato la sua casa naturale. Noi di Amore World Magazine siamo orgogliosi di aver raccontato da vicino questa grande festa dei motori, testimoniando con immagini e parole un evento che continua a rappresentare un punto di riferimento per l'intero settore automotive. GALLERIA FOTOGRAFICA

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