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- IL DIAVOLO VESTE PRADA 2: MIRANDA E’ TORNATA. E MILANO TREMA.
L’attesa è finita: in tutte le sale italiane arriva Il diavolo veste Prada 2. E sì, noi c’eravamo. Siamo stati ospiti alla proiezione all’Orfeo Multisala a Milano e, lasciatecelo dire: più che un film, è una vera dichiarazione di stile come direbbe Miranda Priestly. L’impatto visivo è straordinario : tutto, dal mood board alle scenografie, è perfettamente coerente . Ma è il film a fare davvero la differenza. Rispetto al primo capitolo, il rapporto tra Miranda e Andrea “Andy” Sachs assume un ruolo molto più centrale, trasformandosi in qualcosa di inaspettato, una vera e propria alleanza di potere femminile. E sappiamo bene quanto, nel mondo della moda, questa complicità sia tanto rara quanto potente. Tra i personaggi che colpiscono di più c’è Nigel Kipling, interpretato da Stanley Tucci: sempre elegante, sempre educato, nel primo film rimaneva in parte nell’ombra. Qui, invece, trova finalmente spazio e profondità, conquistando una rivincita narrativa che era decisamente dovuta al suo personaggio. E poi c’è Anne Hathaway nei panni di Andrea: un punto chiave dell’intero film. È una delle poche persone che Miranda, così apparentemente fredda e impenetrabile, arriva a stimare davvero. Ed è proprio attraverso questo rapporto che scopriamo un lato più umano della direttrice, qualcosa che nel primo film era solo accennato. E non dimentichiamoci di Emily: perché sì, anche lei regalerà più di un colpo di scena, confermandosi uno dei personaggi più imprevedibili e iconici. Milano, ovviamente, non poteva restare fuori. La città diventa parte integrante del racconto: elegante, frenetica, perfettamente in linea con il film. Tra i punti più iconici c’è un pop-up al piano terra della Rinascente che Miranda approverebbe senza esitazione. Dalle sue frasi cult “Fa’ pure tutto con estrema calma, sai quanto la cosa possa rendermi felice” , fino a uno spazio foto a forma di magazine ispirato a Runway, la rivista simbolo della storia. Per chi ama i dettagli, alcune delle scene più suggestive sono state girate a Villa Arconati, aggiungendo un tocco ancora più sofisticato alla narrazione visiva. Musiche di Theodore Shapiro, scenografia di Jess Gonchor e costumi firmati da Molly Rogers completano un lavoro che è, prima di tutto, un’esperienza stilosa. Ci saranno colpi di scena, ci sarà dramma perché le vere queen non fanno altro. Ma soprattutto ci sarà stile, quello che non passa mai di moda e che questo sequel riesce ancora a reinventare. E a questo punto, diciamolo chiaramente: non vi resta che correre al cinema, ma con le aspettative alte perché Miranda Priestly non accetta niente di meno!
- GRANDE AFFLUENZA DI FAN A MILANO PER FESTEGGIARE L’ICONICO SUPEREROE DC
Milano si è svegliata avvolta da un’energia speciale questo weekend di aprile. Tra i grattacieli moderni di CityLife e il cielo terso che sembra quasi fare da cornice, il mito senza tempo di Superman è tornato a vivere, richiamando una folla entusiasta e sorprendentemente eterogenea: bambini con gli occhi pieni di meraviglia, adulti con il sorriso nostalgico di chi è cresciuto sognando di volare. Il 18 e 19 aprile 2026, in occasione del Superman Day, Piazza Tre Torri si è trasformata in un piccolo angolo di Metropolis. Al centro dell’evento, un’edicola ispirata al leggendario Daily Planet ha fatto da punto di ritrovo per fan di ogni età, diventando simbolo tangibile di un legame che attraversa generazioni. Non si trattava solo di celebrare un supereroe, ma di rivivere un immaginario collettivo fatto di speranza, coraggio e desiderio di fare la cosa giusta. Le attività proposte hanno saputo coinvolgere tutti: dall’iconico scudo con la “S”, davanti al quale si sono formate lunghe file per una foto ricordo, all’area dedicata a Krypto, capace di strappare sorrisi sinceri. Tra le attrazioni più amate, la cabina fotografica che permetteva ai visitatori di portare a casa una cartolina personalizzata da Metropolis — un piccolo frammento di magia da conservare. E poi c’era quel gesto semplice ma significativo: ricevere tra le mani un’edizione speciale del Daily Planet, gratuita, con articoli esclusivi dedicati all’Uomo del Domani. Un oggetto simbolico che, per un momento, ha fatto sentire tutti parte di una storia più grande. Superman non è solo un personaggio nato nel 1938 dalla mente di Jerry Siegel e dalla matita di Joe Shuster. È un’idea, un archetipo, un promemoria costante che anche nei tempi più complessi esistono valori universali come la gentilezza, la giustizia e la speranza. E a Milano, in questo fine settimana, quei valori hanno preso forma nei sorrisi delle persone, negli sguardi rivolti verso l’alto e nella voglia condivisa di credere — almeno per un attimo — che un mondo migliore sia davvero possibile. Forse è proprio questo il vero potere di Superman: non volare, non la forza sovrumana, ma la capacità di unire le persone, ricordando a ciascuno di noi che, in fondo, un piccolo eroe può esistere dentro ognuno.
- Fili Invisibili: tra Seta e Profumo, l’Arte di Raccontare l’Identità
Nel cuore di Como, tra il silenzio eloquente di telai antichi e il ritmo dimenticato degli ingranaggi industriali, esiste un luogo in cui la materia si trasforma in racconto. È il Museo della Seta di Como, uno spazio che custodisce non solo la storia della seta, ma un’idea più ampia e sorprendente: quella di unire mondi lontani attraverso fili invisibili. Qui, la seta non è soltanto un tessuto. È un simbolo. È il punto di incontro tra artigianato e arte, tra industria e sogno. Ed è proprio seguendo questo filo sottile, impalpabile come una carezza sulla pelle, che si scopre un legame inaspettato: quello tra la seta e il profumo. All’inizio del Novecento, mentre le manifatture comasche vivevano il loro apice, la moda iniziava a cambiare pelle. Non più semplice confezione, ma visione. Non più oggetti, ma identità. Nasceva così una nuova figura, audace e rivoluzionaria: il couturier parfumeur. Tra le icone di questa trasformazione emerge il nome di Coco Chanel, che con il suo leggendario Chanel No. 5 ha ridefinito il concetto stesso di eleganza. Non più separazione tra abito e fragranza, ma un’unica, armoniosa espressione di sé. Eppure, prima ancora di lei, un altro visionario aveva intuito questa connessione profonda. Paul Poiret, spirito libero e anticonvenzionale, fu il primo a immaginare la moda come un universo totale. Le sue creazioni non erano solo abiti, ma esperienze immersive: feste sontuose, atmosfere evocative, mondi costruiti attorno a un’estetica. In quel contesto, il profumo diventava il gesto finale, invisibile ma essenziale, capace di completare la metamorfosi. Poiret liberò il corpo femminile dai corsetti, introducendo linee morbide, fluide, quasi liquide. Linee che ricordano il movimento della seta, che scivola e accarezza senza costringere. E come la seta, anche il profumo si posa, avvolge, racconta. Perché il profumo non è solo qualcosa che si indossa. È memoria. È identità. È un linguaggio silenzioso che attraversa il tempo e parla direttamente all’anima. Ed è proprio questa dimensione che oggi il museo restituisce ai suoi visitatori. Non più soltanto uno spazio espositivo, ma un viaggio sensoriale. Le sale si animano attraverso percorsi olfattivi che traducono macchinari e tessuti in emozioni. Ogni fragranza diventa una chiave, ogni nota un capitolo. Entrare al Museo della Seta significa lasciarsi guidare non solo dallo sguardo, ma dall’olfatto. Significa riscoprire la storia attraverso sensazioni intime, profonde, capaci di evocare ricordi e creare connessioni. E poi, arriva il momento più personale. Seduti in un piccolo laboratorio, il tempo rallenta. Le parole si fanno sussurro, i gesti diventano rituali. È qui che il visitatore si trasforma in creatore. Domenica 29 marzo, dalle 14.00 alle 15.30, il museo ha aperto le porte a un’esperienza unica: un laboratorio dedicato alla creazione di un profumo in olio personalizzato. Guidati da Antonella Fontana, si intraprende un viaggio tra alcune delle materie prime più affascinanti della profumeria: la sensualità della rosa, la luce agrumata del neroli, la profondità del gelsomino, la dolcezza avvolgente della vaniglia e il mistero del sandalo. Non è solo un’esperienza olfattiva, ma un percorso di psicoaromaterapia. Un modo per ascoltarsi, per scegliere ciò che risuona, per trasformare una fragranza in un gesto di cura. Alla fine, ciò che resta non è solo un roll-on da 10 ml. È un frammento di sé. Una traccia invisibile ma persistente. Perché il vero lusso non è solo ciò che si vede o si tocca. È ciò che si sente. È ciò che resta. Come il profumo. Come la seta. Galleria fotografica
- Como Fun torna a Lariofiere: la fiera del fumetto, del gioco e della cultura pop scalda i motori per un weekend di divertimento.
Como Fun si prepara a tornare protagonista a Lariofiere sabato 28 e domenica 29 marzo, con un programma ricco di conferme e diverse novità. Dopo il forte riscontro ottenuto nel 2025, la manifestazione dedicata all’intrattenimento in tutte le sue declinazioni torna con un format ancora più esteso e strutturato, consolidando il proprio ruolo tra gli appuntamenti di riferimento per gli appassionati di fumetto, gioco e cultura pop. La fiera si configura come un grande evento intergenerazionale, in grado di coinvolgere pubblici differenti attraverso passioni e linguaggi condivisi. Al centro dell’esperienza si sviluppa una vasta mostra mercato con oltre 200 espositori, tra fumetti, manga, gadget a tema nerd, action figures, carte collezionabili e accessori per cosplayer, offrendo un panorama completo pensato per collezionisti, curiosi e famiglie. Ampio spazio è riservato al mondo del gioco, presente in tutte le sue declinazioni. Como Fun ospita oltre 100 cabinati arcade originali, con i grandi classici – da Pac-Man a Metal Slug, da Space Invaders a Donkey Kong – finalmente accessibili in modalità free to play, senza gettoni. Accanto a questo viaggio nella memoria trovano spazio l’area retroconsole e retrocomputer, insieme a una grande area dedicata al gaming di ultima generazione, con titoli recenti giocabili in multiplayer locale per sfide immediate e coinvolgenti. A completare l’offerta i giochi da tavolo, con le associazioni del territorio impegnate a presentare al pubblico i titoli più amati e le novità del settore, sempre in versione giocabile. La dimensione creativa trova spazio nell’area mattoncini curata da ItLUG, dove i visitatori potranno ammirare costruzioni monumentali realizzate da alcuni dei principali artisti italiani. L’area Gunpla, invece, riunisce modellisti esperti che espongono le proprie opere e condividono tecniche e processi creativi attraverso una serie di laboratori aperti al pubblico. Protagonista il mondo del cosplay, con un palco interamente dedicato ad attività a tema, contest e sfilate: centinaia di cosplayer che interpretano i loro personaggi preferiti tratti da film, cartoon e serie tv, un tuffo negli universi di fantasia più amati da milioni di appassionati. Anche il fumetto è rappresentato da un’artist alley che ospita oltre 100 autori all’opera dal vivo, tra cui Federico Cecchin – il caricaturista più famoso del web – e il disegnatore Disney Donald Soffritti. Il palinsesto degli spettacoli rappresenta uno dei punti di forza della manifestazione. Sabato 28 marzo salirà sul palco Cristina D’Avena, per un concerto che accompagnerà il pubblico in un viaggio nella memoria attraverso le melodie che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni. Domenica sarà la volta di Giorgio Vanni, che insieme alla sua band proporrà dal vivo i grandi successi delle sigle animate, da Dragon Ball a One Piece, da Pokémon a Detective Conan. Grande spazio al doppiaggio – sabato un evento dedicato a K-pop Demon Hunters con tutte le voci italiane dei protagonisti, domenica Gianluca Iacono, doppiatore di Vegeta in Dragon Ball – e al mondo delle serie tv. L’edizione primaverile di Como Fun accoglie ben due attori internazionali: Kevin Sussman, l’iconico Stuart, proprietario del negozio di fumetti in The Big Bang Theory; Christopher Judge, interprete di Teal’c, uno dei protagonisti della serie di fantascienza Stargate SG-1. Entrambi sul palco domenica per un’intervista aperta a tutti, incontreranno i fan in una serie di meet & greet, con foto e autografi. Sempre di serie tv si parlerà con Matteo Branciamore, Marco ne I Cesaroni, sabato 28 marzo, mentre nella stessa giornata Il Masseo – uno degli influencer più famosi in Italia – rappresenterà il mondo del web nel corso di un talk a tema. Con un’offerta che intreccia intrattenimento, spettacolo, gioco e creatività, Como Fun si prepara a riportare Lariofiere al centro dell’attenzione per un intero weekend, consolidando il proprio percorso di crescita e il rapporto con un pubblico sempre più ampio e diversificato. Galleria fotografica
- Weljanny Luciano: il coraggio di trasformare la propria storia in identità.
La storia di Weljanny Luciano non è semplicemente un percorso di successo, ma un viaggio umano fatto di sfide, cambiamenti e visione. Nata nella Repubblica Dominicana, cresce in un contesto segnato da difficoltà economiche che, invece di limitarla, contribuiscono a costruire in lei una forte determinazione. Fin da giovane comprende che il futuro non è qualcosa che si aspetta, ma qualcosa che si costruisce, spesso partendo da zero. Il trasferimento in Svizzera rappresenta un momento decisivo nella sua vita. Non è solo un cambiamento geografico, ma un passaggio complesso fatto di adattamento, nuove regole e nuove prospettive. In questo contesto, Weljanny sviluppa una mentalità internazionale e una capacità di osservazione che si rivelerà fondamentale per il suo futuro. È proprio qui che inizia a prendere forma una visione più ampia, che va oltre i limiti iniziali della sua realtà. Nel 2004 entra nel mondo della moda come modella, un ambiente che le permette di entrare in contatto diretto con l’estetica, la comunicazione e il potere dell’immagine. Non si limita a vivere quell’e sperienza in superficie: osserva, studia, comprende. Intuisce che la moda non è solo apparenza, ma un linguaggio capace di trasmettere identità, emozioni e sicurezza. Parallelamente costruisce la sua presenza come influencer, imparando a comunicare in modo autentico e a creare una connessione reale con il pubblico. Nel 2016 nasce Bellawel, un progetto che inizialmente prende forma nel settore beauty, con prodotti semplici ma significativi come le ciglia finte. Tuttavia, dietro questa scelta c’è già un’idea chiara: aiutare le donne a valorizzarsi, a sentirsi più sicure, a riconoscersi. Con il tempo, il brand evolve e si espande nel mondo degli accessori, trovando nelle borse la sua espressione più forte e riconoscibile. Le creazioni di Bellawel si distinguono per uno stile elegante e minimalista, per l’attenzione alla qualità e per una produzione che include il Made in Italy. Ma ciò che le rende davvero uniche è il loro significato. Ogni borsa non è pensata solo per completare un outfit, ma per raccontare qualcosa: un momento, una scelta, un’emozione. È un’estensione della persona che la indossa, un modo silenzioso ma potente di esprimere sé stesse. Al centro della visione di Weljanny Luciano c’è una filosofia precisa: la moda deve essere uno strumento di espressione personale. Non si tratta di seguire le tendenze, ma di costruire un’identità. Il suo lavoro si lega profondamente al concetto di empowerment femminile, non come slogan, ma come esperienza concreta. Attraverso il suo brand, trasmette l’idea che ogni donna possa definirsi da sola, senza bisogno di adattarsi a modelli imposti. Oltre al suo ruolo di imprenditrice, Weljanny si afferma anche come comunicatrice, utilizzando i social media e altri progetti per condividere la sua esperienza, parlare di crescita personale e creare un dialogo diretto con il suo pubblico. La sua figura si muove oggi tra moda, imprenditoria e storytelling, diventando un punto di riferimento per chi cerca non solo stile, ma anche significato. La sua è una storia che continua a evolversi, ma che già oggi rappresenta qualcosa di più di un semplice percorso professionale. È la dimostrazione che le origini non definiscono i limiti, ma possono diventare la base su cui costruire qualcosa di autentico. E che, a volte, ciò che creiamo non serve solo a essere visto, ma a raccontare chi siamo davvero.
- Diamond Club Fashion Event: un trionfo di eleganza e creatività alla Milano Fashion Week 2026
Milano, Museo Bagatti Valsecchi – 2 marzo 2026 Nel cuore pulsante della Milano Fashion Week, il Museo Bagatti Valsecchi ha aperto le sue porte a un evento che ha ridefinito il concetto di esclusività e stile: il Diamond Club Fashion Event. Tra affreschi rinascimentali e arredi sontuosi, la storica dimora milanese ha accolto ospiti provenienti da tutta Europa, offrendo una cornice unica per celebrare la moda come forma d’arte. Protocollo Credit by Damiano Colle Ad aprire la serata, la Dott.ssa Cesarina Ferruzzi, che con eleganza e precisione ha diretto ogni momento, accompagnando il pubblico in un viaggio tra stile e raffinatezza. Gli organizzatori, il Dott. Carmelo Alì e la Dott.ssa Laura Pagani Cesa, hanno espresso il loro sincero ringraziamento agli ospiti e ai prestigiosi partner: il Museo Bagatti Valsecchi, la World Luxury Chamber of Commerce di New York e la Camera Nazionale della Moda Svizzera. La presenza del Presidente della Camera della Moda Svizzera, Dott. Franco Taranto, accompagnato dalla modella svizzera Nastia Kuchereenko, ha conferito alla serata un’aura di prestigio internazionale. Tra parole di apprezzamento e l’invito a valorizzare il talento creativo dei designer, il pubblico ha respirato l’importanza culturale di eventi di questo calibro. La passerella si è accesa con le prime sfilate, tra cui spiccava Naomi Acosta, rappresentante svizzera a Miss Universo 2025, che ha indossato un incantevole abito firmato Maison Dray, evocando eleganza, passione e impegno sociale. La stilista siciliana Mariella D’Angelo, presentata dall’Avv. Elisabetta Baviera, ha portato in scena la storia e la bellezza della Sicilia attraverso creazioni che fondono tradizione e modernità. Maison Dray, con la collezione Foyer 2026, ha reso omaggio ai teatri d’opera italiani: abiti da gala avvolti in cromie drammatiche, silhouette scolpite e dettagli preziosi hanno raccontato la magia dei foyer dorati e il fascino del glamour nobiliare. Il giovane stilista Enrico Dray ha annunciato l’apertura del suo prestigioso atelier a Monza prevista per settembre 2026. La serata ha proseguito con le creazioni di Raffaella Verri Zorzi – Iconic Collection, dove i gioielli diventano vere opere d’arte, espressione di raffinatezza senza tempo. Il brand inglese Goishee ha stupito con una moda sostenibile, audace e contemporanea, mentre il saxofonista Federico Sax ha regalato un intermezzo musicale magico e indimenticabile. La seconda parte delle sfilate ha visto protagonisti talenti internazionali come la stilista polacca Isabel von Potriovski, con linee pulite e dettagli sofisticati, e il celebre brand cinese Yokuku, premiato con il Celebre Magazine Award per la sua creatività e innovazione. Photo Credit by Sergio Sepiello Dietro ogni uscita, un team impeccabile: Martina Costarelli MUA e Federica Breda Hairstyle, che hanno esaltato la bellezza e la personalità di ogni modello, rendendo ogni sfilata un capolavoro di stile. La serata si è conclusa con un elegante cocktail sulla terrazza del museo, dove ospiti e designer hanno brindato con le eccellenze di Barman in Viaggio e Venturini Vini, suggellando un evento destinato a entrare nella storia della Fashion Week milanese. Il Diamond Club Fashion Event si conferma così un tributo alla moda, all’arte e all’innovazione, capace di trasformare un abito in linguaggio universale, emozione e visione. L’attesa è già tutta per la prossima edizione, il 24 settembre 2026, quando il Museo Bagatti Valsecchi tornerà a brillare come simbolo di lusso, creatività e stile senza tempo. Galleria fotografica
- "Promenade della Moda": Il trionfo dell’eleganza alla Milano Fashion Week
Nel cuore pulsante di Milano, durante la leggendaria Milano Fashion Week, la moda ha trovato ancora una volta la sua dimensione più autentica e profonda. Il 1° marzo 2026, tra le suggestive mura di La Stamperia, l’ottava edizione di Promenade della Moda ha dato vita a qualcosa che va ben oltre una semplice sfilata: un’esperienza sensoriale, culturale ed emotiva. Photo Credit by Damiano Colle Qui, la moda non si limita a vestirci. Ci racconta. Fin dal primo istante, gli ospiti sono stati avvolti in un’atmosfera vibrante, dove ogni dettaglio era studiato per evocare emozione: il suono dei tessuti che si sfiorano, i riflessi della luce sulle superfici preziose, il ritmo quasi ipnotico della passerella. La “Welcome Experience” ha aperto le porte a un viaggio multisensoriale tra gusto e percezione, preparando il pubblico a ciò che sarebbe stato un susseguirsi di visioni. Ma è quando si accendono i riflettori che la magia prende forma. Ad inaugurare la passerella, lo stilista italiano Luca Hettner, che con la sua capsule collection “The Warriors” ha trasportato il pubblico in un universo potente e simbolico. La sua donna è combattente e visionaria, sospesa tra suggestioni apocalittiche e richiami storici, tra forza e spiritualità. Ogni capo è un racconto cucito addosso, un equilibrio tra armatura e poesia. Accanto a lui, il talento internazionale ha dato voce a una pluralità di storie e culture. Larisa Muromets, con “Wild Style”, ha trasformato la natura in linguaggio sartoriale: animali, colori e texture diventano metafore di libertà e istinto. Nati Rudnitskaya ha invece celebrato la dualità femminile con “Wild Rose”, una collezione intensa, fatta di contrasti e passione. CRISANTA ha aperto un nuovo capitolo introducendo la sua prima linea uomo, mentre Tony Duier ha portato in passerella un progetto intimo e toccante, dove memoria e surrealismo si intrecciano in una narrazione profondamente personale. E poi OOFYA, con la sua Metamorfosi, ha trasformato il mito in abito, creando capi che parlano di trasformazione e identità. La Maison A.S.-FenikS ha unito teatro, musica e moda in una performance totale, mentre BOULAS ha riaffermato la sua estetica iconica fatta di corsetti e silhouette scolpite. Tra minimalismo e sensualità, anche İrem Ünsalan ha conquistato la scena con “Uccelli d’inverno”, una collezione che sussurra eleganza e forza con una delicatezza quasi eterea. E non è mancato lo sguardo architettonico e contemporaneo di KOVERKOT, ispirato al costruttivismo russo. A chiudere lo show, uno dei momenti più emozionanti: la passerella degli studenti dell’Istituto Apicio Colonna Gatti. Giovani talenti che, con dedizione e passione, hanno dimostrato che il futuro della moda è già qui—autentico, consapevole, straordinariamente vivo. “Promenade della Moda” si conferma così molto più di un evento: è un crocevia di culture, un laboratorio creativo, un luogo in cui l’arte prende forma e si muove. È un invito a guardare oltre il tessuto, oltre la tendenza, per scoprire il significato più profondo dell’espressione individuale. In un mondo che corre veloce, Milano si ferma—anche solo per un momento—per ricordarci che la moda, quella vera, è emozione che resta. Prima della sfilata il Direttore e il ragazzi di DJ Rimo anno scattato alcune immagini in merito al prima singolo ufficiale intitolato "Amore World"
- Andrea Della Rocca, la voce che connette storie: da Eboli al panorama internazionale tra interviste ed emozioni.
Andrea Della Rocca non è soltanto un nome emergente: è una voce che, passo dopo passo, sta imparando a farsi ascoltare ben oltre i confini della sua terra. Nato a Eboli nel 2000, ha trasformato una passione in un percorso concreto, costruito con determinazione, curiosità e una rara capacità di entrare in sintonia con le persone. Il suo viaggio nella comunicazione non è stato improvviso, ma frutto di una crescita costante. Dalle prime esperienze nelle radio locali fino alle collaborazioni con realtà come Web Radio Francesco e Radio Bussola 24, ogni tappa ha rappresentato un tassello fondamentale. Andrea non si è limitato a “fare esperienza”: ha imparato a raccontare, ad ascoltare, a creare connessioni autentiche. Il cuore del suo progetto è “A tu per tu”, il format di interviste su TvCircle, il blog diretto editorialmente da Simone Nuzzo. Qui, Andrea ha dato vita a uno spazio dove le conversazioni non sono mai superficiali, ma diventano momenti di incontro reale. Non è un caso che davanti al suo microfono si siano seduti nomi di grande rilievo, come Iva Zanicchi, Inger Nilsson, Ronn Moss, Katherine Kelly Lang e Gabriele Cirilli. Tra tutte, l’intervista a Inger Nilsson occupa un posto speciale. Non solo per il valore simbolico di incontrare il volto storico di “Pippi Calzelunghe”, ma per l’intensità umana di quel dialogo. Andrea stesso l’ha definita una “grande sorpresa”: un momento capace di superare il semplice scambio professionale per diventare esperienza personale. Oltre 80 interviste realizzate, collaborazioni internazionali con programmi come POPP DAPP e The Stage Door Show, apparizioni su reti come RAI: numeri che raccontano una crescita, ma non la esauriscono. Perché ciò che davvero distingue Andrea Della Rocca è il suo stile. Diretto, empatico, contemporaneo. Un linguaggio che parla alla sua generazione senza rinunciare alla profondità. In un panorama mediatico spesso veloce e dispersivo, Andrea sceglie di fermarsi sulle storie, sulle persone, sulle emozioni. Ed è proprio questa scelta a renderlo riconoscibile. Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: tra nuovi progetti, idee in sviluppo e opportunità in arrivo, Andrea Della Rocca non sta semplicemente inseguendo un sogno. Lo sta costruendo, giorno dopo giorno, intervista dopo intervista, con la consapevolezza che la comunicazione più potente nasce sempre da un incontro autentico.
- Choice Capital Group di Hatim Latifi si espande in Marocco con Marjane.
Il giovane imprenditore Latifi è attivo nel mondo del business online e dell’imprenditoria digitale; originario del Marocco, ha deciso di investire nella sua terra d’origine, portando la sua società a una espansione internazionale, mettendo in comunicazione e contatto Europa e Nord Africa ed espandendosi in Marocco con Marjane. Si tratta della più grande catena di ipermercati e supermercati del Paese e fa parte di Marjane Holding, uno dei principali gruppi della grande distribuzione in Marocco con 130 negozi in 30 città del Paese. Ha una struttura organizzativa moderna, con forte attenzione all’innovazione e all’esperienza del cliente, un gruppo che guarda al futuro e che vuole evolversi insieme ai partner strategici. La Choice Capital Group collabora direttamente con Marjane per la distribuzione in tutto il Paese di articoli e strategie che derivano dalla sua esperienza in Europa con oltre 3 società operative all'interno della Holding italiana. Hatim Latifi, che guida queste operazioni, opera nel settore e commerce, formazione e consulenza; ha aiutato imprenditori e aziende a crescere nel mondo online accompagnandoli nella vendita digitale e nello sviluppo di canali strutturati, dalla strategia alla gestione operativa. “Una parte importante del mio lavoro è quella dedicata all’imprenditoria giovanile; per me si intende come supporto pratico a chi vuole costruire un progetto reale, con competenze pratiche e visione di lungo periodo”-dice Hatim Latifi-“dopo anni nel digitale, ho capito che il futuro non è online contro offline, ma integrazione. Il retail fisico oggi ha bisogno di mentalità digitale, analisi dei dati, posizionamento e strategia. Stiamo portando in Marocco proprio questo know-how, un modello omnicanale dove esperienza, distribuzione e innovazione convivono. Vorrei coinvolgere giovani imprenditori che ho già conosciuto grazie al mio lavoro online, ma con un approccio molto chiaro, fatto di meritocrazia e competenze. Questo nuovo accordo di Choice Capital Group può diventare un’opportunità concreta per chi ha capacità, visione e disciplina. L’obiettivo è creare un ecosistema dove formazione, strategia e accesso al mercato si incontrano davvero. Il Mediterraneo non è un confine, è un ponte. L’Europa ha competenze, struttura e esperienza; il Nord Africa ha energia, crescita demografica e dinamismo imprenditoriale. Quando queste due realtà collaborano, si crea valore reale. Credo molto in una nuova generazione di partnership euro-africane basate su innovazione, formazione e sviluppo sostenibile”.
- DUCCIO FORZANO DEBUTTA IN TEATRO CON IL MONOLOGO AUTOBIOGRAFICO “COME ROCKY BALBOA”
Il celebre regista televisivo Duccio Forzano , noto al grande pubblico per eventi iconici come il Festival di Sanremo, Che tempo che fa e numerose produzioni televisive di successo, riapproda finalmente sul palcoscenico con il suo monologo autobiografico “Come Rocky Balboa” , tratto dal libro omonimo edito da Longanesi. Un debutto, per la stagione 2026, che sigilla un passaggio importante nella carriera di un autore che da anni racconta storie di altri, e che ora decide di raccontare la propria, in maniera diretta, sincera e coinvolgente. Lo spettacolo è un viaggio nella vita di Forzano, dall’infanzia alle prime fragilità personali, dalle sfide professionali alle risalite più sorprendenti, fino alla maturità artistica e personale. Sul palco, Duccio si mette completamente a nudo, trasformando le proprie esperienze in un racconto universale di resilienza, speranza e determinazione. La vita, spiega lo stesso regista, ha molte somiglianze con un ring: a volte si cade, a volte si viene messi KO, ma la forza di rialzarsi e combattere è ciò che definisce il proprio percorso. Protagonista unico sul palco , Forzano guida il pubblico attraverso i momenti più significativi della sua esistenza, intrecciando aneddoti personali con riflessioni sul lavoro, la creatività e la capacità di superare le difficoltà. Il suo approccio, definito come “Teatro in Relazione”, mira a creare un dialogo empatico tra interprete e spettatore: non si tratta semplicemente di assistere a una storia, ma di sentire quella storia propria, trovando punti di contatto con la propria vita e le proprie sfide quotidiane. “Salire su un palco è come entrare nel ring: ogni sfida della vita può diventare una vittoria se la affronti con coraggio e passione. Questo spettacolo non parla solo di me, ma di tutti coloro che hanno avuto paura, che hanno inciampato e che hanno deciso di rialzarsi. Voglio che il pubblico esca dal teatro con la convinzione che si può sempre ripartire, anche quando tutto sembra perduto”, afferma Duccio Forzano. Il debutto ufficiale dello spettacolo è previsto sabato 14 marzo 2026 al Teatro Sociale di Camogli , dove il pubblico potrà vivere in anteprima l’esperienza emotiva e coinvolgente di questo monologo unico. Lo spettacolo ha già incontrato il favore della critica e del pubblico nelle anteprime del 2025, tra cui l’appuntamento al Teatro Giacosa di Aosta, dove Forzano ha sperimentato la capacità della sua narrazione di toccare corde intime e universali. Tratto dal libro omonimo, Come Rocky Balboa rappresenta un ponte tra parola scritta e parola recitata: il romanzo racconta una vita di sfide, di cadute e di rinascite, mentre il monologo teatrale trasforma la narrazione in esperienza vissuta e condivisa, amplificando le emozioni e il contatto diretto con il pubblico. L’opera si configura così come un invito a riflettere sul proprio percorso personale, a confrontarsi con le fragilità, e a riconoscere la forza che ognuno possiede dentro di sé.
- IL CELEBRE MENTALISTA LUCA VOLPE RIVELA I SEGRETI DELLA MENTE SUBCONSCIA PER DOMINARE LA PERFORMANCE CON "FOCUS 100"
Un programma rivoluzionario di 100 giorni che trasforma la produttività in un sistema di precisione infallibile. Luca Volpe, unanimemente riconosciuto come il più famoso mentalista italiano nel mondo e pluripremiato esperto di discipline cognitive, annuncia l’uscita del suo nuovo libro: FOCUS 100. Lontano dai classici manuali di self-help basati su una motivazione passeggera, FOCUS 100 è un protocollo tattico di 100 giorni progettato per riprogrammare il mindset. Attingendo a oltre trent'anni di esperienza internazionale nel mentalismo e nella Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) , Volpe svela i meccanismi cognitivi utilizzati dalle menti più performanti per eliminare le distrazioni e comandare l'attenzione. Il libro guida il lettore attraverso un percorso strutturato in dieci blocchi progressivi, che vanno dalla creazione di solide fondamenta mentali fino alla padronanza totale e all'integrazione inconscia delle nuove abitudini di successo. "Un mentalista non spera che la sua previsione sia corretta: la garantisce eliminando ogni variabile fino alla certezza del risultato" spiega Volpe. "L’obiettivo di FOCUS 100 è applicare questo standard rigoroso alla performance quotidiana, sostituendo l’incertezza con sistemi automatici come il Contratto Mentale, l’Ancoraggio dello Stato di Picco e il protocollo Anti-Distrazione, che permettono di produrre risultati eccellenti su comando". FOCUS 100 è ordinabile da oggi in tutte le principali librerie e disponibile sui maggiori store online, incluso Amazon. Il programma è pensato per un pubblico generale o è rivolto a professionisti di determinati settori? Risposta:Il programma è strutturato per chiunque voglia eliminare la procrastinazione e sbloccare il proprio genio interiore, rendendo l'esecuzione una risposta automatica. Se dovesse riassumere FOCUS 100 in una frase per il lettore indeciso, quale sarebbe? "Il manuale tecnico per chi ha deciso di smettere di provare e ha finalmente scelto di eseguire"-dice Volpe Qual è la pratica quotidiana più semplice che consiglierebbe a chi legge ora per iniziare subito a vedere risultati? "Individuare il proprio MIT (Minimum Important Task): scegliere l'unica cosa che, se fatta, renderebbe la giornata un successo indiscutibile e affrontarla subito attraverso un'azione iniziale di meno di 5 minuti per annullare ogni attrito". In che modo la sua formazione in mentalismo si intreccia con la consulenza aziendale e con la formazione di team di grandi aziende come Amazon o BMW? "Come mentalista e speaker motivazionale,intreccio tecniche di linguaggio del corpo, persuasione e motivazione per fornire strumenti pratici che migliorano la comunicazione e la performance in contesti aziendali di alto livello". L'Autore Luca Volpe è considerato il mentalista italiano più famoso e richiesto a livello mondiale. È stato insignito del prestigioso David Lederman Award per la creatività nel mentalismo ed è membro del prestigioso The Magic Circle di Londra con il titolo di M.I.M.C. Gold Star, un onore riservato a meno di 200 artisti al mondo. Master Practitioner di PNL e autore di successo, Volpe è speaker motivazionale e consulente per grandi aziende multinazionali come Amazon, BMW, LinkedIn e Qatar Airways, integrando le tecniche del mentalismo con la comunicazione persuasiva aziendale per migliorare le performance dei team. Sito ufficiale: www.lucavolpe.com
- La Tigre della Malesia torna a ruggire: Monza celebra il mito di Sandokan
Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 gli spazi monumentali dell’Orangerie della Reggia di Monza accolgono “Sandokan. La Tigre ruggisce ancora” , una mostra immersiva che riporta in vita il mito creato da Emilio Salgari e che trasforma la visita in un vero viaggio tra avventura, storia e immaginazione. Photo credits by Damiano Colle Curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni e prodotta da Vertigo Syndrome, l’esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora che conduce il pubblico nel Sud-est asiatico ottocentesco così come lo scrittore veronese lo immaginò nei suoi romanzi: un universo di giungle misteriose, pirati, tigri e battaglie navali che continua a far sognare generazioni di lettori e spettatori. La mostra nasce dal desiderio di riaccendere la passione per uno dei personaggi più iconici della letteratura popolare: Sandokan, la leggendaria Tigre della Malesia, simbolo di ribellione, coraggio e libertà. Le sue avventure iniziarono il 16 ottobre 1883, quando il romanzo “La Tigre della Malesia” venne pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena , dando origine a un fenomeno culturale che da quasi centocinquant’anni attraversa libri, cinema, televisione e fumetti. Un mito che negli anni Settanta conquistò anche il piccolo schermo grazie allo sceneggiato RAI con Kabir Bedi, rimasto nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Entrare nella mostra significa compiere un viaggio multisensoriale: la giungla del Borneo prende vita tra suoni, luci e scenografie spettacolari; antiche mappe cercano di svelare il mistero dell’isola pirata di Mompracem; fotografie d’epoca, illustrazioni originali e tavole botaniche accompagnano il visitatore in quel “caos di vegetali” che Salgari descriveva con una potenza immaginifica capace di far sentire il ruggito delle tigri e il fragore delle tempeste tropicali. Non si tratta di una semplice esposizione ma di un racconto immersivo che fonde fantasia letteraria e realtà storica, dove materiali autentici dialogano con scenografie e installazioni evocative. Tra i tesori più preziosi esposti per la prima volta al pubblico spicca la straordinaria collezione etnografica dei Dayak donata al re d’Italia Umberto I da Charles Brooke, discendente diretto del celebre James Brooke, figura storica realmente esistita che nei romanzi diventa l’antagonista di Sandokan. Lance tribali, kriss malesi, scudi rituali e trofei appartenuti a queste popolazioni note come “tagliatori di teste” vengono affiancati a costumi originali dello sceneggiato televisivo anni Settanta disegnati dal due volte premio Oscar Nino Novarese, insieme a oggetti di scena provenienti dal mondo del cinema e del teatro. Ogni reperto racconta una storia, ogni arma evoca una battaglia e ogni ornamento sussurra il fascino di quell’Oriente misterioso che Salgari seppe descrivere senza averlo mai visitato. Una parte centrale del percorso è dedicata ai personaggi immortali dell’epopea salgariana: accanto alla Tigre della Malesia emergono figure amate dal pubblico come Yanez de Gomera, l’ironico e fedele compagno d’avventure, la coraggiosa Marianna Guillonk, e l’eroico Tremal-Naik, insieme alla variopinta confraternita dei Tigrotti. Illustrazioni, fumetti e materiali cinematografici mostrano come questi protagonisti abbiano attraversato epoche e linguaggi diventando archetipi universali dell’avventura e della lealtà. Il percorso affronta anche i temi storici e politici che attraversano l’opera di Salgari, primo tra tutti il colonialismo. Attraverso documenti e testimonianze viene raccontato il conflitto tra dominio e resistenza che anima le avventure di Sandokan, principe esiliato che combatte contro l’impero britannico in difesa del proprio popolo. In un’epoca dominata da supereroi e saghe fantasy, la sua figura appare sorprendentemente moderna: un eroe romantico e anti-coloniale che lotta per l’autodeterminazione e la libertà. Nelle ultime sale emerge il ritratto umano e drammatico di Emilio Salgari: uno scrittore amatissimo dal pubblico ma sfruttato da un sistema editoriale che lo costrinse a una produzione incessante. La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo prima del suicidio nel 1911 diventa il simbolo struggente di una vita divisa tra immaginazione sconfinata e difficoltà reali. Eppure proprio grazie a quella penna nacquero mondi che hanno formato l’immaginario di milioni di lettori e che ancora oggi continuano a vivere attraverso il cinema, la televisione e il fumetto, con artisti come Hugo Pratt e illustratori come Alberto Della Valle che ne hanno reinterpretato l’epopea. L’inaugurazione della mostra è stata un momento particolarmente partecipato e carico di entusiasmo, con la presenza di numerose personalità del mondo culturale e artistico. Tra gli ospiti anche il direttore del magazine Sergio Ivan Roncoroni e l’attore egiziano di fama internazionale Khaled Elrashedi , che hanno voluto rendere omaggio con la loro presenza e supporto un mito capace di attraversare continenti e generazioni. “Soddisfatti o rimborsati”: è la promessa con cui Vertigo Syndrome accompagna questo progetto, un marchio di fabbrica che riflette la filosofia dei suoi fondatori Chiara Spinnato e Filippo Giunti, convinti che una mostra possa emozionare anche chi solitamente non frequenta i musei. Il loro obiettivo è chiaro: superare l’elitarismo delle esposizioni tradizionali e raccontare la cultura come un’esperienza viva, accessibile e coinvolgente. Così, tra ruggiti di tigri, tempeste tropicali e storie di pirati, la Tigre della Malesia torna a ruggire nel cuore della Lombardia. E mentre il visitatore attraversa sale che sembrano uscite da un romanzo d’avventura, diventa impossibile non ricordare le prime parole che aprivano il mito: «La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…». Oggi, quella tempesta è tornata davvero, e soffia tra le sale della Reggia di Monza, pronta a far rivivere l’avventura senza tempo di Sandokan.












