IL DIAVOLO VESTE PRADA 2: MIRANDA E’ TORNATA. E MILANO TREMA.
- Paola Aricò

- 2 ore fa
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L’attesa è finita: in tutte le sale italiane arriva Il diavolo veste Prada 2. E sì, noi c’eravamo.
Siamo stati ospiti alla proiezione all’Orfeo Multisala a Milano e, lasciatecelo dire: più che un film, è una vera dichiarazione di stile come direbbe Miranda Priestly.

L’impatto visivo è straordinario : tutto, dal mood board alle scenografie, è perfettamente coerente .
Ma è il film a fare davvero la differenza. Rispetto al primo capitolo, il rapporto tra Miranda e Andrea “Andy” Sachs assume un ruolo molto più centrale, trasformandosi in qualcosa di inaspettato, una vera e propria alleanza di potere femminile.
E sappiamo bene quanto, nel mondo della moda, questa complicità sia tanto rara quanto potente.
Tra i personaggi che colpiscono di più c’è Nigel Kipling, interpretato da Stanley Tucci: sempre elegante, sempre educato, nel primo film rimaneva in parte nell’ombra.
Qui, invece, trova finalmente spazio e profondità, conquistando una rivincita narrativa che era decisamente dovuta al suo personaggio.

E poi c’è Anne Hathaway nei panni di Andrea: un punto chiave dell’intero film.
È una delle poche persone che Miranda, così apparentemente fredda e impenetrabile, arriva a stimare davvero.
Ed è proprio attraverso questo rapporto che scopriamo un lato più umano della direttrice, qualcosa che nel primo film era solo accennato.
E non dimentichiamoci di Emily: perché sì, anche lei regalerà più di un colpo di scena, confermandosi uno dei personaggi più imprevedibili e iconici.
Milano, ovviamente, non poteva restare fuori. La città diventa parte integrante del racconto: elegante, frenetica, perfettamente in linea con il film.

Tra i punti più iconici c’è un pop-up al
piano terra della Rinascente che Miranda approverebbe senza esitazione. Dalle sue frasi cult “Fa’ pure tutto con estrema calma, sai quanto la cosa possa rendermi felice” , fino a uno spazio foto a forma di magazine ispirato a Runway, la rivista simbolo della storia.
Per chi ama i dettagli, alcune delle scene più suggestive sono state girate a Villa Arconati, aggiungendo un tocco ancora più sofisticato alla narrazione visiva.
Musiche di Theodore Shapiro, scenografia di Jess Gonchor e costumi firmati da Molly Rogers completano un lavoro che è, prima di tutto, un’esperienza stilosa.
Ci saranno colpi di scena, ci sarà dramma perché le vere queen non fanno altro.
Ma soprattutto ci sarà stile, quello che non passa mai di moda e che questo sequel riesce ancora a reinventare.
E a questo punto, diciamolo chiaramente: non vi resta che correre al cinema, ma con le aspettative alte perché Miranda Priestly non accetta niente di meno!




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