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  • Plein Hotel Milano: dove il lusso diventa emozione

    Milano è una città che non smette mai di sorprendere. Dietro i suoi palazzi storici e i grattacieli avveniristici si nasconde un’anima che cambia di stagione in stagione, di evento in evento, sempre pronta a rinnovarsi. In questo scenario nasce il Plein Hotel, primo albergo firmato da Philipp Plein, un luogo che non è solo ospitalità, ma un’esperienza totale, pensata per stupire e far sognare. All’interno del Palazzo Melzi d’Eril, un edificio che appartiene alla memoria della moda italiana, un tempo sede di Krizia, Plein ha investito oltre quaranta milioni di euro per dare vita a un progetto che vuole andare oltre le regole tradizionali dell’hôtellerie. Non si tratta di creare un semplice hotel, ma di raccontare una visione. E la visione di Philipp Plein è chiara: il lusso non è silenzioso, non è discreto, ma deve mostrarsi, affascinare, conquistare. Varcando l’ingresso si percepisce immediatamente di trovarsi in un universo parallelo. Il design è un linguaggio teatrale che parla attraverso superfici in marmo, specchi che amplificano lo spazio, lampadari monumentali che scendono come sculture luminose. Ogni dettaglio è pensato per emozionare: dalle boiserie barocche ai riflessi metallici, dai colori intensi alle linee scenografiche. È come entrare in una fiaba moderna, dove la realtà si veste di glamour e la quotidianità diventa spettacolo. Le sedici suite sono il cuore pulsante dell’hotel. Ognuna diversa, ognuna con un carattere preciso. Ci sono stanze che invitano al raccoglimento, con spa private che diventano rifugi di benessere assoluto; altre che aprono su terrazze panoramiche, regalando a chi vi soggiorna una Milano intima e sorprendente. Tutte, però, hanno qualcosa in comune: non si limitano a offrire comfort, ma vogliono raccontare una storia. Sono stanze da vivere, ma anche da ricordare, capaci di lasciare un segno nel cuore di chi le abita, fosse anche solo per una notte. Il Plein Hotel è anche un luogo che respira la città e la sua energia cosmopolita. Non è pensato solo per chi viaggia, ma anche per chi vive Milano e cerca un’esperienza diversa. I suoi spazi dedicati alla ristorazione, alle lounge e al rooftop non sono semplici servizi, ma scenografie che mutano con il passare delle ore. Ci si può concedere una colazione lenta, sorseggiare un cocktail al tramonto, lasciarsi trasportare dalla musica di una serata esclusiva. Ogni momento diventa parte di un rituale che ha come protagonista il piacere di vivere intensamente. E in questo contesto non poteva mancare la provocazione, cifra stilistica di Philipp Plein. La celebre pizza allo champagne da 1.500 euro non è un vezzo gastronomico, ma un simbolo. È un gesto pensato per far parlare, per accendere i riflettori, per trasformare un semplice piatto in un’icona del lusso ironico ed esibito. È l’esempio perfetto di come l’hotel non voglia soltanto offrire servizi, ma generare emozioni, racconti, esperienze che restano nella memoria e che diventano parte della narrazione stessa del luogo. Il pubblico che varca la soglia del Plein Hotel è internazionale: viaggiatori dal Medio Oriente, dagli Stati Uniti, dall’Asia, ma anche milanesi curiosi che vogliono scoprire un volto diverso della propria città. È un luogo che si apre a chi cerca non solo una stanza, ma un’emozione da vivere. Qui tutto è pensato per stupire, dalle atmosfere intime delle camere ai bagni scenografici che sembrano nati per essere fotografati, fino agli spazi comuni che diventano veri palcoscenici urbani. Con il Plein Hotel, Milano conferma ancora una volta la sua vocazione di capitale del lusso e del lifestyle. Non si tratta solo di ospitalità, ma di un progetto che abbraccia moda, design e intrattenimento, unendo mondi diversi sotto un’unica visione. Philipp Plein porta nella città la sua estetica audace, fatta di eccessi, ironia e meraviglia, e la trasforma in un’esperienza tangibile, che si può toccare, respirare, vivere. Il lusso, qui, non è un dettaglio prezioso nascosto, ma un palcoscenico da abitare. Ogni soggiorno diventa un evento, ogni angolo un ricordo da portare via, ogni istante un frammento di bellezza che resiste al tempo. Il Plein Hotel non è solo un nuovo indirizzo milanese, è una promessa: quella di vivere il lusso come emozione, come spettacolo, come racconto.

  • Anton Giulio Grande trionfa alla Milano Fashion Week con l’omaggio a Frida Kahlo.

    Frida è il titolo della nuova collezione Spring/Summer 2026 di Anton Giulio Grande, talentuoso stilista e Presidente della Calabria Film Commission, che è stata presentata giovedì 25 settembre 2025 a Milano all’interno del Leather Fashion Hub di Lineapelle Designers Edition a Piazza Giuseppe Tomasi di Lampedusa durante la Milano Fashion Week. Protocollo Credits by : Damiano Colle Anton Giulio Grande, inoltre, sabato 4 ottobre 2025 presenterà a Parigi, in occasione della Paris Fashion Week all’Hotel Plaza Athénée al numero 25 di Avenue Montaigne, storica via dell’haute couture mondiale, la nuova collezione di prêt-à-couture. La sfilata a Milano è stata organizzata in collaborazione con Lineapelle- Unic Concerie Italiane, ed è una personale e sentita dedica del celebre couturier ad una delle figure più affascinanti del Novecento mondiale: Frida Kahlo. L’artista messicana è universalmente nota per aver trovato nella pittura un’ancora di salvezza nei confronti della sua esistenza. La nota pittrice si è saputa imporre esternando nelle sue opere il proprio vissuto provato da sofferenze, ma comunque valorizzato da un’anima anticonformista, forte e ribelle. In passerella ventidue look, un tripudio di pellami lavorati con le tecniche dell’alta moda con top asimmetrici di camoscio, cavallino, nappe, iper ricamati. Tra i capi cult per la prossima stagione proposti da Grande ci sono le gonne lunghe in stile gipsy con frange di pelle e di cristalli, rouches di organza, balze di pizzo, e anche un particolare giubbotto di pelle con l’immagine della Kahlo. Ad applaudire il designer, tra gli ospiti vip, le attrici Madalina Diana Ghenea, Debora Caprioglio, l’attore Lorenzo Spolverato e il cantante Virginio. “Mi sono lasciato sugestionare da Frida Kahlo perché è stata una donna simbolo della libertà d’espressione”- dichiara Grande- “Frida ha anticipato dei concetti moderni, dei modi di essere di un’attualità sconcertante. Dei suoi difetti ne ha fatto un punto di forza, è divenuta un simbolo di libertà, la pittura per lei è stata un’ancora di salvezza nei giorni della malattia ed ha saputo esternare attraverso la sua arte le sofferenze, è una delle più grandi pittrici anticonformiste del XX secolo. La mia dedica appare soprattutto nelle gonne lunghe alla caviglia con delle linee proprie dell’epoca della Kahlo con ampiezze svasate, morbide, arricchite da tematiche folk, balze, plissè, rouches, colorate. La Kahlo utilizzava proprio le gonne ampie e lunghe per nascondere il suo incedere claudicante.” Gli abiti lunghi seguono la lunghezza delle gonne. I giacchini di pelle sono ricamati in materiali ultra preziosi: piume, strass, swarovski, inserti di pellame con lavorazioni geometriche e contrasti di colore e materiali. I corpini sono realizzati anch’essi con delle forme geometriche bordate di piume in tinta con la pelle, troviamo anche i corpini asimmetrici in cavallino, pelle e camoscio. I gilet smanicati e iper ricamati richiamano nei motivi la figura della Kahlo. La palette cromatica spazia dal nero, nuance cara allo stilista, fino ai bluette, celeste, verde acqua. I colori pastello si aprono in una ruota immensa di plissè con lavorazioni geometriche. Ad impreziosire i look in passerella ci saranno copricapi unici, realizzati interamente a mano da Florilegio con fiori di carta intagliati e dipinti, frutto di un lavoro corale che unisce maestria e visione. I fiori per la Kahlo non erano solo elementi decorativi, ma un mezzo per esplorare e rappresentare la bellezza, la vita e le emozioni, anche quelle più difficili come il dolore, al punto che affermava: “Dipingo i fiori per non farli morire”. Le calzature maschili sono di Daniele Piscitelli, giovane brand interamente Made in Italy, nato da tre generazioni di tradizione artigiana. La collezione in passerella unisce ricerca dei materiali e cromie sofisticate, in un equilibrio di stile ed eleganza. Anton Giulio Grande da sempre crea capi unici amati dalle star di tutto il mondo. Lo stilista calabrese si è affermato nel mondo dell’alta moda internazionale dopo aver studiato presso l’Università Polimoda di Firenze e successivamente al Fashion Institute of Technology di New York. Grande si esprime oggi con lasua inventiva più alta, la creatività il talento capace di esaltare e valorizzare la vera essenza femminile. Lo stilista ricopre inoltre la carica di Presidente della Calabria Film Commission. L’evento è stato realizzato in collaborazione con: LINEAPELLE – UNIC Concerie Italiane; Italiana. Accessori S.r.l., Florilegio, Daniele Pisciteli, Hair – Franco Curletto; Make Up – Maurizio Calcagno. GALLERIA FOTOGRAFICA Credits by : Damiano Colle

  • Giorgio Armani a Brera: l’eleganza che diventa eternità

    Milano celebra uno dei suoi figli più amati con un tributo che intreccia arte e moda in un dialogo silenzioso e toccante. Alla Pinacoteca di Brera, tempio della bellezza italiana, prende vita la mostra “Milano, per amore”, visitabile dal 24 settembre 2025 all’11 gennaio 2026. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un incontro raro tra due linguaggi che, pur nati in epoche diverse, parlano la stessa lingua: quella della bellezza senza tempo. Photo Credits: Damiano Colle Giorgio Armani, con la sua consueta modestia, aveva confessato: “Non sono all’altezza di questi capolavori.” Eppure, proprio in questa frase si riflette il suo genio. I suoi abiti non cercano di imporsi, ma si collocano con delicatezza al centro delle sale, rispettosi dei maestri del passato eppure capaci di dialogare con essi. Non è confronto, ma sussurro; non sfida, ma armonia. Ogni creazione diventa un punto di luce che si riflette sulla tela della storia, senza oscurarla. Gli abiti scelti non sono semplici capi di moda, ma memorie tangibili di un’epoca e di un percorso umano. Il completo indossato da Richard Gere in American Gigolò, che segnò un momento epocale nel cinema e nella moda; l’abito rosso papavero portato da Katie Holmes al Met Gala, simbolo di audacia e grazia; la giacca potente di Grace Jones, icona degli anni Ottanta; il look indimenticabile di Mia Martini a Sanremo 1990, che porta con sé un carico emotivo intramontabile. E infine, la t-shirt con il volto di Armani stesso, quasi un segno di intimità e vicinanza, un sorriso discreto lasciato come eredità a chi osserva. La scelta della Pinacoteca di Brera non è casuale. Questo luogo non è soltanto cornice, ma parte integrante del racconto: qui l’anima di Milano, rigorosa e raffinata, trova espressione nelle pennellate dei maestri e nella sobrietà delle linee armaniane. Brera è il cuore artistico della città, ed è proprio tra le sue mura che Armani intreccia la sua storia personale con quella collettiva, restituendo a Milano l’amore che sempre ha dichiarato. Visitare questa mostra significa vivere un’esperienza che va oltre lo sguardo. È lasciarsi attraversare dal tempo, riconoscere che la bellezza non appartiene a un’epoca ma si fa ponte tra generazioni. Pittura e moda, secoli di distanza l’una dall’altra, rivelano la stessa tensione verso l’armonia e la stessa volontà di toccare l’anima. Giorgio Armani, con la sua visione limpida, ci ricorda che l’eleganza non è tendenza, ma linguaggio eterno, che non svanisce e non si consuma. GALLEDIA FOTOGRAFICA E così, quando si varcano le porte di Brera e ci si lascia alle spalle il silenzio delle sale, resta un’emozione persistente, come se la città stessa avesse respirato la presenza del Maestro e ne custodisse ora l’essenza. Milano, musa e radice, si illumina di gratitudine e restituisce al mondo il lascito più prezioso: la certezza che la vera bellezza nasce dall’amore e, proprio per questo, dura per sempre.

  • Catwalk Milan: La 5ª edizione della sfilata di moda tra eccellenza italiana e solidarietà

    Catwalk Milan, uno degli eventi più attesi durante la Milano Fashion Week, celebra la sua quinta edizione il 29 settembre 2025 nell'esclusiva Sala Duomo dell'Excelsior Hotel Gallia, uno degli alberghi più prestigiosi della città. Quest’anno, l'evento si arricchisce di una nuova dimensione, con la presentazione delle collezioni di alcuni dei più rinomati stilisti italiani e internazionali, tra cui Jamal Taslaq, ALV di Alviero Martini, Antonella Bravi, Otto & Mezzo Cashmere e Fabio Porloid. In una cornice di lusso e raffinatezza, il Catwalk Milan offre una passerella unica per talenti affermati e emergenti. Il parterre sarà composto da giornalisti, buyer, influencer, celebrità e ospiti internazionali, che avranno la possibilità di scoprire in anteprima le nuove tendenze e di immergersi nell'universo della moda, dell'artigianalità e della creatività che caratterizzano il Made in Italy. Un evento che va oltre la moda, impegnandosi a supportare anche una causa di grande valore sociale: l'Associazione Emergenza Sorrisi ETS, che da oltre 15 anni porta avanti missioni chirurgiche umanitarie per bambini affetti da malformazioni cranio-facciali, ustioni e traumi in contesti di emergenza. Gli ospiti dell’evento avranno l'opportunità di contribuire a questa importante causa, partecipando alla raccolta fondi organizzata per sostenere le attività dell'associazione. In questa quinta edizione, l'arte trova spazio anche nella pittura, con le opere degli artisti Pavel Kir ed Elena Giunco, che arricchiranno la giornata con i loro dipinti, creando una sinergia tra moda, arte e cultura. Il Made in Italy sarà protagonista anche nel settore enogastronomico, con un cocktail esclusivo che presenterà i migliori prodotti del Food & Beverage italiano, celebrando l’eccellenza e l’autenticità dei sapori italiani. Catwalk Milan ha un respiro internazionale: il suo format itinerante è nato con l’obiettivo di promuovere le eccellenze italiane nel mondo. Dopo l’evento di successo a Shanghai lo scorso maggio, sono in programma edizioni a Zurigo, Dubai e Montecarlo nel 2026, con un ritorno in Cina per consolidare il progetto di internazionalizzazione dei prodotti italiani nel mercato asiatico. L’evento è stato ideato da Gianluigi Resta, titolare di GR Events & Communication e project manager di eventi internazionali nel settore della moda. Gianluigi Resta è da sempre impegnato nella creazione di spazi innovativi per designer emergenti e brand in crescita, e ha voluto con questo progetto offrire loro una piattaforma globale per far conoscere le proprie creazioni. La regia dell’evento è affidata alla celebre Titti Baiocchi, regista con una lunga carriera internazionale nel mondo delle sfilate e degli eventi moda, con esperienze presso maison prestigiose come Cavalli, Krizia, Bottega Veneta, Diesel e Dsquared2. Novità di questa edizione: la giornalista e conduttrice Tania La Gatta sarà presente per condurre le interviste e parte della conduzione dell’evento. Grazie alla sua collaborazione con Ugo Autuori, verrà realizzato uno speciale di 30 minuti dedicato a Catwalk Milan all’interno della trasmissione “Extreme”, da lei condotta, che andrà in onda a ottobre. Con Catwalk Milan l'Italia continua a dimostrare la sua leadership nel settore della moda, della creatività e dell’innovazione, portando le eccellenze italiane al di fuori dei confini nazionali e creando un ponte fra le tradizioni e i mercati internazionali.

  • F1 e Tag Heuer un legame lungo una vita

    Per il Gran Premio d’Italia il brand svizzero di orologi TAG Heuer, che da quest’anno torna ad essere Official Timekeeper della Formula 1, arriva a Milano con una mostra fotografica dedicata alla Formula 1: “Timing Italy– The Tag Heuer Way” si sviluppa lungo via Montenapoleone e colorerà con immagini di velocità il panorama del distretto milanese della moda dal primo al 14 settembre. Si tratta di un’esposizione fotografica costituita da 10 pannelli bifrontali, per un totale di 20 visual, che raccontano 50 anni di storia della Formula 1 in Italia, mettendo in evidenza il legame tra il nostro Paese e i personaggi che hanno lasciato un segno in questo sport: Ayrton Senna, Clay Regazzoni, Jo Siffert, le scuderie più iconiche tra cui Ferrari, McLaren e Red Bull Racing, con le storiche gare italiane come la Targa Florio, ma soprattutto al suo contributo fondamentale all’evoluzione professionistica del cronometraggio sui circuiti grazie anche alla presenza su pista del cronometrista TAG Heuer Jean Campiche. Da oltre 160 anni TAG Heuer guida invece di seguire, stabilendo le proprie regole e conducendo l'orologeria attraverso territori inesplorati. I suoi segnatempo non sono un'immagine fedele della tradizione, bensì la rappresentazione autentica del design e dell'ingegneria orologiera nella loro forma più innovativa e stupefacente. Quello della maison svizzera, da sempre legata al mondo dello sport, è in realtà un ritorno in un ruolo che aveva già avuto in passato - dal 1992 al 2003 - e che vanta alcuni primati con la F1: TAG Heuer è stato il primo luxury brand ad avere il proprio logo su una vettura di Formula 1 nel 1969, il primo a sponsorizzare una squadra nel 1971 e, con 239 vittorie, 613 podi, 9.471 punti, 11 Campionati del Mondo Costruttori e 15 Campionati del Mondo Piloti, è uno dei marchi più di successo nella storia della Formula 1. Nel 1986 ha lanciato una collezione di orologi chiamata Formula 1. La collaborazione tra TAG Heuer e la Formula 1 incarna una filosofia condivisa tra i due iconici brand che va oltre le corse, grazie alla dedizione all'ingegneria di precisione, la tecnologia all'avanguardia, i materiali innovativi, la ricerca della precisione e l'impegno indissolubile a superare i propri limiti. Fondata nel 1860, TAG Heuer si è affermata presto come produttore di dispositivi per il cronometraggio, presentando il primo cronografo da cruscotto nel 1911. Nel 1916, l'azienda lanciò il primo cronometro con precisione al centesimo di secondo, il Mikrograph, che fissò lo standard per il cronometraggio sportivo di alta precisione. Negli anni '50, i primi anni della Formula 1, Heuer decise di produrre solo cronografi da polso, posizionandosi come l'orologio per chi dava il massimo valore al tempo. Negli anni Sessanta, con la crescente popolarità della Formula 1, Heuer divenne strettamente legato allo sport e ai suoi piloti. Uno dei momenti chiave fu l'associazione con Jochen Rindt, vincitore postumo del Campionato del Mondo Piloti del 1970, che indossò un Heuer Autavia durante la sua carriera. Un momento cruciale si verificò quando Jack Heuer, allora CEO dell'azienda di famiglia, incontrò Jo Siffert, un giovane pilota svizzero. Fu raggiunto un accordo per promuovere il lancio del cronografo automatico Calibro 11, posizionando il logo Heuer sulla Lotus 49B di Siffert durante la stagione 1969 e il suo scudo sulla tuta da corsa. Nel 1971, Ferrari cercava un sistema di cronometraggio per il nuovo circuito di test a Fiorano. Heuer sviluppò il dispositivo Le Mans Centigraph, che divenne un elemento fondamentale per il Team, contribuendo ai successi di Ferrari negli anni Settanta, tra cui la conquista del Campionato del Mondo Piloti e Costruttori del 1975 con Niki Lauda. Lo strumento di misurazione Le Mans Centigraph e il suo celebre utilizzatore Jean Campiche, parte del Team Heuer, una leggenda nel mondo del motorsport soprannominato 'Iil pianista', viaggiarono in tutto il mondo per fornire al Team Ferrari una misurazione dei tempi indipendente da quella del pit wall. Quando gli altri team, tra cui BRM, McLaren, Surtees ed altri, capirono che il dispositivo era uno strumento fondamentale per ottenere le vittorie, si interessarono ad acquisirne uno per ciascuno. La partnership con Ferrari si concluse nel 1979, proseguendo poi con McLaren, dando vita a una delle collaborazioni più durature nella storia della Formula 1. Nel 1985 Heuer venne acquisita da Techniques d’Avant Garde Group, proprietaria del team McLaren, portando alla nascita del nome TAG Heuer. Il logo TAG Heuer era impresso sul cruscotto della MP4/2C di Alain Prost che avrebbe vinto il campionato del mondo 1986. Nello stesso anno fu lanciato un modello destinato a diventare un'icona culturale rappresentativa del legame tra TAG Heuer e il motorsport: TAG Heuer Formula 1. Un must-have di quegli anni. Nel 1988 Ayrton Senna, un giovane pilota brasiliano, entrò in McLaren, indossando orologi TAG Heuer durante i suoi tre Campionati del Mondo Piloti. Senna rimase legato al marchio anche dopo la sua tragica scomparsa nel 1994, con TAG Heuer che continua a collaborare con la Senna Foundation. Nel 1992 TAG Heuer ha stabilito un accordo per diventare Official Timekeeping Partner di Formula 1, oltre a fornire nuovi strumenti di rilevazione e analisi dei dati, il sistema ha contribuito a costruire una nuova dimensione di intrattenimento e coinvolgimento degli spettatori. Il logo TAG Heuer compariva sugli schermi televisivi di tutto il mondo, associando in maniera definitiva il suo nome e i suoi codici alla Formula 1. Nel 2016, TAG Heuer si è unito alla Red Bull Racing, una collaborazione che ha portato alla vittoria di quattro Campionati del Mondo Piloti con Max Verstappen e due Campionati Costruttori consecutivi. TAG Heuer continuerà a lavorare con Oracle Red Bull Racing parallelamente al suo ruolo di Cronometrista Ufficiale della Formula 1.

  • Origine, metodo, futuro by Armani / Archivio

    Giorgio Armani in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione. È un’attività di ricerca e documentazione che interpreta l’idea di heritage come un percorso vivo, radicato nel presente e orientato al futuro: una living legacy che è insieme riscoperta e ispirazione. L’archivio raccoglie i look custoditi in azienda dal 1975 a oggi. Grazie al lavoro di conservazione e documentazione, permette di esplorare le collezioni, ricostruire le cronologie, comprendere i codici. La chiave di lettura dell’archivio è il look, sintesi di un processo che coinvolge la progettazione dei capi, l’attitudine dei corpi e l’orchestrazione delle atmosfere. Ogni oggetto presentato da ARMANI / Archivio è la testimonianza di un gesto creativo, ogni dettaglio rivela l’evoluzione e la coerenza di forme, materiali, silhouette e intenzioni – elementi che costituiscono la materia viva di un pensiero che ha superato i codici della moda per diventare linguaggio culturale, da leggere e reinterpretare. Partendo dalla valorizzazione archivistica della prima linea prêt-à-porter, ARMANI / Archivio ricostruisce il percorso di Giorgio Armani grazie a un processo di studio, catalogazione e interpretazione in costante sviluppo. In questo senso il progetto consolida le fondamenta di una precisa visione aziendale, a cui si aggiunge un gesto di apertura e dialogo con la comunità globale. Strutturato su più livelli, ARMANI / Archivio è un ambiente di catalogazione, uno spazio di consultazione e scoperta, ma anche una finestra pubblica sulla definizione dello stile di Giorgio Armani. Al centro del progetto c’è un archivio straordinario, in cui tutti i look, i capi, le immagini e le informazioni vengono conservati e studiati come parte di un linguaggio complesso. È un centro di coerenza per l’azienda, che connette i diversi territori di una realtà globale che parla molte lingue e trova nell’archivio un fondamentale punto di riferimento. Il lavoro di ricerca e catalogazione arriva anche al pubblico, tramite la piattaforma ARMANI / Archivio. Qui, release tematiche invitano a esplorare i documenti raccolti con l’approccio dell’archivista, seguendo percorsi fatti di dettagli, connessioni e rimandi. È un gesto di apertura raro e per molti versi unico: ARMANI / Archivio non si apre al pubblico solo attraverso mostre o vetrine, ma come autentico spazio di consultazione e ricerca. Accanto ai materiali per la libera consultazione, ARMANI / Archivio mette a disposizione per l’acquisto alcuni capi d’archivio, in un’ottica di circolazione e valorizzazione culturale del patrimonio materiale della moda. ARMANI / Archivio è uno strumento prezioso per l’azienda, oltre che una fonte unica per studiosi, creativi e appassionati. Uno spazio vivo in grado di ispirare nuove visioni. Entrare in questo archivio significa avere la rara opportunità di attraversare cinquant’anni di evoluzione e coerenza creativa: una living legacy che racconta lo stile di Giorgio Armani, continuando a sorprendere, emozionare e orientare lo sguardo verso il futuro. "Un archivio non conserva solo abiti: custodisce gesti. Ogni elemento è la memoria di una precisa scelta di design: costruita, decostruita, svelata, incisa nel tessuto. Questa selezione collega passato e futuro in una grammatica viva di forma, pensiero e visione." Giorgio Armani

  • Albania Rosario dal sogno alla carriera piena di premi

    É un potente esempio di visione, perseveranza e di come un'idea nata dalla necessità possa trasformarsi in un'influente istituzione. Le Origini e l'Arrivo a New York Nata e cresciuta nella Repubblica Dominicana, Albania Rosario è cresciuta con una passione per la moda, ma non avrebbe mai immaginato il ruolo che avrebbe giocato nel panorama internazionale. Nel dicembre del 2000, all'età di 18 anni, si è trasferita a New York con i suoi genitori. L'inizio fu difficile: non conosceva la lingua inglese e dovette affrontare le sfide tipiche di un'immigrata in una metropoli sconosciuta. Nonostante le difficoltà, si iscrisse al CUNY Hunter College, dimostrando fin da subito una grande determinazione. La Svolta: La New York Fashion Week Durante i suoi anni di studio, Albania iniziò a fare volontariato alla New York Fashion Week (NYFW). Fu qui che ebbe la sua epifania. Camminando tra i backstage e le passerelle, si rese conto di un'enorme lacuna nel settore: non c'erano quasi designer latinoamericani che avessero l'opportunità di presentare le loro collezioni su una piattaforma così prestigiosa. L'industria della moda, apparentemente globale, non offriva un palcoscenico accessibile a talenti straordinari provenienti da paesi come il suo. La Nascita di un'Istituzione: FDLA Questa mancanza di rappresentanza divenne la sua missione. Albania Rosario decise di non aspettare che le porte si aprissero, ma di crearne una lei stessa. Così, fondò Fashion Designers of Latin America (FDLA). Il suo obiettivo era chiaro: fornire una piattaforma per i designer latinoamericani emergenti e affermati, dando loro la visibilità e il supporto necessari per prosperare a livello globale. L'FDLA non è solo un'organizzazione; è un ponte tra la creatività vibrante dell'America Latina e il cuore pulsante della moda mondiale a New York. L'Impatto e l'Eredità Sotto la sua guida come fondatrice e direttrice creativa, l'FDLA è diventata una presenza fissa durante la New York Fashion Week, attirando l'attenzione della stampa internazionale e di importanti sponsor. Albania ha saputo costruire relazioni solide e ha trasformato l'FDLA in un evento imperdibile che celebra la diversità, l'artigianato e l'innovazione dei designer latini. La sua storia è un'ode al "sogno americano", ma con una chiave di lettura diversa: non si tratta solo di realizzare un sogno personale, ma di costruire una scala per permettere anche ad altri di salire. Oggi, in qualità di Presidente della FDLA Foundation Inc., continua il suo impegno per promuovere e sostenere la comunità creativa latina.

  • Emanuela Tittocchia

    Nasce a Torino, da mamma toscana e papà umbro. Frequenta il Liceo Scientifico Albert Einstein e si laurea, nel 1997, al Politecnico di Torino alla “Facoltà di Architettura”. Il titolo della tesi è “Struttura e significato dello spazio scenico: un allestimento teatrale a Pontremoli”. Nel frattempo frequenta la Scuola di Recitazione del “Teatro Nuovo di Torino”, diretta da Enza Giovine, e si diploma nel 1993. Durante i quattro anni di corso recitain opere di Campanile, Ionesco, Tardieu, Plauto, Pirandello, Goldoni, Shakespeare…Già da piccola nutre una grande passione per la televisione, ispirata da grandi personaggi televisivi italiani come Raffaella Carrà, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Loretta Goggi.L’amore per il teatro e per il palco nasce osservando il grandissimo Totò, grande punto di riferimento da sempre di Emanuela. A soli sette anni inizia a studiare canto, danza classica, pianoforte e fisarmonica. Si esibisce al Teatro Alfieri di Torino e prende parte a vari concorsi canori in onda su emittenti televisive piemontesi. A tredici anni è protagonista di uno spettacolo teatrale dal titolo “La pentola rivelatrice” e ottiene buoni riconoscimenti. Figlia di arbitro e giudice sportivo, Emanuela durante l’adolescenza sviluppa un grande interesse per lo sport, in particolare per il calcio, sia come tifosa, sia come calciatrice giocando per anni in una squadra femminile. La carriera televisiva inizia nelle emittenti del Piemonte. Dal 1992 al 1998 lavora a Televox, Quinta Rete, Quarta Rete, Telestudio e Rete 7, cura e conduce telegiornali e trasmissioni di vario genere, scrive e realizza documentari e servizi esterni. Nel frattempo continua a fare teatro. Nel 1994 partecipa alla prestigiosa rassegna di Anna Cuculo “Aquilegia blu”, teatro al femminile, portando in scena il monologo “Che bell’idea!”, scritto da lei e dedicato all’amata attrice Monica Vitti. Nel 1995, ispirandosi al best seller “Donne che amano troppo” di Robin Norwood, scrive ed interpreta “Victims”, uno spettacolo per sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne (violenza fisica e psicologica). Con questa piece Emanuela partecipa a varie rassegne di teatro. Nello stesso anno con la compagnia Teatro delle Forme interpreta Frosina ne“L'avaro” di Molière, la regia è di Guido Battaglia. Negli anni successivi entra nella compagnia Torino Spettacoli e va in scena al Teatro Erba e Teatro Alfieri con vari spettacoli tra cui “Arsenico e vecchi merletti”, opera di Joseph Kesselring, interpretando il ruolo di Helena Harper. La regia è di Giancarlo Zanetti. Nel 2000 interpreta Clarissa, protagonista degli atti unici “Ma non andare in giro tutta nuda” e “La mamma buonanima della signora” di Georges Feydeau, con la compagnia Teatro Uno di Maurizio Messana.Nel 2001 in “A piedi nudi nel parco” di Neil Simon ottiene il ruolo di Corie, la protagonista, interpretata nell’omonimo film per il cinema da Jane Fonda. La regia è di Ivan Fabio Perna. Nello stesso anno entra nel cast fisso della soap opera di Canale 5 “Centovetrine”,interpretando, per quattordici anni, il personaggio di Carmen Rigoni. Solare impiegata dell’agenzia di viaggi del Centro Commerciale prima, PR e direttrice della rivista Cento, poi. Il 5 aprile 2004 si svolge la 21ª edizione del “Gran Premio Internazionale dello Spettacolo”, comunemente chiamata la serata dei “Telegatti”, al Teatro Nazionale diMilano. Conducono Gerry Scotti e Raffaella Carrà. Centovetrine vince come miglior soap opera dell’anno. Emanuela partecipa alla serata e con grande gioia ritira la prestigiosa statuetta. Nel 2005 e nel 2006 è l'inviata di “Voyager”, trasmissione televisiva di Rai 2, condotta da Roberto Giacobbo. Nel 2006 e 2007 recita nelle minifiction “Nonni in pericolo” e “Consumatori in pericolo”, in onda nella trasmissione di Rete 4 “Forum”, condotta da Rita Dalla Chiesa.Nel 2008 interpreta il ruolo di Ombretta Maltesi nella soap opera di Rai 3 “Un posto al sole”. Nello stesso anno prende parte come concorrente al reality show “La talpa”, in onda su Italia 1, uscendo alla prima puntata e ottenendo grande clamore per aver lasciato in diretta televisiva il compagno Fabio Testi. La complicata vicenda sentimentale viene raccontata nelle trasmissioni televisive “Mattino 5” e “Pomeriggio 5” condotte entrambe da Barbara D’Urso. Nell’occasione Emanuela riceve numerose lettere da parte dei telespettatori alle quali risponde in diretta. Nasce così la rubrica “Lettere sull’amore” curata e condotta da Emanuela a “Mattino 5” per tre anni. Nel 2009 è coprotagonista del film tv “Non smettere di sognare”, regia di Roberto Burchielli, interpretando il ruolo di Sandra Colombo, la conduttrice del talent show. Il film ottiene grande successo e così Mediaset decide di realizzare, nell’anno successivo, una serie in otto puntate per la prima serata di Canale 5. Emanuela continua ad interpretare il ruolo di Sandra. Continua la collaborazione con le trasmissioni di Mediaset “Mattino 5”, “Pomeriggio 5” e “Domenica Live” con il ruolo di ideatrice, curatrice e conduttrice dei servizi “Dai set delle fiction". I servizi raccontano il mondo della fiction Mediaset, con filmati ed interviste ai protagonisti e divertenti incursioni sui set. Negli stessi anni è ospite fissa nella trasmissione di Italia 1 “Tiki Taka”, condotto da Pierluigi Pardo. E’ opinionista e ospite in programmi RAI, Mediaset e La 7 tra cui: Vite allo specchio (La 7), Dimmi la verità (Rai 1), Italia sul 2 (Rai 2), Buona Domenica (Canale 5),Matrix (Canale 5), Domenica live (Canale 5), Se.. a casa di Paola (Rai 1), Uno Mattina (Rai 1), Estate in diretta (Rai 1), Forum (Canale 5), Uno Mattina (Rai 1). Il 14 febbraio del 2011 esce “M’ama non m’ama”, il primo singolo di Emanuela. Brano fresco, giocoso ed orecchiabile, un cha cha cha da ballare. Nel 2012 settembre dello stesso anno Claudio Baglioni la vuole al suo fianco nella conduzione della seconda serata di “O' Scià”, il festival di musica leggera italiana, ideato dal cantautore nell'isola di Lampedusa. Sul palco con i due presentatori un cast eccezionale: Pino Daniele, Zucchero, Loredana Berté, Amedeo Minghi, Beppe Fiorello. Nel 2012 torna a teatro. E’ la protagonista femminile dello spettacolo “I segreti dell’anima”. Emanuela porta in scena un omaggio alla grande attrice Monica Vitti (Teatro Cassia, Roma).Nel 2015, alla Camera dei Deputati di Roma, le viene consegnato il prestigioso“Premio Antonio De Curtis” che riconosce le qualità artistiche e umane degli attori. Emanuela nell’occasione recita un monologo tratto dal film “Il più comico spettacolo del mondo” nel quale Totò parla della figura del comico in questa società. Nel 2017 è protagonista dello spettacolo teatrale “Il circo delle meraviglie”, scritto e diretto da Fabio La Rosa, interpretando il ruolo di una splendida e suadente follia. Lo spettacolo va in scena al Teatro del Mela a Messina. Sempre nel 2017 interpreta Ersilia in “Un figlio a tutti i costi” film per il cinema con la regia di Fabio Gravina e nello stesso anno partecipa al film “L'esodo”, di Ciro Formisano, con Daniela Poggi protagonista. Grazie al ruolo interpretato vince il “Premio Cameo d’Autore e impegno sociale nell’arte” al Villammare Film Festival. Nel 2018 Maurizio Costanzo la ospita nel suo programma televisivo il “Maurizio Costanzo Show”, in onda su Canale 5. Conduce eventi, convegni, premiazioni, serate di moda e festival di cinema tra cui: “Premio Massimo Troisi” a Morcone, “Premio Mia Martini” a Bagnara Calabra, “Ariano International Film Festival”, “Appassionatamente Pino Daniele” a Napoli, “Lucio, Dalla sua parola” dedicato a Lucio Dalla a Matera, “Pizzica la Taranta” a Lecce, “Milano Fashion Show” nella Milano Fashion Week, “Sorridendo Film Festival” a Cinecittà, “Premio internazionale la Calabria nel mondo” alla Camera dei Deputati a Roma, “Bravo Grazie” concorso di comici…Nel 2018 conduce 32 puntate de “Il Boss delle Pizze”, trasmissione televisiva quotidiana sul mondo della pizza, in onda su Alice Tv. Nell’anno successivo è autrice e conduttrice di “Mezzanotte di Fuoco”, talk show irriverente cui due squadre formate da ragazzi si scontrano su temi molto scottanti (in onda su GT Channel). Nel febbraio 2020 durante il “Festival di Sanremo” si occupa della direzione organizzativa dello show del palco di Piazza Colombo ed è volto sul palco. Inoltre cura la direzione artistica dell’“Opening Sanremo 2020”, evento-spettacolo ufficiale d’apertura del Festival di Sanremo prodotto da RAI e RAI Pubblicità in scena al Teatro del Casinò ed è la conduttrice ufficiale di “Casa Sanremo” al Palafiori. Nell’estate 2020 è si occupa della conduzione e della direzione artistica di “Estate Live”, tour prodotto da Rai Pubblicità. Nell’occasione Emanuela realizza intervisteconcerto ad artisti del panorama nazionale (Michele Zarrillo, Ron, Paola Turci, Francesco Baccini, Morgan,…)Nel 2020 incide il remix di “Comprami”, celebre brano degli anni Ottanta portato al successo da Viola Valentino e prende parte al videoclip "Inno della pettegola” della coppia composta dal cantautore Dario Gay e Mauro Coruzzi, in arte Platinette. Collabora per anni con il settimanale “Mio”, realizzando interviste ai personaggi del mondo dello spettacolo. Nel 2021 partecipa al reality show di Canale 5 “L’isola dei famosi”, come concorrente in Honduras e ospite in studio.Nel 2022 è ideatrice, autrice e conduttrice di “A Casa di Emy”, trasmissione televisiva conospiti in studio (Alma TV). Recentemente è stata ospite nelle trasmissioni tv: Generazione Z (Rai 2), Storie di donne albivio (Rai 2), Paradise (Rai 2), Estate in diretta (Rai 1), Uà - Uomo di varie età, showdi Claudio Baglioni (Canale 5), “Pomeriggio 5” (Canale 5), “Mattino 5” (Canale 5).Attualmente conduce …E che domenica, programma di intrattenimento eapprofondimento con ospiti e collegamenti. Quattro ore di diretta tutte le domeniche.(Canale 8, GT Channel e streaming). PROSSIMI IMPEGNI .... Ben presto potremmo rivederla in TV con il nuovissimo programma "LA NOTTE DEL MARE" su Rai2 alle ore 23:15 . “La Notte del Mare”, evento giunto alla terza edizione, andrà in onda inseconda serata su Rai 2 martedì 12 agosto alle ore 23,15. Il programma,prodoo da Life Communication, con il supporto di Entopan e incollaborazione con il Conservatorio di Musica “P. I. Tchaikovsky” di Catanzaro, accende i riflettori nazionali sul tema della sostenibilità del mare, ponendo l’attenzione su alcune località calabresi insignite della Bandiera Blu lungo la costa ionica catanzarese. Si tratta di un evento televisivo che combina speacolo e servizio pubblico, in linea con gli Obie vi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite econ le strategie europee del nuovo “Urban Green Deal”, realizzato perpromuovere la cultura della sostenibilità ambientale. Alla conduzione Domenico Gareri, ideatore del format, a ancato dalla conduttrice e attrice Emanuela Tittocchia. L’evento nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i ciadini e gli enti pubblici e privati sull’importanza della tutela della mare e del pianeta, valorizzando le professionalità calabresi e le realtà locali che si distinguono in questo ambito. Registrata nella suggestiva cornice del molo del porto di Catanzaro, “La Notte del Mare” rappresenta anche una vetrina di promozione territoriale: contribuisce a proieare le bellezze della Calabria e le storie postive del territorio all’attenzione del pubblico televisivo nazionale. Emanuela Tittocchia, conduttrice e attrice, al termine dell’evento, dichiarato: “Ho sempre avuto un rapporto speciale con la Calabria, con i luoghi di questa terra bellissima, ricca di storia e cultura. La conosco bene, sono stata spesso qui, sia in vacanza, sia per lavoro, ma devo dire chequesta volta l’emozione è stata unica. Lo scenario, i colori, il palco inmezzo al mare, i pescherecci, i profumi hanno reso tuo meraviglioso. Itemi traa , lega alla salvaguardia del nostro mare e del nostropianeta, accompagna dall’ascolto di una musica di qualità hanno completato l’opera. Ringrazio Domenico Gareri e la Rai per questa bella opportunità”. Il programma è scrio da Annalisa Montaldo.

  • Michael Schumacher e la Ferrari: Un'Epoca d'Oro che ha Riscritto la Storia della Formula 1

    La storia della Formula 1 è costellata di leggende, ma poche collaborazioni hanno inciso così profondamente sul tessuto di questo sport come quella tra Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari. Un sodalizio durato undici anni (dal 1996 al 2006) che ha trasformato un team in difficoltà in una macchina da guerra inarrestabile, regalando ai tifosi di tutto il mondo un'era di dominio senza precedenti. L'Arrivo del "Kaiser" a Maranello Quando Michael Schumacher approdò a Maranello nel 1996, reduce da due titoli mondiali con la Benetton, la Ferrari si trovava in un periodo di digiuno che durava da anni. L'ultimo titolo piloti risaliva al 1979 con Jody Scheckter. C'era un'attesa spasmodica, quasi un peso sulle spalle della squadra, per tornare ai vertici. Schumacher non cercava un lavoro facile, ma una sfida, e la Ferrari gliela offrì in pieno. Il suo primo anno fu un banco di prova. Nonostante la monoposto non fosse ancora al top, Schumacher riuscì a conquistare tre vittorie, dimostrando subito il suo straordinario talento e la sua capacità di spingere la vettura oltre i limiti. Fu solo l'inizio di un processo di ricostruzione meticoloso, guidato da figure chiave come Jean Todt (Team Principal), Ross Brawn (Direttore Tecnico) e Rory Byrne (Capo Progettista), che insieme a Schumacher formarono un "dream team" senza eguali. Il Quinquennio d'Oro (2000-2004): Un Dominio Ineguagliabile. Il vero culmine di questa partnership arrivò con l'inizio del nuovo millennio. Dopo anni di duro lavoro, sacrifici e delusioni sfiorate (ricordiamo le intense battaglie con McLaren e Williams), il 2000 segnò la svolta epocale. A Suzuka, Michael Schumacher conquistò il tanto agognato titolo mondiale piloti, riportando il Cavallino Rampante sul tetto del mondo dopo 21 anni. L'esplosione di gioia dei tifosi e del team fu indescrivibile, un momento catartico che liberò un'energia repressa per decenni. Questo successo non fu un caso isolato, ma l'inizio di un'era. Dal 2000 al 2004, Schumacher e la Ferrari realizzarono un'impresa storica: cinque titoli mondiali piloti consecutivi e altrettanti titoli costruttori. Il binomio era imbattibile, con la F2002 e la F2004 che si distinsero come vetture tecnicamente superiori e dominate da un pilota in stato di grazia. Le sue prestazioni, spesso in condizioni difficili o con strategie audaci (come la celebre strategia a quattro soste al GP di Francia 2004), erano la dimostrazione di un talento puro e di una dedizione assoluta. Durante questi anni, Schumacher ha riscritto il libro dei record della Formula 1: * 72 vittorie con la Ferrari (su un totale di 91 in carriera). * 58 pole position con la Ferrari (su un totale di 68 in carriera). * 5 titoli mondiali piloti consecutivi (un record assoluto). * 155 podi totali in carriera, di cui gran parte con la Rossa. L'Eredità Indelebile L'impatto di Michael Schumacher sulla Ferrari va ben oltre i numeri e i trofei. Ha infuso nella squadra una mentalità vincente, una professionalità e una determinazione che hanno elevato l'intero ambiente di Maranello. La sua meticolosità nel lavoro di sviluppo, la sua incredibile forma fisica e la sua capacità di motivare ogni singolo membro del team lo hanno reso un vero leader, dentro e fuori la pista. Nel 2006, Schumacher annunciò il suo primo ritiro dalla Formula 1, lasciando la Ferrari come il pilota più vincente della sua storia. Sebbene il suo percorso in Formula 1 sia continuato con un ritorno in Mercedes, il suo nome rimarrà per sempre indissolubilmente legato all'epopea della Ferrari, un'epoca d'oro che ha segnato un'intera generazione di appassionati e che ancora oggi rappresenta il culmine della gloria per il Cavallino Rampante. La sua storia con la Ferrari non è solo una cronaca di vittorie, ma il racconto di come un uomo e una squadra, spinti da una visione comune, abbiano raggiunto l'eccellenza, lasciando un'eredità che continua a ispirare il mondo del motorsport. Per la realizzazione di questo articolo, abbiamo utilizzato l'IA di Gemini come supporto per la ricerca e il montaggio.

  • Ogni estate ha i suoi profumi by Rocco D’Orazio

    I miei compagni di viaggio per la stagione del sole di Rocco D’Orazio (fragrance expert) . L’estate non è solo una stagione: è un’emozione sulla pelle. Quando il sole scalda l’anima e le giornate sembrano infinite, i profumi diventano parte di noi, amplificando i ricordi, accendendo desideri, raccontando chi siamo. Freschi, gourmand, intensi… i profumi estivi sono viaggi invisibili, cartoline olfattive da portare ovunque. Ecco quelli che ho scelto per accompagnarmi quest’anno: dieci fragranze diverse, ma tutte capaci di raccontare la magia dell’estate. ⸻ Oltremare di Bois 1920 apre la stagione come una brezza agrumata che sa di libertà. Le note di tè, rabarbaro e spezie leggere trasportano in un viaggio elegante, tra onde, luce e sensazioni pulite. Con Sunset Caramel di Cave, l’estate si fa dolce e sensuale. Cocco, latte e caramello si fondono in una scia golosa, avvolgente come un tramonto tropicale sulla pelle ancora salata. Maraviglia di Profumo di Firenze è un gelato agli agrumi in riva al mare. La zagara incontra il miele, in un equilibrio perfetto tra solarità e delicatezza, con un tocco tutto italiano che sa di classe e spontaneità. Silver Breath di Karakash è minimalismo olfattivo allo stato puro. Limpido e speziato, regala una freschezza sofisticata che resta impressa con eleganza, come una camicia bianca di lino sulla pelle abbronzata. Con Yuzuyakuza di Spiritica, arriva un’esplosione di energia. Il yuzu domina con il suo slancio agrumato e vibrante, affiancato da sfumature umide e quasi urbane. Un profumo zen e metropolitano, sorprendente come l’estate stessa. White Casati è un omaggio all’eleganza eterea. Talcato, floreale, luminoso… è come indossare un abito bianco di seta sotto il sole, con una scia che incanta e non si dimentica. Juanilo di Adamo è spensieratezza pura. Mandarino, cocco e pistacchio evocano la libertà delle vacanze, i pomeriggi senza orari, il sapore leggero della gioia estiva. In Oceania di Roja, il mare prende forma in un profumo. Agrumi brillanti, lavanda elegante e un fondo di muschio lo rendono profondo e sofisticato, come un tuffo nell’oceano più limpido che si possa immaginare. 2 Minutes to Midnight di Zhor | The Fragrance è pensato per la sera. Magnetico, agrumato-floreale e avvolto da un’ambra sensuale, racconta quei momenti carichi di attesa, dove tutto può ancora accadere. Il profumo dei finali intensi, quelli che restano impressi nella memoria. Infine, My Clementine di Aphorismes è pura felicità in flacone. Solare, allegro, con un’anima retrò che profuma di agrumi maturi, risate leggere e colazioni all’aperto. È il buonumore da indossare. ⸻ E voi… avete già scelto il vostro profumo dell’estate? Ogni fragranza può diventare un ricordo da portare con sé, anche quando il sole sarà ormai un’eco lontana. Io sono Rocco D’Orazio e vi auguro buon viaggio olfattivo!

  • Tessabit per Como Cup 2025

    Tessabit annuncia con orgoglio la nuova partnership con Como Dal campo in piazza. Como 1907 presenta tre nuove collezioni estive che uniscono sport, stile e tradizione, che catturano lo spirito del Lago di Como durante la Como Cup. La Classic Collection Essenziale, versatile, composta da felpe, polo e t-shirt in cotone. Pensata per le giornate allo stadio, le passeggiate sul lago e ogni momento tra le due. Football on the Lake T-shirt, cappellini e un poster in edizione limitata. Un omaggio al calcio con energia ed emozione. Luxe Collection Camicie in seta, costumi sartoriali, hoodie morbidi. Capi raffinati per le serate sul lago e l’eleganza fuori dal campo. Ogni linea riflette un volto diverso dell’estate comasca, dalle terrazze, al tavolo dell’aperitivo. Insieme, raccontano un calcio che vive oltre i novanta minuti. Per celebrare il torneo, Como 1907 ha inaugurato uno speciale pop-up all’interno del nuovo flagship Tessabit in Piazza Duomo 1, con l’intera collezione e le maglie esclusive delle quattro squadre protagoniste della Como Cup. una collaborazione che nasce da radici comuni e da una visione condivisa, per raccontare insieme l’anima autentica del Lago di Como, tra stile e passione. Per celebrare la prima edizione della Como Cup, Como 1907 inaugura un pop-up esclusivo all’interno del nuovo spazio Tessabit, nel cuore di Como. Il pop-up si inserisce nel programma di Football On The Lake, il festival che dal 23 al 27 luglio porterà sul Lago di Como cinque giorni di sport, musica, cultura ed emozioni.

  • Duality Weekender di Rolls-Royce

    La collezione di valigie Duality fonde perfettamente un design senza tempo con un'eccezionale artigianalità, grazie all'innovativo tessuto Duality Twill. Ispirato ai boschetti di bambù di Le Jardin des Méditerranées, vicino all'ex residenza di Sir Henry Royce, il motivo del tessuto intreccia le iconiche iniziali "R" dei co-fondatori con sottili influenze nautiche, catturando la raffinata eleganza della Costa Azzurra. Con stili che spaziano dalla sobria raffinatezza ai più audaci, questa collezione è perfetta per il viaggiatore esigente. La valigia Duality Twill è disponibile in tre accattivanti tonalità: Lilla, Grigio Nero e Cioccolato. Il suo intricato ricamo Duality, disponibile in 45 colori di tessuto, offre infinite possibilità di personalizzazione. L'intreccio dei dettagli Line and Loop , splendidamente integrati nel lussuoso Duality Twill, eleva il design a un nuovo livello di maestria. Con così tante opzioni di personalizzazione, ogni viaggiatore può creare un pezzo che si senta unico. La collezione di valigie Duality coniuga un design senza tempo a un'artigianalità eccezionale, grazie all'innovativo tessuto Duality Twill. Ispirato al boschetto di bambù di Le Jardin des Méditerranées, vicino all'ex dimora di Sir Henry Royce, il motivo del tessuto fonde le iniziali "R" dei co-fondatori con delicate influenze nautiche, incarnando la raffinata essenza della Costa Azzurra. Con design che spaziano dal sobrio all'audace, la collezione è ideale per il viaggiatore esigente. Disponibile nei formati Weekender da 48 ore, Weekender da 24 ore e Borsone, pensati per adattarsi perfettamente a qualsiasi durata di viaggio.

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