La carne è il nuovo lusso, Melanie Francesca, tra distopia e femminilità radicale
- Francesca Lovatelli
- 8 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
C'è stato un tempo nel quale il corpo era un destino.
Oggi è un progetto.
Lo miglioriamo, lo correggiamo, lo ottimizziamo. lo filtriamo sui social, lo potenziamo in palestra, lo modifichiamo con la medicina estetica e sogniamo, senza quasi accorgercene, microchip neurali e intelligenze aumentate.
Ma se il vero lusso del futuro non fosse la perfezione artificiale? Se fosse semplicemente la carne?
Con "La Carne dell'Eternità, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, che verrà presentato il 9 Marzo alla Libreria Bocca di Milano, alle ore 18:00, Melanie Francesca firma una distopia elegante e sensuale che entra nel grande dibattito sulla Singularity con una voce diversa: non tecnica, non ideologica, ma profondamente femminile.

TRA SINGULARITY E DESIDERIO DI ETERNITA'
La parola è ormai nel lessico globale: Singularity. L'idea-resa popolare dal futurista Ray Kurzweill, che uomo e macchina possano fondersi, superando i limiti biologici.
Una promessa di longevità, di efficienza, di controllo. Anche studiosi come Ben Goertzel immaginano un futuro in cui l'intelligenza artificiale supererà quella umana.
Melanie Francesca osserva questo scenario con fascino e inquietudine.
"Viviamo in un'epoca di trasformazione radicale"-dice Melanie Francesca
Ma nel suo romanzo accade qualcosa di imprevisto. Non sono solo gli esseri umani a voler diventare macchina. Sono gli spiriti a voler entrare nei robot. un'idea potente quasi nella sua couture nella sua originalità narrativa.
HORUS E LA SUA DELUSIONE DELL'ACCIAIO
Horus, antico spirito egiziano, si incarna nell'automa Caroline, convinto di ritrovare l'esperienza umana. Se i robot potranno avere emozioni, pensa, allora potranno anche sentire.
Ma l'acciaio non vibra. La macchina reagisce, ma non desidera. Replica il gesto, ma non la passione. E qui il romanzo cambia tono. Diventa una dichiarazione d'amore per l'imperfezione. Per la pelle che arrossisce. per il battito accellerato, per la fragilità che nessun algoritmo può simulare.
ALICIA, LA FEMMINILITA' CHE ATTRAVERSA I SECOLI
Accanto a Horus c'è Alicia, vampira immortale nata nel Medioevo. Sensuale, magnetica, attraversa le epoche mantenendo un'anima arcaica, capace di sentire con intensità assoluta.

In un mondo dominato dal cerebralismo , dalla performance, dalla razionalità estrema, Alicia è un atto di resistenza estetica ed emotiva. Non chiede di essere ottimizzata. Non vuole essere potenziata.Vuole sentire. Ed è in questa tensione che il romanzo parla alle donne di oggi. In un tempo in cui viene chiesto di essere perfette, efficienti, controllate. La Carne dell'Eternità suggerisce un'altra forma di potere, quella della vulnerabilità consapevole.
SCIAMANESIMO, INCONSCIO, ENERGIA
Nel libro sopravvive una dimensione rituale e sciamanica, che dialoga idealmente con la tradizione evocata da Carlos Castaneda.
Lo sciamano entra nei sogni, recupera il frammento d'anima perduto. Parla al cuore, non al cervello. E' esattamente ciò che fa Melanie Francesca con la sua scrittura visiva.Non spiega, evoca, non dimostra, coinvolge. Scrive come disegna, disegna come scrive, la linea diventa narrazione, la narrazione diventa esperienza.
IL VERO PRIVILEGIO DEL FUTURO
Forse il privilegio non sarà avere un corpo perfetto, am avere ancora n corpo che sente.
In un'epoca che promette l'eternità attraverso la tecnologia, Melanie Francesca propone una visione più sottile , l'eternità passa dalla carne, non dall'acciaio.E mentre il mondo accellera verso l'ottimizzazione, La Carne dell'Eternità ci ricorda qualcosa di radicalmente chic: la pelle che vibra, oggi, è un atto di libertà.



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