Sanremo 2026: il festival tra glamour, audacia e talento musicale
- Paola Aricò

- 16 minuti fa
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Sotto la conduzione di Carlo Conti, Sanremo 2026 ha confermato ancora una volta perché il Teatro Ariston resta il palcoscenico più iconico della musica italiana.
Quest’anno, il teatro si è trasformato in un vero e proprio red carpet: ogni artista ha portato sul palco un abito che non era soltanto un capo, ma una vera storia di stile. Tra eleganza senza tempo, tocchi audaci e dettagli scintillanti, ogni look diventava parte dello spettacolo, un racconto visivo che completava la performance musicale.
Dietro questa magia c’è un lavoro accurato e meticoloso.
Ogni presenza scenica nasce da una progettazione estetica precisa: dai giovani talenti come LDA e AKA 7EVEN, vestiti da Ylenia Puglia con linee moderne, essenziali ma decise, agli artisti già affermati come Raf o l’eterna Patty Pravo, la cui immagine dialoga con la contemporaneità pur mantenendo la propria cifra stilistica.
Ogni outfit, ogni dettaglio, ogni scelta di colore e accessorio ha lo scopo di trasmettere un’identità e una personalità. La sartorialità impeccabile di Luigi Bianchi Sartoria ha vestito Eddie Brock, mentre Samurai Jay ha portato sul palco uno streetwear urbano e contemporaneo firmato Antonio Pulvirenti, e Sayf e Serena Brancale hanno brillato in look glamour e sofisticati di Carlotta Aloisi.
Sanremo non è mai stato solo un festival musicale: è un vero laboratorio creativo, dove musica, moda e performance si incontrano e si completano a vicenda. Dietro le quinte, stylist come Gaia Bonfiglio, che cura Mara Sattei e Tredicipietro, Michele Potenza e Stefano Guerrini, al lavoro su Luchè, Fulminacci e Francesco Renga, e Rebecca Baglini, che segue artisti come Malika Ayane e J-Ax, costruiscono immagini coerenti e potenti.
Non mancano poi Francesca Piovano per Maria Antonietta e Colombre, Kristi Veliaj per Nayt, Simone Folco per l’icona Patty Pravo, Amina Elle e Valentina Davoli per Sal Da Vinci, Susanna Ausoni per Tommaso Paradiso e Bambole di Pezza, Francesco Bertolini per la direzione creativa di Arisa nella serata cover, Francesco Mauone per Chiello, e Lorenzo Oddo per Levante e Ditonellapiaga.
A completare il panorama, Caterina Adele Michi per Enrico Nigiotti, Nicolò Grossi per Ermal Meta, che veste Trussardi, Jil Sander per il minimal di Fedez, e Ellen Mirck insieme a Marco Ferrari per gli eccentrici e scenici look di Elettra Lamborghini.
Lo stile diventa così una dichiarazione, una firma scenica che non è mai un dettaglio ma parte essenziale della narrazione, trasformando ogni artista in un’icona del momento.
Sul fronte musicale, il festival ha mostrato un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Al Fantasanremo vincono LDA e AKA 7EVEN con Poesie Clandestine, dimostrando come passione e dedizione possano ribaltare le aspettative.
Sul palco principale, a trionfare è Sal Da Vinci con Per Sempre Si, confermando il suo talento e la capacità di emozionare generazioni diverse. Accanto a lui, giovani promesse e artisti emergenti hanno animato le serate, rafforzando il ruolo di Sanremo come incubatore generazionale, dove ogni nota diventa esperienza e ogni esibizione occasione di crescita.
E già lo sguardo è al futuro: la 77ª edizione promette novità con Stefano De Martino alla conduzione e alla direzione artistica, affiancato da Fabrizio Ferraguzzo, uno dei talent scout più influenti, già artefice dei successi globali dei Måneskin.
Sanremo 2026 dimostra ancora una volta la sua forza unica: celebrare la musica italiana senza mai rinunciare allo stile, trasformando ogni esibizione in evento, ogni outfit in messaggio, ogni nota in emozione.
Tra glamour, audacia e talento, il festival continua a scrivere la storia, aprendo nuovi capitoli di creatività e spettacolo.
Autore: Ferdinando Traversa.














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