La Tigre della Malesia torna a ruggire: Monza celebra il mito di Sandokan
- Sergio Ivan Roncoroni

- 11 minuti fa
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Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 gli spazi monumentali dell’Orangerie della Reggia di Monza accolgono “Sandokan. La Tigre ruggisce ancora”, una mostra immersiva che riporta in vita il mito creato da Emilio Salgari e che trasforma la visita in un vero viaggio tra avventura, storia e immaginazione.
Photo credits by Damiano Colle

Curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni e prodotta da Vertigo Syndrome, l’esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora che conduce il pubblico nel Sud-est asiatico ottocentesco così come lo scrittore veronese lo immaginò nei suoi romanzi: un universo di giungle misteriose, pirati, tigri e battaglie navali che continua a far sognare generazioni di lettori e spettatori.
La mostra nasce dal desiderio di riaccendere la passione per uno dei personaggi più iconici della letteratura popolare: Sandokan, la leggendaria Tigre della Malesia, simbolo di ribellione, coraggio e libertà.

Le sue avventure iniziarono il 16 ottobre 1883, quando il romanzo “La Tigre della Malesia” venne pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena, dando origine a un fenomeno culturale che da quasi centocinquant’anni attraversa libri, cinema, televisione e fumetti. Un mito che negli anni Settanta conquistò anche il piccolo schermo grazie allo sceneggiato RAI con Kabir Bedi, rimasto nell’immaginario collettivo di intere generazioni.
Entrare nella mostra significa compiere un viaggio multisensoriale: la giungla del Borneo prende vita tra suoni, luci e scenografie spettacolari; antiche mappe cercano di svelare il mistero dell’isola pirata di Mompracem; fotografie d’epoca, illustrazioni originali e tavole botaniche accompagnano il visitatore in quel “caos di vegetali” che Salgari descriveva con una potenza immaginifica capace di far sentire il ruggito delle tigri e il fragore delle tempeste tropicali.
Non si tratta di una semplice esposizione ma di un racconto immersivo che fonde fantasia letteraria e realtà storica, dove materiali autentici dialogano con scenografie e installazioni evocative.

Tra i tesori più preziosi esposti per la prima volta al pubblico spicca la straordinaria collezione etnografica dei Dayak donata al re d’Italia Umberto I da Charles Brooke, discendente diretto del celebre James Brooke, figura storica realmente esistita che nei romanzi diventa l’antagonista di Sandokan. Lance tribali, kriss malesi, scudi rituali e trofei appartenuti a queste popolazioni note come “tagliatori di teste” vengono affiancati a costumi originali dello sceneggiato televisivo anni Settanta disegnati dal due volte premio Oscar Nino Novarese, insieme a oggetti di scena provenienti dal mondo del cinema e del teatro.

Ogni reperto racconta una storia, ogni arma evoca una battaglia e ogni ornamento sussurra il fascino di quell’Oriente misterioso che Salgari seppe descrivere senza averlo mai visitato.
Una parte centrale del percorso è dedicata ai personaggi immortali dell’epopea salgariana: accanto alla Tigre della Malesia emergono figure amate dal pubblico come Yanez de Gomera, l’ironico e fedele compagno d’avventure, la coraggiosa Marianna Guillonk, e l’eroico Tremal-Naik, insieme alla variopinta confraternita dei Tigrotti. Illustrazioni, fumetti e materiali cinematografici mostrano come questi protagonisti abbiano attraversato epoche e linguaggi diventando archetipi universali dell’avventura e della lealtà.
Il percorso affronta anche i temi storici e politici che attraversano l’opera di Salgari, primo tra tutti il colonialismo. Attraverso documenti e testimonianze viene raccontato il conflitto tra dominio e resistenza che anima le avventure di Sandokan, principe esiliato che combatte contro l’impero britannico in difesa del proprio popolo. In un’epoca dominata da supereroi e saghe fantasy, la sua figura appare sorprendentemente moderna: un eroe romantico e anti-coloniale che lotta per l’autodeterminazione e la libertà.

Nelle ultime sale emerge il ritratto umano e drammatico di Emilio Salgari: uno scrittore amatissimo dal pubblico ma sfruttato da un sistema editoriale che lo costrinse a una produzione incessante. La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo prima del suicidio nel 1911 diventa il simbolo struggente di una vita divisa tra immaginazione sconfinata e difficoltà reali. Eppure proprio grazie a quella penna nacquero mondi che hanno formato l’immaginario di milioni di lettori e che ancora oggi continuano a vivere attraverso il cinema, la televisione e il fumetto, con artisti come Hugo Pratt e illustratori come Alberto Della Valle che ne hanno reinterpretato l’epopea.
L’inaugurazione della mostra è stata un momento particolarmente partecipato e carico di entusiasmo, con la presenza di numerose personalità del mondo culturale e artistico.

Tra gli ospiti anche il direttore del magazine Sergio Ivan Roncoroni e l’attore egiziano di fama internazionale Khaled Elrashedi , che hanno voluto rendere omaggio con la loro presenza e supporto un mito capace di attraversare continenti e generazioni.
“Soddisfatti o rimborsati”: è la promessa con cui Vertigo Syndrome accompagna questo progetto, un marchio di fabbrica che riflette la filosofia dei suoi fondatori Chiara Spinnato e Filippo Giunti, convinti che una mostra possa emozionare anche chi solitamente non frequenta i musei. Il loro obiettivo è chiaro: superare l’elitarismo delle esposizioni tradizionali e raccontare la cultura come un’esperienza viva, accessibile e coinvolgente.

Così, tra ruggiti di tigri, tempeste tropicali e storie di pirati, la Tigre della Malesia torna a ruggire nel cuore della Lombardia. E mentre il visitatore attraversa sale che sembrano uscite da un romanzo d’avventura, diventa impossibile non ricordare le prime parole che aprivano il mito: «La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…». Oggi, quella tempesta è tornata davvero, e soffia tra le sale della Reggia di Monza, pronta a far rivivere l’avventura senza tempo di Sandokan.










































































































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