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  • Sotto il Segno del Toro: Il Lusso Senza Tempo del Lamborghini Club Italia.

    Non è un semplice club automobilistico, ma un ruggente patto d’onore. Il Lamborghini Club Italia rappresenta un universo di passione e bellezza, un punto d’incontro dove uomini e donne provenienti da luoghi diversi si riconoscono nella stessa vibrazione che scorre nel sangue: quella del Toro di Sant’Agata Bolognese. Qui, il fascino delle supercar non è solo estetica o potenza, ma diventa un linguaggio, un’identità, un modo di vivere. Ogni socio non entra semplicemente in un club: entra in una storia, in una famiglia, in una leggenda che continua a crescere. Questa avventura iniziò nel 1993, quando Sandro Munari, icona del mondo dei rally, decise di trasformare una passione individuale in un’esperienza collettiva. Sognava un gruppo che potesse vivere l’Italia non solo con gli occhi, ma con il cuore e con l’acustica del rombo di un V12. Da quel momento, il Lamborghini Club Italia non si è limitato a riunire possessori di auto straordinarie: ha dato vita a un cammino condiviso fatto di emozioni intense, scoperte, legami e memorie indelebili. Per più di un decennio, il Club ha avuto l’onore di vivere nel cuore del mito, essendo l’unico sodalizio ospitato direttamente a Sant’Agata Bolognese. Quel periodo ha segnato la personalità del Club in modo profondo: essere a pochi passi dal luogo in cui sogni di metallo e carbonio prendono forma ha infuso nel gruppo un senso di orgoglio, appartenenza e responsabilità che ancora oggi si percepiscono in ogni gesto, in ogni incontro, in ogni abbraccio tra soci. Oggi, sotto la guida energica e instancabile del Presidente Andrea Nicoletto, il Lamborghini Club Italia continua a scrivere la sua storia con entusiasmo rinnovato. Al suo fianco, figure storiche come l’Avvocato Monelli e il responsabile tecnico Camillo Razionale – che ha avuto il privilegio di conoscere personalmente il vulcanico e visionario Ferruccio Lamborghini – contribuiscono a custodire e tramandare un patrimonio di conoscenze, aneddoti e valori che rendono il Club unico al mondo. Intorno a loro, una comunità composta da circa cento soci, provenienti da diverse regioni d’Italia e dall’estero, vive ogni appuntamento come un capitolo di una storia collettiva, una festa che unisce adrenalina, cultura e amicizia sincera. Le piste diventano teatri in cui la gomma racconta storie di coraggio e abilità; le strade tra castelli, colline e città d’arte diventano corridoi di bellezza; le tavole imbandite e i momenti conviviali si trasformano in celebrazioni della Dolce Vita italiana, quella capace di amalgamare eleganza, sorrisi e calore umano. In trent’anni di storia, il Lamborghini Club Italia ha costruito un mosaico di imprese che ancora oggi vibrano nei racconti dei soci: la leggendaria spedizione verso Brighton nel 2006, un viaggio epico di oltre 2500 km che divenne simbolo di resilienza e unità; l’incredibile raduno di St. Moritz nel 2007, quando più di cento Lamborghini scalarono le Alpi in un corteo che sembrava una danza motorizzata tra cielo e ghiaccio; il glamour elettrico di Montecarlo nel 2008 e la poesia scintillante di Venezia nel 2009, quando le luci della Festa del Redentore si riflettevano sulle carrozzerie come stelle su un mare di emozioni. Tutti questi momenti – i sorpassi e gli abbracci, i brindisi e i panorami, le partenze all’alba e le soste nei borghi più belli d’Italia – hanno plasmato un’identità forte, vibrante, in continua evoluzione. Il Lamborghini Club Italia non conserva la storia: la reinventa e la rinnova a ogni accelerata. Ed è proprio dentro questa storia, fatta di ruggiti potenti e sorrisi profondi, che si innesta una pagina di grande e toccante emozione. Una pagina che appartiene non a un singolo, ma a tutta la famiglia del Club. Con profondo dolore, infatti, il Lamborghini Club Italia annuncia la scomparsa di Daniele Onnis, suo fondatore e Presidente Onorario. Daniele è stato molto più di un nome legato all’origine del Club: è stato la scintilla che ha dato forma al sogno, la guida silenziosa ma sempre presente, la forza gentile che ha nutrito lo spirito del gruppo per anni. La sua visione ha ispirato generazioni di soci; la sua umanità ha creato ponti, amicizie, ricordi; la sua passione ha acceso una fiamma che oggi arde più forte che mai. Il suo spirito continuerà a vivere in ogni motore che ruggisce, in ogni strada percorsa insieme, in ogni scena di vita condivisa tra gli amici del Club. Vivrà nel calore degli incontri, nella luce dei sorrisi, nel battito di chi non smetterà mai di ricordarlo con affetto, gratitudine e stima profonda. La strada che lui ha immaginato continua, e il Lamborghini Club Italia la percorrerà unito, con lo stesso entusiasmo e la stessa forza che Daniele ha sempre donato a tutti. Oggi più che mai, ogni viaggio sarà anche un omaggio a lui: all’uomo che ha trasformato un sogno in realtà e una realtà in una famiglia. Galleria fotografica

  • L’Edizione Più Vibrante di Sempre: Milano AutoClassica 2025

    Milano AutoClassica 2025 si è conclusa lasciando un’energia vibrante nei padiglioni di Fiera Milano (Rho), un vero inno al motorismo storico e sportivo. L’ingresso di Fiera Milano e Italian Exhibition Group nella compagine societaria di Emac ha rafforzato un progetto già solido, rendendo questa edizione ancora più potente e ambiziosa. I numeri parlano chiaro: un +9% di visitatori, espositori soddisfatti e un entusiasmo che ha travolto ogni area della manifestazione. Photo Credits by Damiano Colle A dare il benvenuto al pubblico, per la prima volta, sei autentiche regine: tre Ferrari del programma XX – FXX 2005, 599X 2010, FXX-K 2014 – in collaborazione con i Musei Ferrari, all’ingresso del Padiglione 12, e tre icone della 24 Ore di Le Mans – Alfa Romeo 8C 2300 del 1931, Osella-BMW PA8 del 1980 e Tiga 287 del 1987 – grazie ad ASI, all’ingresso del Padiglione 16. Un doppio colpo d’occhio che ha subito acceso il cuore degli appassionati. Il viaggio nella storia del motorismo è proseguito tra anniversari prestigiosi: i 20 anni della Ferrari FXX, i 30 della Ferrari F50, i 70 della Mercedes 190 SL e della Lancia Aurelia B24 Spider, fino ai 100 anni della Rolls-Royce Phantom, celebrata in una speciale area dedicata insieme ad altri nove modelli del brand britannico, simbolo di eleganza senza tempo. Ha conquistato il pubblico anche la mostra fotografica “Donne e motori? Gioie e basta”, ideata da Elisabetta Cozzi e scattata da Camilla Albertini, un racconto autentico e potente che ha demolito stereotipi di genere attraverso 40 ritratti accanto alle Alfa Romeo del Museo Fratelli Cozzi. Momenti di approfondimento e intrattenimento hanno scandito il weekend: Andrea Farina e Giuliano Daniele di Motor1.com hanno animato il pubblico con il format Perché comprarla live! insieme alla Mazda MX-5, mentre la serata Best in Classic di Ruoteclassiche, ospitata nel suggestivo Centro Congressi Stella Polare, ha premiato le eccellenze del motorismo storico in dieci categorie, in un’atmosfera di prestigio e passione. Un parterre di partner d’eccezione – da Bentley a BMW Club Italia, da Jaguar Club Italia e Lamborghini Club Italia fino a Lotus, McLaren, MG, Musei Ferrari, Porsche Club Italia, e per la prima volta Corvette e Rolls-Royce – ha impreziosito il Salone, insieme a Club, Scuderie, Registri, commercianti, ricambisti e modellismo, creando un ecosistema ricchissimo e variegato. ACI Storico ha raccontato il valore culturale del motorismo e celebrato i “Campioni Alfa Romeo 2025”, mentre ASI ha portato al centro della scena i miti di Le Mans, le firme milanesi e le regine della Superbike. Grande successo anche per la seconda edizione del MAC Next Generation Hub, cuore pulsante del Padiglione 16 e punto di riferimento per le nuove tendenze: Racing, Supercar, progetti unici e cultura Stance hanno affascinato il pubblico, con il Revved-up contest che ha premiato 12 auto europee per precisione e complessità tecnica. Allo stesso modo, il Vintage Boat Show ha unito design nautico e automobilistico in un percorso immersivo, accompagnato da talk molto seguiti, con protagonisti come Riva e Tullio Abbate. A chiudere in bellezza, i raduni: oltre 1000 vetture hanno animato l’area esterna nel fine settimana, con un boom di partecipazione. In evidenza il 7° Raduno Youngclassic, dedicato ai modelli dagli anni ’70 ai primi 2000, che ha portato in competizione ben dodici categorie e un entusiasmo impossibile da contenere. Milano AutoClassica 2025 non è stata solo una fiera: è stata un abbraccio collettivo tra storia, passione, cultura e innovazione. Un luogo dove le auto non si guardano soltanto – si vivono. E se questa edizione è stata un trionfo, l’appuntamento per il 2026 promette già scintille. Perché la passione, qui, non si ferma mai.

  • Taria Francesca Burga: la sofisticata essenza di una bellezza che unisce continenti.

    Taria Francesca Burga è una di quelle storie che non si limitano a essere raccontate: si sentono. Nata in Perù e cresciuta in Italia, porta nel cuore due mondi che si intrecciano con grazia: il calore latino e l’eleganza europea. Figlia di Vanessa Sánchez, da lei ha ereditato la forza, la visione e l’orgoglio delle proprie radici, trasformando la bellezza in un ponte tra culture. Dopo il diploma in ambito turistico e gli studi universitari in Economia Aziendale, ha scelto di seguire la strada che più le assomiglia: quella della comunicazione digitale, dove mente e sensibilità possono diventare voce, identità, racconto. Oggi è una giovane donna che studia, cresce e costruisce con determinazione il suo futuro, senza rinunciare a ciò che la fa vibrare: il mondo della moda e degli eventi. Insieme alla madre ha fondato AIHME e Reinas en Europa, un progetto che non è solo un’organizzazione, ma un gesto d’amore verso la cultura ispanica. Un modo per darle spazio, dignità, luce. Per raccontare alla scena europea che la bellezza non è una forma, ma un universo di storie, tradizioni e orgoglio. E poi il 2021, l’anno che l’ha consacrata prima Miss World Perú-Italia: un titolo che non è stato soltanto una corona, ma una responsabilità. Taria ha rappresentato la comunità peruviana nel circuito internazionale Miss World Perú con la grazia di chi porta una patria sul petto e una famiglia nella mente. Da lì, nuovi palchi e nuove sfide: fino a Reina Hispanoamericana 2023, dove ha dato voce a un’intera diaspora, non solo con la presenza, ma con l’anima. Oggi Taria continua il suo cammino con lo stesso sorriso che ha sempre avuto: quello di chi sa che il vero successo è crescere rimanendo fedeli alla propria essenza. Completa i suoi studi, lavora ai suoi progetti culturali e di bellezza e continua a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni latino-americane in Europa. La sua storia non è soltanto un curriculum: è un esempio. È il racconto di quanto lontano possa arrivare una ragazza che porta la sua verità con fierezza, e che non smette mai di credere nella forza delle proprie radici. Galleria fotografica

  • Nel Garage della Passione di Aurelio Zoaldi

    Varcare la soglia del “Garage della Passione” di Aurelio significa entrare in un luogo dove ogni auto è un ricordo, ogni linea un sentimento, ogni dettaglio un battito del cuore. Qui la Ferrari non è soltanto un marchio: è un legame profondo, nato nell’infanzia e cresciuto fino a diventare parte della sua identità. Aurelio ricorda bene il periodo in cui tutto è iniziato. Erano gli anni delle prime emozioni, quando le Ferrari dominavano le piste e facevano sognare con i loro modelli iconici. Nei poster appesi nella sua cameretta c’erano la 308, la 328, la Testarossa… e soprattutto lei, l’eterna F40. Quelle immagini non erano semplici fotografie: erano finestre aperte su un mondo fatto di rumori di motore, design puro e sogni che sembravano troppo grandi per restare chiusi in una stanza. Con il tempo, quei sogni hanno preso forma. «Appena ho potuto, ho comprato la mia prima Ferrari», racconta con emozione. Da lì la collezione è cresciuta passo dopo passo, fino ad arrivare alle tredici vetture che oggi custodisce con orgoglio. Non per gelosia, ma per amore: «Mi piace condividerle. La passione è più bella quando diventa un ponte tra persone che sentono la stessa cosa.» Nel suo garage convivono modelli storici, moderni e persino auto da competizione. Ogni vettura è una tappa del suo percorso, un frammento di ciò che l’ha fatto innamorare di questo mondo. Tra le auto che non portano il Cavallino Rampante ma hanno un posto speciale nel suo cuore c’è la Dallara Stradale D50, un tributo all’ingegneria italiana. «Per me Giampaolo Dallara è un maestro assoluto», spiega. «Un uomo che ha cambiato il motorsport.» La sua D50 non è una D50 qualunque: è la prima delle venti prodotte, certificata con una dedica personale dell’ingegnere. Una livrea nera con dettagli dorati che sembra raccontare da sola la storia di un talento che ha segnato generazioni. E mentre si parla del futuro, gli occhi di Aurelio brillano ancora, come quelli di quel ragazzo che sfogliava riviste e inseguiva sogni. Nel suo garage sta per arrivare una nuova emozione: la Ferrari F430 16M, serie limitata nata per celebrare i sedici titoli mondiali della Scuderia. Un modello raro, leggendario, reso ancora più prezioso dal coinvolgimento di Michael Schumacher nello sviluppo. «Questa passione non finirà mai», dice con una semplicità che colpisce. «C’è chi colleziona orologi, chi quadri. Io colleziono emozioni su quattro ruote.» E forse è proprio questo il segreto del suo mondo: non sono solo auto, sono capitoli di una storia che continua a scriversi, alimentata da un amore che non si spegne. Nel Garage della Passione di Aurelio, il rumore dei motori è musica, il design è arte e ogni Ferrari è un pezzo di vita che continua a correre, veloce, verso il futuro. Photo Gallery

  • The Merchant Of Venice a Milano

    Sono entrato nello store milanese de The Merchant of Venice con la curiosità di chi vuole scoprire non solo un marchio, ma un mondo. Appena varcata la soglia, il profumo dell’ambra e delle spezie orientali si mescolava al luccichio dei flaconi ispirati al vetro di Murano, creando quell’atmosfera sospesa che solo le case profumiere con un’identità forte sanno regalare. Ogni dettaglio, ogni colore, ogni riflesso sembrava raccontare una storia antica, quasi fosse un’eco della Serenissima trapiantata nel cuore di Milano. Ed è proprio da qui che inizia il viaggio dentro la realtà di The Merchant of Venice, un marchio che della tradizione profumiera veneziana ha fatto un manifesto culturale. Le fragranze nascono infatti dall’eredità delle “Mude”, le antiche rotte commerciali che collegavano Venezia a Oriente e che per secoli hanno trasportato resine preziose, petali rari, oli aromatici, spezie e mistero. Una storia che la famiglia Vidal, fondatrice della maison nel 2013, ha voluto preservare e trasformare in esperienza contemporanea, fatta di ricerca, qualità e artigianalità. Camminando tra gli scaffali, ciò che colpisce è la cura maniacale dei flaconi: veri oggetti d’arte che richiamano la tradizione del vetro di Murano, con colori intensi, geometrie luminose e silhouette che sembrano rubate ai palazzi della Laguna. Sono scrigni che custodiscono viaggi immaginari e ricette antiche reinterpretate dai maestri profumieri. Ogni fragranza non è soltanto una composizione, ma un racconto: Rosa Moceniga, con la sua delicatezza luminosa; Colonia Veneziana, elegante e fresca come un cortile veneziano all’alba; Moscado, che fa vibrare note speziate e agrumate ispirate alle avventure di Marco Polo. La maison non vive però solo nelle sue essenze. Vive anche nei suoi progetti culturali, come il Museo del Profumo a Palazzo Mocenigo, nato in collaborazione con i Musei Civici Veneziani. Un luogo che custodisce strumenti antichi, documenti, ricette e testimonianze di un’arte che ha attraversato secoli di scambi e contaminazioni. Un tassello fondamentale per capire quanto The Merchant of Venice sia più di un brand: è un ponte tra passato e presente. Tra le collezioni, la Murano Collection è forse la più iconica, un tributo alle rotte commerciali e ai materiali che Venezia ha reso celebri nel mondo. La linea Nobil Homo, invece, esprime lo spirito dell’uomo cosmopolita e raffinato, mentre Accordi di Profumo porta una ventata di sostenibilità e tracciabilità grazie alla collaborazione con Givaudan e all’utilizzo di materie prime responsabili. Uscendo dalla boutique, con la scia di un profumo che resta addosso come il ricordo di un viaggio, è chiaro perché questa maison abbia conquistato un posto di rilievo nella profumeria artistica internazionale. The Merchant of Venice non crea solo fragranze: crea ponti, memorie, immaginari. È un progetto culturale che si indossa sulla pelle, un modo di raccontare Venezia attraverso note olfattive che parlano di storia, eleganza e visione. E tutto questo, iniziato da una porta aperta su via Brera, continua a vibrare come un invito a tornare. Perché ogni loro profumo è una storia, e ogni storia, se ascoltata bene, porta sempre un po’ più lontano. Photo Gallery

  • Ferrari oltre il tempo: l’anima del Cavallino invade Milano AutoClassica

    Milano AutoClassica quest’anno non si limita ad aprire le porte: le spalanca su un universo dove passato e futuro della velocità si intrecciano in un’unica, potente emozione. Venerdì 21 novembre, il sipario si alza su un anniversario che profuma di benzina, ricerca e leggenda: i vent’anni del Programma XX, il laboratorio più esclusivo di Maranello, destinato ai gentleman driver che cercano l’essenza pura della performance. A dare il benvenuto al pubblico, schierate come tre regine pronte a sussurrare storie di ingegno e adrenalina, ci saranno le Ferrari FXX, 599XX e FXX-K. Hanno vissuto curve, piste e sperimentazioni che pochi hanno avuto il privilegio di avvicinare. La pioniera, la Ferrari FXX del 2005, porta con sé l’eredità della Enzo e un V12 da oltre 800 CV capace di scuotere l’aria e il cuore. È la vettura che ha cambiato le regole del gioco: un ponte diretto tra la Formula 1 e le serie speciali, un laboratorio emozionale e tecnico su quattro ruote. Accanto a lei, la 599XX del 2010, con i suoi 730 CV e quel motore V12 anteriore che pulsa come un cuore impaziente. Grazie all’High Performance Dynamic Concept e all’Actiflow System, ha ridisegnato il concetto stesso di aerodinamica attiva. Ogni fibra di carbonio, ogni materiale composito, sembra raccontare il desiderio di spingersi oltre. E poi lei, la più estrema: la FXX-K del 2014, la Ferrari che fa da ponte tra il rombo del motore e il sussurro dell’energia elettrica. Il sistema HY-KERS, nato dalle monoposto di Formula 1, è la sua anima ibrida: potente, sofisticata, senza vincoli, nata per esplorare il limite. Ma a Milano AutoClassica le emozioni non si fermano. A trent’anni dal suo debutto a Ginevra, torna a splendere una delle creature più radicali e affascinanti mai create da Maranello: la Ferrari F50. È il manifesto di un’epoca in cui la guida era pura, senza filtri, senza ABS né servosterzo. Il suo V12 centrale-longitudinale, con cinque valvole per cilindro, nasceva da una monoposto di Formula 1: una dichiarazione d’amore alla velocità che ancora oggi scuote l’anima. Nel percorso allestito da Rossocorsa Classiche, la storia prende la forma di icone che hanno attraversato generazioni di appassionati: la stessa F50 che ruba ancora il respiro, la 512M che chiude gloriosamente la saga Testarossa, la Scuderia Spider 16M celebrativa del titolo mondiale 2008, la 365 GTB/4 Daytona che incarna l’eleganza feroce delle Gran Turismo, la 360 Modena che ha ridisegnato il linguaggio del design Ferrari, e la 308 GTB Vetroresina che festeggia cinquant’anni e ancora sembra pronta a correre via dal suo piedistallo. È un percorso in cui ogni modello racconta un pezzo di vita del Cavallino, un patrimonio custodito con cura e passione. Dai Musei Ferrari arrivano due gioielli che fanno da ponte tra mito e innovazione. La 750 Monza del 1954, con il suo quattro cilindri leggero e affilato, è una barchetta che sprigiona fascino e storia: le linee firmate da Pinin Farina e Scaglietti, le vittorie che hanno scolpito il nome Ferrari nell’immaginario mondiale, l’agilità di una vettura costruita per domare curve e destini. All’estremo opposto, come una freccia lanciata nel futuro, c’è la 499P Modificata del 2023, derivata dalla tre volte vincitrice della 24 Ore di Le Mans: 870 CV, oltre 300 km/h, il programma Sport Prototipi Clienti che promette emozioni senza precedenti. È la dimostrazione che per Ferrari la ricerca non dorme mai. E poi, come un tocco di poesia che attraversa la velocità, sabato 22 novembre verrà presentato “Black Cats & Chequered Flags”, un viaggio immersivo dedicato ad Alberto Ascari, l’uomo che per primo portò Ferrari nell’Olimpo delle corse. Selezionato alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è un’esperienza che fonde arte, memoria e tecnologia, un tributo alla fragilità e al coraggio che convivono in ogni leggenda. A presentarlo sarà Umberto Zapelloni, voce autorevole della Formula 1, a custodire un racconto che non smette mai di emozionare. Milano AutoClassica 2025 non è solo una rassegna: è un viaggio nel cuore di ciò che rende Ferrari un mito. Qui, ogni motore ha un battito, ogni curva una storia, ogni modello una scintilla capace di accendere qualcosa dentro. Photo Gallery

  • ✨ Wake Up to Beautiful Hair: la mia esperienza con i sieri Kérastase (e perché dovresti provarli anche tu!)✨

    La mattina non è sempre il momento migliore per i capelli: nodi, secchezza, mancanza di luminosità. La linea Wake Up to Beautiful Hair di Kérastase nasce proprio per questo 💗 GENESIS SERUM: rinforzare ogni giorno Se i tuoi capelli tendono a spezzarsi anche solo guardandoli, ti capisco. Il Genesis Serum è pensato proprio per questo: capelli indeboliti, che si spezzano quando li spazzoli o li tocchi troppo. La formula è senza silicone e piena di ingredienti che fanno bene davvero: Caffeina → stimola il cuoio capelluto Arginina → rinforza e aiuta la fibra Radice di zenzero → un boost naturale E poi quel profumo di bergamotto con una nota botanica aromatica che… wow ✨ E no, non unge i capelli . Già questo merita un applauso. Come si usa Applica 4 dosi su capelli asciutti o bagnati (tamponati): dividi in sezioni e massaggia. Niente risciacquo. Si usa tutti i giorni. 💛 NUTRITIVE 8H MAGIC NIGHT SERUM: nutrizione durante il sonno Il Siero Notte 8H è come una maschera che lavora mentre tu dormi: nutre intensamente, protegge dal continuo sfregamento sul cuscino e la mattina ti svegli con le lunghezze morbide e luminose. È un po’ come la skincare notturna… ma per i capelli. Lavora per 8 ore , senza lasciare residui, senza ungere e senza appesantire. Come si usa Prima di andare a letto, applicalo su capelli asciutti o umidi. Scalda un po’ di prodotto tra le mani e distribuisci sulle lunghezze e punte . Con questi due prodotti la cura dei capelli diventa un gesto quotidiano efficace: il Genesis Serum lavora sul rinforzo, il 8H Magic Night Serum sulla nutrizione notturna. Risultato: capelli visibilmente più sani al risveglio. My hare care routine 👇 https://vm.tiktok.com/ZNdo5ws3H/

  • ITADAKIMASU – IL CIBO COME EMOZIONE, CULTURA E VIAGGIO TRA ANIME E REALTÀ

    C’è una parola giapponese che, prima ancora di essere pronunciata, si sente: Itadakimasu. Non è solo un “buon appetito”, è un gesto di gratitudine, di rispetto, un piccolo inchino dell’anima. Da questo spirito nasce una mostra che non si visita soltanto, ma si vive: un percorso dove il cibo diventa racconto, immaginario, identità e scoperta. Photo credit by Damiano Colle A guidare il viaggio ci sono Sam Nazionale e Silvia Casini, due curatori capaci di unire linguaggi diversi con una sensibilità comune. Samuele Nazionale, classe 1998, fondatore del progetto @pranzoakonoha, porta in Italia il suo amore per la cucina dell’Estremo Oriente trasformandolo in divulgazione: ricette autentiche, show cooking, conferenze, un dialogo continuo tra pentole fumanti e pagine di manga. Ogni piatto è storia, ogni ingrediente è cultura, ogni gesto è narrazione. Accanto a lui, Silvia Casini, romana, laureata in Lingue e Letterature Straniere, lavora tra manga, cinema, scrittura e giornalismo. Manga editor, sceneggiatrice, autrice, è una voce poliedrica che sa trasformare contenuti complessi in emozioni immediate. Dai Japan Days alla divulgazione internazionale del cinema italiano, dai libri alla programmazione culturale, Silvia crea ponti, apre sguardi, accende curiosità. Insieme hanno dato forma a Itadakimasu, una mostra in cui cibo e animazione giapponese dialogano con naturalezza, trasformando ogni sala in un’esperienza immersiva, multisensoriale, viva. Un percorso pensato per sorprendere, emozionare, far sentire parte di un mondo che si conosce e, allo stesso tempo, si scopre. A rendere possibile tutto questo c’è Vertigo Syndrome, il brand creato da Chiara Spinnato e Filippo Giunti, nato con una missione precisa: dichiarare guerra alla noia dei musei tradizionali. “Se sei abbastanza bravo da raccontarla come qualcosa di emozionante e interessante, una mostra può attirare persone che solitamente non visitano mostre perché le associano alla noia”, spiegano. Il loro obiettivo è chiaro: far uscire sorpreso, divertito e felice soprattutto chi entra controvoglia. Creare esposizioni che parlano a tutti, non solo agli appassionati o agli esperti. Itadakimasu è questo: un invito a rallentare, ad assaporare con gli occhi e con il cuore. Un luogo in cui il cibo è memoria, il manga è linguaggio, l’arte è esperienza. Una mostra che non chiede di capire tutto, ma di sentire. Perché quando la cultura emoziona, resta. Quando l’arte ti prende per mano, non la dimentichi. E allora basta un respiro, un sorriso, un piccolo gesto prima di entrare. Basta dire, semplicemente: Itadakimasu.

  • Dolce & Gabbana Casa Milano Design Week 2025

    In occasione della Milano Design Week 2025, Dolce&Gabbana presenta le novità della Collezione Casa: i nuovi complementi Verde Maiolica e la prima linea dedicata al mondo del tessile letto si affiancano alle inedite proposte d’arredo Gotham e alla prima collezione outdoor Saint Jean realizzate in collaborazione con Luxury Living Group. Attraverso l’unione della purezza del bianco e dell’intensità del verde che richiama la rigogliosa natura della macchia mediterranea, il tema Verde Maiolica abbraccia oggi nuovi complementi, conferendo un delicato e vibrante tocco di stile a ogni ambiente e celebrando al contempo la grande tradizione delle ceramiche del Sud Italia. La proposta di accessori Dolce&Gabbana Casa si arricchisce anche della prima collezione di biancheria da letto: copripiumini, federe e lenzuola si colorano della sensualità graffiante del tema Leopardo, del nero e del bianco della stampa Zebra, del colorato folklore espresso dal Carretto Siciliano e dei decori iconici delle maioliche, declinati nelle varianti Blu Mediterraneo e Verde Maiolica. Il fascino della notte incanta gli arredi Gotham, che con le loro linee morbide e le geometrie sinuose richiamano lo stile intramontabile degli anni Venti e Trenta, fondendo l’eleganza vintage con la forza scenica del design contemporaneo. Protagoniste indiscusse, le finiture materiche permettono di ottenere effetti dal tratto forte e distintivo, con giochi cromatici unici, creando un perfetto equilibrio tra artigianato e preziosità. Divani e comode sedute, lettini reclinabili e tavoli da pranzo: la nuova collezione outdoor Saint Jean combina in modo armonioso lo stile inconfondibile delle stampe iconiche di Dolce&Gabbana con finiture ricercate, materiali di assoluta qualità ed elevate prestazioni tecniche, per rendere gli spazi esterni della casa unici e accoglienti.

  • Louis Vuitton presenta un robot commestibile

    Quando si tratta dei dolci della nuova cioccolateria Louis Vuitton di New York, il pastry chef Maxime Frédéric non può fare a meno di giocare d’anticipo. Sebbene gli esemplari di cacao provenienti da Madagascar, Perù e São Tomé abbiano tutti le loro virtù, Frédéric afferma di essere particolarmente affezionato a un fornitore della Repubblica Dominicana. Maxime Frédéric sbarca negli Stati Uniti La piccola riserva naturale e la fattoria di cacao producono sapori così “magici” che Frédéric afferma che potrebbe riconoscerla in un test di degustazione alla cieca grazie al suo carattere e al suo profilo intenso: scuro, amaro, crudo, terroso e simile al caffè. “È un cioccolato fondente che arriva fino alla punta delle dita”, ha affermato. A novembre, Le Chocolat Maxime Frédéric at Louis Vuitton ha aperto negli Stati Uniti presso il nuovo flagship store del marchio francese, situato al 6 E. 57th St. di Manhattan. Lo spazio espositivo e commerciale di cinque piani è la più grande boutique americana della maison e la prima nel Paese a ospitare un caffè e una cioccolateria Vuitton. La piccola riserva naturale e la fattoria di cacao producono sapori così “magici” che Frédéric afferma che potrebbe riconoscerla in un test di degustazione alla cieca grazie al suo carattere e al suo profilo intenso: scuro, amaro, crudo, terroso e simile al caffè. “È un cioccolato fondente che arriva fino alla punta delle dita”, ha affermato. A novembre, Le Chocolat Maxime Frédéric at Louis Vuitton ha aperto negli Stati Uniti presso il nuovo flagship store del marchio francese, situato al 6 E. 57th St. di Manhattan. Lo spazio espositivo e commerciale di cinque piani è la più grande boutique americana della maison e la prima nel Paese a ospitare un caffè e una cioccolateria Vuitton. Il progetto di Frédéric segue le sedi di Parigi, Singapore e Shanghai. Ogni filiale serve dolci fatti a mano a Parigi da un team di 40 persone , che utilizzano latte, burro, uova e noci provenienti da piccole aziende agricole e fornitori di tutta la Francia. Molti dei bonbon sono decorati con le firme di Vuitton: stella a quattro punte, fiore a quattro petali, fiore di diamante e iniziali LV, mentre le tavolette di cioccolato sono marchiate con la stampa a scacchiera Damier Ebène . Ma il vero capolavoro di Frédéric è il Vivienne sur Malle da 350 dollari, delizioso quanto stravagante, in cui la mascotte del marchio, Vivienne, “piroetta” in cima a una cassa LV in miniatura. La fantasiosa creazione è stata ispirata dagli artigiani della maison, dal suo patrimonio orologiero e di produzione di bauli e dal carillon di Vivienne. Ci sono voluti tre mesi di tentativi ed errori e centinaia di iterazioni per ottenere le dimensioni e la forma giuste. Il padre di Frédéric, Daniel, era un meccanico: un’eredità a cui lo chef ha attinto per assemblare gli ingranaggi. Per costruire un singolo Vivienne ci vogliono più di tre ore e l’esemplare finito pesa circa due chili e mezzo. “È buffo perché quando la gente la vede non capisce che può muoversi”, dice Frédéric. “È solo quando si gira la chiave e avviene la magia che anche i bambini più grandi si meravigliano della scultura”.

  • Spazio Neutro di Franco e Gesualdo

    Spazio Neutro è una location affascinante situata nel cuore pulsante di Milano, a pochi passi dal  Duomo e da una delle vie più celebri del mondo, via Monte Napoleone, iconico lugo del quadrilatero della moda. Questo luogo è concepito come una vera e propria galleria d'arte, un ambiente dove l'arte e l'unicità si fondono in un'armonia straordinaria. Photo credits by Damiano Colle Qui, artisti, pittori e pezzi esclusivi provenienti da  manifatture artigianali di alta qualità, tutte rigorosamente made in Italy, vengono presentati con cadenza regolare. Questa rotazione permette a chiunque esplori l'ambiente di Spazio Neutro di immergersi in un luogo dove la bellezza, la cultura e la tradizione si incontrano. E’ un luogo non luogo , come dice Marc Augè, che avvolge l’ospite liberandolo dello stress e delle pressioni quotidiane. All'interno, opere d'arte e pezzi unici di varie tipologie si alternano in un'esperienza visiva e sensoriale. I visitatori hanno l'opportunità di ammirare non solo le creazioni artistiche, ma anche di interagire con schermi che riproducono e mostrano le diverse fasi di lavorazione dei materiali, rendendo ognuno di loro partecipe del processo creativo. “Tutto ciò è unito da un fil rouge che attraversa l'intera esperienza: si alza il sipario, e l’unicità di ogni opera va in scena, invitando tutti a scoprire la bellezza e la singolarità che caratterizzano questo straordinario spazio”. Personalmente ho potuto visitare la location e devo dire che ha un forte potenziale per creare una realtà molto dinamica , con eventi e collaborazioni strategiche, i due fauder sono persone fantasche con tanta voglia di aumentare la visibilità e far crescere la loro realtà. Consiglio molto di andare a visitare il posto.

  • Bentley Home svela la collezione 2025

    In occasione della Milano Design Week, la nuova collezione Bentley Home è protagonista all’interno dell’Atelier di Corso Venezia, con un’installazione scenografica in cui la natura si riappropria degli spazi antropizzati, riportando una biodiversità selvaggia, esuberante ed evocativa. Ispirata alle atmosfere di un giardino in stile cottage inglese, una vegetazione rigogliosa si esprime nelle sue forme e colori naturali, svelando elementi misteriosi che evocano la sensazione incantata di entrare in un mondo sospeso nel tempo. L’Atelier Bentley Home si trasforma in un ambiente immersivo, avvolto dal verde, offrendo un’esperienza sensoriale che richiama quella di un lussuoso picnic all’inglese. Il percorso si apre fin dall’ingresso del palazzo milanese e prosegue nel giardino interno, dove la bellezza della natura dialoga con le collezioni outdoor del brand, prodotte e distribuite da Luxury Living Group. Il verde si estende fino al terrazzo del quarto piano, entrando progressivamente negli interni e culminando in una scenografia mozzafiato, perfetta cornice per la presentazione delle nuove collezioni di arredi e accessori. La nuova collezione prosegue il percorso di ricerca e innovazione di Bentley Home attraverso una palette materica evoluta, capace di esaltare sia l’estetica sia l’esperienza tattile. Il legno, materiale simbolo del brand, viene proposto con nuove finiture opache a poro aperto che restituiscono una profondità sensoriale inedita. Debutta l’essenza Amaranth Frisé, una pregiata finitura in legno dal tono amaranto intenso, caratterizzata da sfumature rosso violacee che si intensificano nel tempo, conferendo eleganza e personalità all’ambiente. Il Louro Preto, con le sue venature marcate e i toni marrone profondo, arricchisce la selezione con un gioco di contrasti tra luce e ombra. Completa la proposta la nuova finitura Shadowgrain, un omaggio allo spirito visionario del design contemporaneo, che introduce pattern decisi e tonalità espressive, aggiungendo alla collezione una dimensione artistica dal forte impatto. La pietra continua a essere protagonista. Quest’anno, la selezione include il marmo Verde Belvedere, una pietra verde intensa dalle venature terrose e ricca di dettagli, che valorizza le superfici con naturale eleganza e profondità. Il nuovo Onice Ivory spazzolato offre invece un raffinato gioco di texture e trasparenze. Fa il suo ingresso anche il cashmere, utilizzato per la prima volta negli arredi Bentley Home, che arricchisce gli interni con una morbidezza esclusiva, donando una nuova dimensione di comfort. Con queste introduzioni, Bentley Home eleva l’esperienza dell’abitare, portando anche negli spazi più intimi della casa l’inconfondibile artigianalità e l’approccio progettuale su misura che definisce il marchio. Ogni pezzo è completamente personalizzabile, con finiture in pelle, legno o rivestimenti in cashmere, per un’estetica altamente sartoriale. Un livello di customizzazione che consente di creare ambienti unici, in cui materiali esclusivi esaltano allo stesso tempo comfort e raffinatezza.

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