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  • Lapalmaha rinventa lo spazio abitativo

    Per rendere più fluidi e conviviali gli spazi abitativi contemporanei, Lapalma ha ideato una collezione di arredi flessibili e dal design distintivo, dove il saper-fare del più alto artigianato incontra l’efficienza dell’industria. Dal 7 all'11 Febbraio, in occasione della Stockholm Furniture Fair, l’azienda la presenta raccontando spazi di vita che abitiamo ogni giorno. Spazi dove ogni giorno lavoriamo, incontriamo gli altri, passiamo il nostro tempo. Ambienti ibridi sapientemente divisi dalla versatile e funzionale libreria JAZZ di Giuseppe Bavuso, perfetta per delimitare un’area senza togliere respiro agli spazi. In Fiera, insieme ai prodotti ormai divenuti iconici di Lapalma – come i sistemi seduta ADD e PLUS disegnati da Francesco Rota – e ad una selezione di tavoli, sgabelli e accessori tratti dall’ampissima collezione, l’azienda porta alcune recentissime proposte che coniugano l’anima nordica al design made in Italy. KISAT, firmata da Hee Welling, rivisita in chiave contemporanea la classica school chair. La poltroncina SEELA di Antti Kotilainen viene presentata nella nuova variante a pozzetto, più avvolgente e confortevole. Infine, la poltrona lounge Wing Tip disegnata da Anderssen & Voll, straordinariamente originale nel disegno e confortevole nell’abbraccio, dà il benvenuto al pubblico presente in Fiera, pronta a regalare un momento di puro relax.

  • GIORGIO ARMANI, L’ABITO MORBIDO PER L’UOMO GENTILE

    TESSUTI MOLTO MORBIDI, SILHOUETTE FLUIDA, IN SENSO DI VESTIRSI PER RENDERE SE STESSI PIÙ BELLI: L’UOMO DI ARMANI USA LE MORBIDEZZE PER RISCRIVERE ANCORA UNA VOLTA LE REGOLE DELLA FORMALITÀ BORGHESE. Si parla di materie, di atmosfere, di lavorazioni, di dolcezza, di calma e di gentilezza: se c’è un vestito che riassuma la collezione Uomo autunno inverno 2023-24 di Giorgio Armani è un completo di lana bouclé. Anzi no: è quell’altro completo di lana jacquard in cui il pied-de-poule cerca di nascondersi nel colore di base. Sono richiami, ma più al pensiero di vestirsi per rendere belli se stessi che a un senso di eleganza stereotipata. Qui da Giorgio Armani di stereotipato non c’è nulla. C’è la voglia di sorprendere pur restando nella comfort zone del vestito disegnato bene, cucito meglio, confezionato alla perfezione. È un senso estetico che appare immutabile perché ha raggiunto il livello della «classicità», come succede ai romanzi. «L’idea arriva da alcuni atri dei palazzi storici milanesi, tutti in marmo e con un senso di architettura severo. Ma dagli atri in tutta Milano si possono vedere giardini lussureggianti, verdi, con i fiori: è un mondo nascosto che riserva sempre qualche sorpresa» dice Armani dopo la sfilata che ha messo in scena uomini «di una bellezza imbarazzante» (lui la definisce così) che incedono in passerella con passo felpato, calmo ma sicuro. SMOKING E TUTE DA SCI Da questo atrio ricostruito nel teatrino di via Borgonuovo, il primo costruito da Armani e che da alcune stagioni ha ricominciato a usare anche per le sfilate della collezione Donna della linea Giorgio Armani, escono uomini vestiti con completi impeccabili in lana abbinati alla cravatta nera. Oppure con grandi parka in pelo ecologico, lunghi e maculati. Ma anche con completi in velluto panné con la giacca e i pantaloni cargo, con le giacche in velluto rosso rubino («tipico colore da intellettuale» dice Armani), ma anche con le tute da sci e altri capi di carattere sportivo. «Si perché non è che se un uomo abita in un palazzo con l’atrio di marmo esce di casa sempre vestito in smoking» precisa Giorgio Armani. E la ricerca di un modo di vestire che riscontri le esigenze di una vita che non si svolge più camminando «con le carrozze e i cavalli» arriva anche dalle giacche doppio petto che hanno un cappuccio in nylon attaccato sul bavero come se fosse una felpa, della quale comunque mutua la funzionalità «Non si è conservatori se ci si veste bene: se ti siedi a un tavolo importante devi essere vestito bene. Per essere conservatori occorre molto di più: ma quel sentimento non mi appartiene». Certo, ammette Armani che costruisce un finale mandando in passerella coppie uomo+donna in abiti da sera, mettere in scena una presunta normalità rassicura tutti… «un uomo e una donna che si amano è una realtà che piace a tutti, poi ci sono le trasgressioni e le varianti, che vanno bene naturalmente, ma sono ancora giudicate trasgressioni». Un po’ come succede alla moda maschile di Giorgio Armani che, diventata un classico per uomini di ogni ambiente culturale, viene ritenuta un po’ trasgressiva perché non riesce a sembrare conservatrice neppure quando si mostra un derivato della formalità borghese. Ma questo capita a chi ha la fama di saper ricrivere le regole.

  • ONIRO Group: Voce al Sogno con Alessandro Baricco.

    Interprete della relazione fra sogni, prodotti, mercato e società, ONIRO Group è chiamato a interrogarsi sulla costante evoluzione dei desideri e dei linguaggi e ad esprimere la sua capacità di visione e costruzione di mondi possibili. Per esplorare nuove possibilità, anche in ambiti apparentemente lontani, ONIRO Group diventa ambasciatore di un progetto virtuoso e lungimirante, che ha l’obiettivo strategico di rendere la sua ricerca non solo linfa vitale dei processi di ideazione e creazione, ma contributo alla società. ONIRO Lab è il luogo in cui la capacità di ONIRO Group di comprendere e generare sogni trova la sua migliore espressione. È relazione, scambio intellettuale, dialogo trasversale tra epoche, stili e culture diverse. È produzione non di cose, ma di conoscenze, emozioni e narrazioni. Ciascun progetto è un’occasione per andare oltre, per esplorare e indagare esperienze significative: l’opportunità unica di generare cultura ed espandere i propri confini. ONIRO Lab è guidato dallo studio CTRLZAK, scelto per il suo approccio interdisciplinare e di attenta ricerca in diversi campi creativi. Seguendo l’ispirazione che ha dato al Gruppo il suo nuovo nome, il tema del sogno è il fil rouge che lega tutti i progetti ONIRO Lab. Oniro è infatti il nome del dio greco che del sogno è la personificazione, tramite fra il volere divino e gli uomini, figlio della notte e del sonno. Il mondo dei sogni – che siano ad occhi aperti o chiusi – diventa per ONIRO Lab il punto di partenza per creare una cultura del vivere sempre più consapevole. Il primo progetto firmato ONIRO Lab è la Biblioteca del Sogno, la prima raccolta in Italia interamente dedicata alla dimensione onirica declinata in ambito letterario, artistico, scientifico e oltre. Per inaugurare il progetto, in occasione della Milan Design Week 2022, un’installazione site-specific è stata collocata di fronte allo showroom milanese del Gruppo. Nello spazio attiguo al negozio, al riparo del porticato, i sogni e le parole utilizzate per raccontarli hanno preso vita: citazioni letterarie, tratte dai volumi selezionati, hanno scandito i passi dei visitatori, immergendoli in un’atmosfera onirica e invitandoli a riflettere sul significato dei sogni nelle loro diverse forme. La collezione, in continua espansione, comprende diverse categorie di libri, per raccontare il mondo onirico sotto molteplici prospettive. I classici della psicologia di Freud e Jung incontrano le moderne teorie neuroscientifiche, mentre opere in prosa e in poesia raccontano di sogni notturni e diurni. Non mancano nemmeno graphic novel e fumetti, oltre a libri dedicati ad artisti, fotografi e designer che si sono ispirati proprio al mondo dei sogni per le loro opere. Cinque piccole sezioni della biblioteca raccontano inoltre i cinque brand del Gruppo, interpretati come altrettante espressioni del sogno: sogno della memoria (Jumbo Collection), sogno erotico (Roberto Cavalli Home Interiors), sogno esotico (ETRO Home Interiors), sogno metropolitano (Gianfranco Ferré Home) e sogno cosmico (JCP Universe). La Biblioteca del Sogno è liberamente consultabile nello showroom milanese di ONIRO Group, in via Hoepli 8. Negli headquarters dell’azienda, ONIRO Lab ha invece creato Dreamwall, un’installazione che vuole mettere in evidenza i sogni di tutti coloro che fanno parte del Gruppo. Per realizzarla è stato chiesto ai dipendenti di scrivere e condividere in forma anonima il proprio sogno nel cassetto, grande o piccolo. Le frasi così raccolte hanno dato vita all’installazione, composta da diverse scritte che scorrono su schermi led a parete. L’opera si arricchirà sempre di più, grazie ai sogni di tutte le persone che entrano in contatto con ONIRO Group. Lo scopo è creare un progetto vivo, che racconti i sogni di diversi individui connessi da un legame lavorativo, entrando in una sfera più intima e generando uno scambio tra individuo e collettività. Un progetto che vuole far riflettere sul significato dei propri sogni ad occhi aperti e, al contempo, sulla diversità e similitudine di tutti noi

  • ENTRE AMISCollezione FW 23-24

    Il Brand nato nel 2010 si è sempre ispirato alla centennale tradizione, e si è imposto nel menswear internazionale grazie a vestibilità sartoriali e texture inedite, attestandosi come uno dei brand di riferimento del segmento “pantaloni uomo”. Entre Amis per la collezione FW 23-24 si presenta con uno stile essenziale, con pantaloni dalla foggia impeccabile, nella tradizione del marchio ma con la novità dei nuovi abbinamenti pronti a trasformarsi nei nuovi capi di culto della moda. Prodotta in Italia, a Napoli, la nuova collezione Entre Amis, che in questa stagione viene arricchita con l’introduzione di nuovi capi, è realizzata, secondo il principio dell’artigianalità che adotta le tecniche più antiche perché, filo conduttore sono sempre la tradizione sartoriale, la ricerca dei tessuti, la cura artigianale e l’attenzione ai dettagli. La collezione FW 23-24 vede l’ingresso di Ivan Tafuro per la direzione artistica, talentuoso designer indipendente di base a Milano che dopo diverse collaborazioni con prestigiosi brand italiani ed europei approda alla collezione Entre Amis per la capacità di riconoscere trend fondamentali e per il suo stile unico. La sua visione, grazie anche alle esperienze maturate, unisce quella più autentica, legata all’archivio vintage del guardaroba maschile, con quella del mondo sportswear e contemporary. La novità principale è la rivisitazione del completo maschile, che qui viene interpretato ispirandosi più ad uno stile “workwear” in un’estetica vintage, tipica delle vecchie uniformi. Il risultato è un dna unico infatti, per Ivan Tafuro l’obiettivo è «esprimere un’identità attraverso la moda», catturare le personalità e raccontarle con capi e abbinamenti reinterpretati così da diventare un nuovo modello di stile metropolitano. La collezione nasce quindi con l’idea di proporre un nuovo concetto di abito, composto da overshirt e pantalone, quest’ultimo realizzato in diversi modelli, nelle versioni wide e carrot fit con pinces. La collezione è studiata per essere indossata sia in versione coordinata, che lasciando anche al suo pubblico la possibilità di costruire un layering personale. La proposta dei tessuti combina sapori autentici ad immagini contemporanee, come il velluto 500 righe con uno speciale trattamento di tintura dripping in pezza e il denim black black con una stampa camouflage embossed dall’aspetto jacquard. Tra le novità, un armaturato con stampa flock e una resca tinto filo che ricorda i valori di un prodotto bespoke dal sapore antico. Tra le lavorazioni, di grande valore e rilievo, l’agugliatura degradè manuale usata per la realizzazione della overshirt, nella versione in denim black e quadro in lana. La color card, include i toni dell’off white, il navy blue, il black e il kaky, aggiungendo l’accento su due colori in particolare, che si riferiscono a Napoli, come il coccio e l’electric blue.

  • IED PROSEGUE CON IL PIANO DI SVILUPPO ED AMPLIA I PROPRI SPAZI A FIRENZE

    L’Istituto Europeo di Design prosegue con il piano di sviluppo e sceglie Palazzo Pucci N6 per l’ampliamento della sede IED Firenze. Parte integrante della storia della Città - simbolo nel mondo di una moda italiana di eccellenza - è il Palazzo dove nel 1947 il Marchese Emilio Pucci decide di stabilire l’headquarter con i laboratori e le sartorie per creare il suo marchio. Palazzo Pucci, residenza privata della Famiglia dal XV° secolo, oggi è sede di Emilio Pucci Heritage Hub, universo fatto di passione, creatività, tradizione e innovazione, italianità. Qui a marzo 2023 verranno inaugurati al primo piano i nuovi spazi IED Firenze, per permettere ai giovani designer di studiare e progettare in aule e laboratori che parlano di storia e patrimonio culturale, di made in Italy, di creatività e di maestranze. “Manteniamo alta l'attenzione verso gli studenti italiani per dotarli degli strumenti necessari a perseguire un futuro di successo ma, allo stesso tempo, puntiamo ad aumentare gli studenti internazionali che nel passato recente sono stati quattro volte più numerosi nella città di Firenze. IED vuole infatti intercettare il crescente numero di studenti che dall'Asia e dalle Americhe vengono a studiare in Europa” dichiara Francesco Gori, Amministratore Delegato del Gruppo IED. L’obiettivo primo del Gruppo IED resta quello di continuare a soddisfare le aspettative sempre più esigenti degli studenti italiani e creare nuove condizioni per accogliere flussi significativi internazionali. Firenze è un museo a cielo aperto, una città dove la contaminazione fra arte e moda è sempre più viva e poter compiere parte del proprio percorso formativo in un Palazzo storico, ancora abitato dalla Famiglia Pucci, offre una prospettiva unica: significa avere l’opportunità di osservare il passato per progettare il futuro, in una società che non pone limiti. Gli studenti di oggi sono cittadini dell’epoca contemporanea e le loro scelte anticipano la direzione che porterà a cambiamenti sociali e di evoluzione urbana. “Siamo felici di accogliere a Palazzo Pucci N6 studenti dello IED nelle sale che hanno ospitato l’azienda che mio padre ha fondato. Credo - infatti - che questi spazi abbiano un valore intrinseco in quanto lui stesso era solito dire “qui dentro si può creare solo qualcosa di bello” dichiara Laudomia Pucci, Presidente Emilio Pucci Heritage. “La bellezza architettonica di Palazzo Pucci è evidente, ma questo Palazzo nel cuore di Firenze è anche un luogo storico e di culto della moda italiana e internazionale. Studiare fashion design proprio dove Emilio Pucci creava i suoi capi sarà una grossa emozione per i nostri studenti. La moda così come la formazione ha bisogno di ritrovare la sua componente esperienziale e tornare ad emozionare” aggiunge Danilo Venturi, Direttore IED Firenze. Nel piano di sviluppo IED Firenze si inserisce anche la scelta di chiamare a Firenze i grandi nomi della moda internazionale per accompagnare gli studenti nel percorso di studi ed aiutarli a realizzare i loro potenziali in orizzonti più ampi, condividendo con loro le proprie competenze ed esperienze. L’occasione è data dal lancio dei nuovi Master Moda che, per la prima volta, prevedono il coinvolgimento nel ruolo di Mentor di professionisti stranieri e riguardano settori diversi: Danielle Kwateng, Executive Editor di Teen Vogue a New York e fondatrice del The Volta River; Elizabeth Bowring, Direttrice del settore Sfilate al Worth Global Style Network-WGSN di Londra; Theo Grassl, Membro dell’Executive board del Fashion Council e docente all’Università di Berlino e di Monaco; la imprenditrice, stilista, influencer e attrice Margherita Maccapani Missoni; Andrea Selvi, International Business Development & Buying Manager al Gruppo Yoox Net-A-Porter.

  • AIDA CARE : Vicini anche da lontano.

    Aida Care è la soluzione intelligente per vivere sicuri e con serenità la nostra vita. Pensata per persone anziane autosufficienti che vivono da sole, è un Sistema Integrato di Dispositivi e Sensori capaci di rilevare anomalie e trasmetterle ad una Centrale Operativa, disponibile H24 e che è in grado di intervenire all’istante. Un nuovo modo di ridefinire spazi e tempi, ma sicuri di avere al nostro fianco una protezione completa sia a favore della persona sola che del proprio caregiver. Il progetto AIDA CARE, unico in Italia rappresenta la nuova generazione di sistemi integrati con una centrale sempre attiva che consentiranno di vivere una vita senza ansie e lontano dalle preoccupazioni. Infatti potremo vivere più tranquilli perché avremo a disposizione operatori qualificati, medici e psicologi anche in video conferenza h24 e 7 giorni su 7, che potranno verificare qualsiasi problema o allarme riportando lo scenario alle condizioni ottimali. Gli operatori verificheranno in tempo reale l’allarme inviato automaticamente dai dispositivi installati nell’appartamento dell’anziano per determinare se si tratta di un falso allarme o di un problema facilmente risolvibile e, eventualmente anche con il supporto di un medico, provvederanno subito a tranquillizzare la persona anziana e riportare lo scenario alle condizioni ottimali. In caso di un vero allarme, invece, coordineranno lo Staff Medico e Soccorsi qualora fosse necessario un Intervento Tempestivo. E questo per il Caregiver significa molta più tranquillità quando non si può essere presenti. I dispositivi e i sensori di monitoraggio Aida Care, gestibili dal Caregiver o dall’assistito, comunicano tra loro grazie al gateway e al tablet in dotazione. Quali sono i dispostivi AIDA che servono a monitorare la salute della persona? Un Bracciale con un allarme cadute, un localizzatore GPS e un tasto SOS, utilizzabile senza wifi e fuori casa. Una Fascia Letto che rileva i battiti e la regolarità del respiro, in grado di capire se la persona è o meno a letto e dunque rilevare eventuali fonti di pericolo. Un Bottone SOS che può essere posizionato in punti strategici della casa e emette immediatamente un segnale d'allarme. I dispositivi indossabili sono pratici e molto utili ma possono non essere utilizzati dalla persona. Per questo è stato integrato nel Sistema di Protezione Aida Care un Set di monitoraggio, capace di attivarsi autonomamente se viene rilevato qualcosa che non va. In particolare si tratta di: Sensori Porta, ovvero dei sensori capaci di rilevare se una porta resta aperta in maniera anomala per troppo tempo. Sensore Movimento e Presenza: ovvero dei sensori capaci di rilevare il movimento in casa tramite infrarossi. Sensore Allagamento: un sensore che rileva la presenza di liquidi sul pavimento. Sensore Fumo: un sensore che rileva la presenza di fumo nell'ambiente mediante tecnologia laser. Sensore Monossido di Carbonio: un sensore che rileva tempestivamente la presenza di questo pericoloso gas nell'ambiente mediante tecnologia laser. Sensore Gas: un sensore che rileva la presenza di GAS nell'ambiente. Lampadina Smart: ovvero speciali lampadine intelligenti capaci di segnalare eventuali mal funzionamenti assicurando dunque una corretta illuminazione in aree sensibili della casa (come camera da letto e bagno) così da evitare che un imprevisto possa costringere l'assistito a muoversi al buio perché magari non si è accorto che la lampadina non funzioni. Prese Smart: ovvero speciali prese capaci di capire se il dispositivo ad esso connesse sta funzionando o meno ed in caso lanciare un allarme per avvisare del malfunzionamento. Risultano estremamente utili non soltanto per verificare il funzionamento di apparecchiature mediche magari in uso dall'assistito, ma anche per monitorare il corretto funzionamento ad esempio di frigoriferi o apparecchiature elettriche importanti. Quali sono i servizi di Aida Care? Un consulto medico h24: tramite il tablet AIDA l’anziano ha la possibilità di richiedere un consulto via telefono o in videochiamata e mettersi in contatto in pochi istanti con un medico generico in qualsiasi momento del giorno, anche di notte e nei week end. Su prenotazione è possibile anche effettuare una tele/ video visita con uno specialista come un Cardiologo/Geriatra. Un Controllo dello Stato di salute: grazie ad un sistema integrato, l’anziano ha la possibilità di misurare i propri parametri vitali, guardando semplicemente la fotocamera del tablet AIDA. Basteranno solamente 60 secondi, senza dover utilizzare alcun device! Un supporto psicologico: con un solo click è possibile inoltre parlare con la centrale operativa e organizzare una videovisita o televisita con uno psicologo per affrontare insieme qualsiasi tema si desideri. Family Coach: si tratta di un programma personalizzato studiato per fornire a chi si prende cura di un proprio caro, tutto il supporto specialistico e psicologico necessario a condurre con meno fatica l'impegno che ogni giorno prende incarico con enorme dedizione e sacrificio. ‘Un Amico per te’ pensato inizialmente come uno spazio in cui l’anziano potrà trovare per alcune ore al giorno qualcuno con cui chiacchierare e che nel 2023 si trasformerà in una vera e propria Community, con anche la possibilità di assistere tramite il Tablet Aida a dei webinar di gruppo guidati da professionisti. In Italia si registrano ritardi per accessi a prestazioni sanitarie anche urgenti per circa il 20%, con picchi del 24,8% nelle isole. Questo non sarà più un problema per i clienti di Aida Care grazie alla possibilità di poter accedere ad un Network a copertura Nazionale formato da Professionisti, Aziende, Strutture Sanitarie e Residenziali accuratamente selezionate per Elevati Standard di Qualità, Affidabilità, Professionalità e soprattutto Etica definiti da I.C.C.. Aida Care consente l'accesso facilitato a prestazioni sia di carattere sanitario che di servizi dedicati alla casa (fabbro, elettricista, ecc) e non, godendo di condizioni agevolate e con un notevole risparmio sia economico che di tempo.

  • Aston Martin: tra quattro ruote e real estate. A Tokyio un'abitazione da sogno

    Immaginate una villa con un garage, una palestra, sala cinema, spa e chi più ne ha più ne metta. Ha tutta l'aria di essere un sogno ma Aston Martin lo ha trasformato in realtà. A Tokyio infatti, la casa automobilistica dell'agente segreto al servizio di Sua Maestà, ha inaugurato la N°001 Minami Aoyama, la prima abitazione di lusso. Un'iniziativa frutto di una collaborazione tra il team di design di Gaydon e l'azienda nipponica Vibroa. I lavori del progetto dell'edificio che si articola in quattro piani, sono previsti entro la fine di novembre 2023, ma ad una cifra da capogiro e assolutamente non nota, la super villa ha già trovato un compratore che ha completato l'acquisto! Una mossa se non altro per rafforzare la sua già forte presenza nel mercato giapponese e incrementare quindi la domanda per i suoi bolidi. Il brand automobilistico britannico tuttavia non è nuovo al mondo del real estate e infatti ricordiamo benissimo il progetto Aston Martin Residence a Miami, un enorme complesso di 391 abitazioni che verrà invece ultimato nell'estate del 2023. Aston Martin è potenza, è bellezza, è lusso. Un brand in grado di regalare attraverso l'esperienza, emozioni senza tempo.

  • La delegazione dominicana a Palazzo Tursi per ricordare “Las mariposas”

    le rivoluzionarie sorelle Mirabel eccezionali donne latinoamericane... La delegazione dominicana a Palazzo Tursi per ricordare “Las mariposas”. Una conferenza magistrale a Palazzo Tursi per ricordare le rivoluzionarie sorelle Mirabel che combatterono la dittatura del dominicano Rafael Trujillo, con il nome di battaglia “Las Mariposas” (le farfalle). Questo pomeriggio il sindaco di Genova Marco Bucci ha accolto la delegazione dominicana a Palazzo Tursi, dove si è svolto un incontro per ripercorrere gli anni di una delle dittature latine più sanguinose dell’età contemporanea, sotto cui morirono circa 50.000 persone, tra oppositori politici, rivoltosi e vittime della propaganda anti-haitiana dell’epoca e premiare alcune donne latinoamericane che grazie alle loro capacità eccezionali hanno messo in risalto il ruolo delle donne latinoamericane in Italia. Nel salone di rappresentanza di palazzo Tursi, dopo l’Inno nazionale dominicano a cura di Tania Pimentel, sono intervenuti il sindaco di Genova Marco Bucci, l’Ambasciatore di RR.PP in Italia, Tony Raful, che ha ripercorso la storia delle “Sorelle Mirabal”; l’Ambasciatore Dominicano presso la FAO, Mario Arevalo Caamaño; il Console Dominicano a Genova Nelson Carela; il Vice Ministro agli Esteri Carlos de la Mota. Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa Mirabal nacquero a Ojo de Agua, in provincia di Salcedo nella Repubblica Dominicana da una famiglia benestante; combatterono la dittatura del dominicano Rafael Trujillo (1930-1961), con il nome di battaglia “Las Mariposas”; il 25 novembre del 1960 Minerva e Maria Teresa decisero di far visita ai loro mariti detenuti in carcere. Patria, la sorella maggiore, le accompagnò. Le tre donne finirono in una imboscata degli agenti del servizio segreto militare; furono torturate e uccise.

  • LA NUOVA ERA ELETTRICA FIRMATA LOTUS.

    Lotus Eletre è il primo SUV elettrico della storia del marchio britannico, che può contare su una potenza di oltre 600 CV e capacità di ricarica rapida fino a 350 kW. Arriva ufficialmente il primo SUV elettrico sportivo della storia Lotus. Il suo nome è Lotus Eletre e appartiene alla categoria degli Hyper-SUV con oltre 600 CV, tecnologia a 800 V e ricarica rapida fino a 350 kW. L’Eletre è il primo di una nuova gamma di veicoli elettrici ad alte prestazioni ad essere costruito in un nuovissimo stabilimento di produzione all’avanguardia a Wuhan, in Cina. L’auto è stata “Born British, Raised Globally”, con un design guidato dal Regno Unito, supportato da un lavoro collaborativo con team in Cina, Svezia e Germania. Il design generale degli esterni e degli interni è stato curato da un team internazionale con sede presso il Lotus Tech Creative Center (LTCC) nel Warwickshire, nel Regno Unito. Nuovo Lotus Eletre SUV elettrico Il SUV elettrico Lotus Eletre è costruito su una nuovissima architettura di veicoli elettrici dedicati da 800 V con sistema di distribuzione dell’energia integrato ad alta tensione. Eletre è equipaggiato con una batteria da oltre 100 kWh che alimenta due motori elettrici, i quali sprigionano una potenza totale superiore ai 600 CV. Lo scatto è fulmineo e tipico di un’auto elettrica: 0-100 km/h sotto ai 3 secondi. L’autonomia supera i 600 km e, grazie alla ricarica rapida fino a 350 kW, può ripristinare 400 km in circa 20 minuti. Inoltre viene fornito con la capacità di serie di accettare una ricarica CA da 22 kW che, ove disponibile, riduce il tempo di connessione. Il pacco batteria piatto “stile skateboard” e i motori elettrici sono vicini al suolo per creare un baricentro basso e garantire prestazioni dinamiche eccezionali. L’elevata densità di energia del pacco batteria offre il miglior equilibrio possibile tra prestazioni e autonomia. Ci sono due motori elettrici, uno che aziona le ruote anteriori e un altro che aziona le ruote posteriori. Un sistema di azionamento elettrico tre in uno integra ogni motore con un controller e un riduttore. L’auto è dotata di quattro modalità di guida, che regolano lo sterzo, le impostazioni degli ammortizzatori, il gruppo propulsore e la risposta del pedale dell’acceleratore. Le modalità Range, Tour, Sport, Off-Road e Individual sono standard su tutte le versioni della vettura. Lotus Eletre caratteristiche esterni Il design della Lotus Eletre è stato guidato da Ben Payne. Un elemento distintivo del design è la sua “porosità”, il principio aerodinamico dell’aria che fluisce attraverso l’auto sotto, sopra e intorno ad essa. La porosità è stata al centro del design dell’Evija, è parte integrante dell’Emira e ha fornito una chiara ispirazione per l’Eletre. È più ovvia dove l’aria viene convogliata sotto il bordo d’attacco dell’auto, emergendo attraverso due prese d’aria nel cofano sopra. Nel frontale spiccano anche i gruppi ottici molto sottili e tecnici che ospitano le luci di marcia diurna e gli indicatori di direzione a scorrimento. Le lampade principali, disponibili con tecnologia Matrix per consentire un uso costante degli abbaglianti senza influire sul traffico in arrivo, sono alloggiate sotto, incassate e parzialmente nascoste. Il frontale integra anche un sensore LIDAR dispiegabile montato nella parte superiore del parabrezza. Tutti i componenti neri sono rifiniti in fibra di carbonio, mentre i pannelli della carrozzeria sono in alluminio. Il coperchio ad apertura elettrica per la porta di ricarica è montato nell’ala anteriore, così come i sensori LIDAR dispiegabili, uno su ciascun lato. Ogni specchietto retrovisore esterno è sostituito da un display ERMD (Electric Reverse Mirror Display), che ospita tre diverse telecamere: una per lo specchietto retrovisore, una seconda per aiutare a creare una vista a 360 gradi dell’auto dall’alto per facilitare il parcheggio e una terza che fa parte delle tecnologie di guida intelligente. Funziona in tandem con il sistema LIDAR di Eletre per fornire una capacità di guida autonoma. Spostandosi sul retro, la striscia luminosa a nastro a tutta larghezza raccoglie la linea caratteristica del profilo. Nella parte posteriore troviamo anche l’esclusivo spoiler del tetto diviso “fluttuante” in fibra di carbonio, una caratteristica di design ispirata agli sport motoristici che evoca le alette delle auto da corsa. Lotus Eletre abitacolo, dentro com’è? ll design tecnico e orientato alle prestazioni è visivamente leggero e utilizza materiali di altissima qualità. L’abitacolo ospita quattro sedili singoli ed è incentrato sul guidatore, con la console centrale alta è ispirato alla Lotus Emira ed Evija. La console centrale include un vassoio con ricarica wireless per telefoni cellulari, nonché due portabicchieri di diverse dimensioni che restano a filo con la superficie fino a quando non sono necessari. Nella fila posteriore si trova un touch-screen angolato da nove pollici per l’infotainment, con un vassoio di ricarica wireless al di sotto. Lotus Eletre infotainment e tecnologia L’infotainment nell’Eletre stabilisce nuovi standard nel mondo automobilistico ed è stato sviluppato in collaborazione tra il team di progettazione nel Warwickshire e il team di Lotus in Cina. Sotto il cruscotto una lama di luce attraversa l’abitacolo, alloggiata in un canale scanalato che si allarga a ciascuna estremità per creare le prese d’aria. Sebbene sembri fluttuare, la luce è più che decorativa e fa parte dell’interfaccia uomo-macchina (HMI). Cambia colore per comunicare con gli occupanti, ad esempio, se si riceve una telefonata, se la temperatura dell’abitacolo viene modificata o per riflettere lo stato di carica della batteria del veicolo. Sotto la luce c’è un “nastro di tecnologia” che fornisce informazioni agli occupanti dei sedili anteriori. Davanti al conducente, la tradizionale chiesuola del quadro strumenti è stata ridotta a una sottile striscia alta meno di 30 mm per comunicare informazioni chiave sul veicolo e sul viaggio. Si ripete sul lato passeggero, dove possono essere visualizzate diverse informazioni, ad esempio la selezione musicale o i punti di interesse nelle vicinanze. Tra i due c’è l’ultima tecnologia touch-screen OLED, un’interfaccia orizzontale da 15,1 pollici che fornisce l’accesso al sistema di infotainment avanzato dell’auto. Si ripiega automaticamente quando non è necessario. Le informazioni possono anche essere visualizzate al conducente tramite un display head-up con tecnologia di realtà aumentata (AR), che è di serie sull’auto. Mentre ogni elemento dell’Eletre può essere controllato digitalmente, alcuni controlli chiave sono duplicati con interruttori analogici. Gli ADAS del SUV elettrico Lotus Eletre Di prim’ordine anche i sistemi intelligenti di assistenza alla guida avanzati (ADAS) a bordo del SUV elettrico Lotus Eletre, molti dei quali sono progettati per essere a prova di futuro in modo che le nuove funzionalità possano essere abilitate tramite aggiornamenti Over The Air (OTA). Molti utilizzano il sistema LIDAR; i suoi sensori dispiegabili sono nascosti quando non sono necessari. Il sistema LIDAR significa che Eletre supporta la tecnologia di guida autonoma end-to-end ed è a prova di futuro per ulteriori sviluppi, realizzabili grazie all’hardware già integrato. Ulteriori funzionalità possono essere aggiunte tramite gli aggiornamenti del software OTA, come e quando consentito dalla regolamentazione del mercato locale. L’Eletre è disponibile con Intelligent Adaptive Cruise Control (ACC); Fronte di supporto per la mitigazione delle collisioni (CMSF); Informazioni sui segnali stradali (STI); Avviso porta aperta (DOW); Avviso di traffico trasversale posteriore (RCTA); Front Cross Traffic Alert (FCTA); Assistente al cambio di corsia (LCA); Rilevamento della presenza di bambini (CPD); Assistenza al mantenimento della corsia con avviso/prevenzione di deviazione dalla corsia (LKA+); freno di stazionamento di emergenza (PEB); Supporto per la mitigazione delle collisioni posteriore (CMSR); e chiamata di soccorso di emergenza (E-Call). Sono presenti punti di ancoraggio per seggiolini per bambini i-Size sui sedili posteriori fuoribordo. Lotus Eletre connessione 5G L’ultima tecnologia di connettività, inclusa la compatibilità 5G, fa parte del pacchetto Eletre. Ciò consente la connessione continua all’auto tramite l’app per smartphone, gli aggiornamenti software OTA e la possibilità di acquistare nuove funzionalità abilitate tramite software non appena diventano disponibili. Un’app per smartphone per i proprietari di Eletre includerà l’accesso a registri di guida, stato del veicolo e di carica, funzioni remote, servizi di localizzazione e una serie di altre funzionalità. SUV elettrico Lotus prezzi, quanto costa La Lotus Eletre è offerta nelle versioni Eletre, Eletre S ed Eletre R, con prezzi che partono da 98.490 euro. Eletre, Eletre S, che costano rispettivamente 98.490 e 124.090 euro, condividono lo stesso powertrain da 621 CV e 710 Nm, per uno 0-100 km/h da 4,5 secondi e una velocità massima di 258 km/h. La Eletre R top di gamma invece è disponibile da 154.890 euro e può contare su un powertrain più potente da 918 CV e 985 Nm di coppia. Tutte e tre le versioni condividono la capacità della batteria da 112 kWh.

  • Addio a Renato Balestra. Lo stilista lascia marchio e atelier a figlie e nipote

    Si è spento sabato sera in una clinica romana, dopo un breve ricovero. Saranno le figlie Federica e Fabiana insieme alla nipote Sofia a gestire il marchio e l’atelier di piazza Barberini a Roma. Si terranno martedì 29 novembre a Roma nella Chiesa di Santa Maria del Popolo i funerali di Renato Balestra, lo stilista decano dell’alta moda spentosi sabato sera in una clinica romana, all’età di 98 anni. Nel corso della sua lunga carriera ha vestito modelle, attrici, personalità e teste coronate di tutto il mondo. Triestino, nato in una famiglia di ingegneri e architetti, Balestra si avvicina al mondo della moda per caso, quando alcuni suoi amici inviano uno dei suoi bozzetti al Centro italiano della moda. Il suo talento emergerà subito e Balestra abbandonerà gli studi di ingegneria. Dopo l’apprendistato nell’atelier di Jole Veneziani, nel 1954 si trasferisce a Roma, dove lavora per Emilio Schubert, Maria Antonelli e le Sorelle Fontana. Restano nella storia i costumi disegnati per attrici come come Ava Gardner, Gina Lollobrigida e Sophia Loren. Nel 1958 presenta le sue collezioni negli Usa e anche qui conquista dive come Liz Taylor e Claudia Cardinale. Il primo atelier nasce a Roma in via Gregoriana 36 nel 1959 e nel 1961 presenta la sua prima collezione d’alta moda nella Galleria nazionale d’Arte Moderna. È di questi anni il Blu Balestra: un blu brillante che ancora oggi è il simbolo della casa di moda. A fine anni ’60 il brand viene distribuito in diverse parti del mondo e i suoi vestiti saranno indossati da first lady, principesse e imperatrici. Nel 1978 arriva il profumo Balestra e a seguire altri prodotti. E non fa mancare i suoi abiti al teatro, tanto che disegnerà tra gli altri i costumi per “Così è se vi pare” diretto da Franco Zeffirelli e la Cenerentola di Rossini e per il musical Cinderella. Balestra è stato anche il primo stilista ad affacciarsi al mondo della tv: nel 1998 il programma Rosa&Chic su Rai2. Il suo archivio è stato dichiarato dal Mibac “di interesse storico particolarmente importante” nel 2019. Comprende documentazione prodotta dalla metà degli anni Cinquanta fino ai giorni nostri, ed è composto da oltre 40.000 bozzetti e disegni, abiti e lavorazioni sartoriali, rassegna stampa e fotografie.

  • "Per Amore" la nuova biografia firmata Giorgio Armani.

    Nuova biografia di ‘Re Giorgio’ in uscita, da domani 22 novembre 2022 , per Rizzoli. Una pubblicazione che nasce dal libro illustrato pubblicato nel 2015 dalla stessa casa editrice, ora arricchito da nuovi spunti e riflessioni dello stilista piacentino. Giorgio Armani parla delle sue origini (“Sono nato l’11 luglio del 1934, a Piacenza, una città di duemila anni e più, sulle rive del Po”) e dei suoi inizi a Milano, che lo hanno portato a fondare un impero. Tanto spazio agli affetti, dalla sua famiglia a chi ne sostenuto la crescita professionale; un “racconto di vita” che Armani ha voluto condividere con sincerità e senza l’ostentazione che oggi rilanciano i social. Perché, come scrive lo stilista rubando una citazione di Kandinskij, “Sono come un pezzo di ghiaccio entro cui brucia una fiamma”.

  • Fall un film pieno di vertigini....

    Dopo gli attentati e le rapine dei precedenti action thriller Final Score e Heist, Fall, il nuovo film di Scott Mann, ci invita a “guardare in alto, soltanto in alto”. Guardare prima alle montagne rocciose e alla scomparsa di Dan (Mason Gooding), caduto durante un’uscita di arrampicata insieme alla fidanzata Becky (Grace Caroline Currey) e all’amica Shiloh Hunter (Virginia Gardner). Quindi alzare lo sguardo in direzione di una torre di trasmissione alta più di 700 metri, dalla cui cima le due sopravvissute vorrebbero spargere le ceneri dell’amante e amico defunto per rendergli omaggio. Una scalata da brivido nel bel mezzo del nulla, destinata a trasformarsi in un incubo votato alla sopravvivenza. Fall è un’opera dall’eco pirandelliana, costantemente in cerca d’autore. Scott Mann guarda in alto, soltanto in alto, forse troppo in alto, dimenticando di curare a dovere le fondamenta di un film che non manca di ambizione, bensì di consapevolezza. Vorrebbe richiamare la saga di Mission: Impossible – in apertura il personaggio di Dan nomina Ethan Hunt e le due attrici protagoniste fanno persino da stuntman di loro stesse – ma manca del fascino dell’icona Cruise e di una scrittura solida e coinvolgente. Potrebbe inserirsi nel filone dei survival movie alla 127 ore, ma scarseggia di intuizioni e di una calibrata introspezione psicologica in grado di elevare personaggi che, purtroppo, rimangono figurine, silhouette prive di spessore ritratte dal regista nella cornice di un tramonto. Presentato al pubblico come “un’esperienza adrenalinica da vivere solo al cinema“, funziona nei brevi intervalli di minutaggio in cui sceglie di giocare con se stesso – durante la scalata Becky, nel tentativo di sciogliere la tensione, canticchia “giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra” – e abbracciare, per dirla alla Scorsese, la dimensione più congeniale del “parco divertimenti”. Brividi e vertigini, tuttavia, lasciano sovente il posto a riflessioni moraleggianti sulla caducità dell’esistenza che, pur sforzandosi di elevare il tono del film, conducono invece la già fragile e traballante struttura del prodotto a collassare su se stessa. E lo spettatore si ritrova solo, disorientato, bloccato nel bel mezzo del nulla con un binocolo in mano, ad osservare in lontananza ciò che il film, svestito degli eccessivi drammi e dei gratuiti colpi di scena, sarebbe forse potuto essere.

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