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- "Promenade della Moda": Il trionfo dell’eleganza alla Milano Fashion Week
Nel cuore pulsante di Milano, durante la leggendaria Milano Fashion Week, la moda ha trovato ancora una volta la sua dimensione più autentica e profonda. Il 1° marzo 2026, tra le suggestive mura di La Stamperia, l’ottava edizione di Promenade della Moda ha dato vita a qualcosa che va ben oltre una semplice sfilata: un’esperienza sensoriale, culturale ed emotiva. Photo Credit by Damiano Colle Qui, la moda non si limita a vestirci. Ci racconta. Fin dal primo istante, gli ospiti sono stati avvolti in un’atmosfera vibrante, dove ogni dettaglio era studiato per evocare emozione: il suono dei tessuti che si sfiorano, i riflessi della luce sulle superfici preziose, il ritmo quasi ipnotico della passerella. La “Welcome Experience” ha aperto le porte a un viaggio multisensoriale tra gusto e percezione, preparando il pubblico a ciò che sarebbe stato un susseguirsi di visioni. Ma è quando si accendono i riflettori che la magia prende forma. Ad inaugurare la passerella, lo stilista italiano Luca Hettner, che con la sua capsule collection “The Warriors” ha trasportato il pubblico in un universo potente e simbolico. La sua donna è combattente e visionaria, sospesa tra suggestioni apocalittiche e richiami storici, tra forza e spiritualità. Ogni capo è un racconto cucito addosso, un equilibrio tra armatura e poesia. Accanto a lui, il talento internazionale ha dato voce a una pluralità di storie e culture. Larisa Muromets, con “Wild Style”, ha trasformato la natura in linguaggio sartoriale: animali, colori e texture diventano metafore di libertà e istinto. Nati Rudnitskaya ha invece celebrato la dualità femminile con “Wild Rose”, una collezione intensa, fatta di contrasti e passione. CRISANTA ha aperto un nuovo capitolo introducendo la sua prima linea uomo, mentre Tony Duier ha portato in passerella un progetto intimo e toccante, dove memoria e surrealismo si intrecciano in una narrazione profondamente personale. E poi OOFYA, con la sua Metamorfosi, ha trasformato il mito in abito, creando capi che parlano di trasformazione e identità. La Maison A.S.-FenikS ha unito teatro, musica e moda in una performance totale, mentre BOULAS ha riaffermato la sua estetica iconica fatta di corsetti e silhouette scolpite. Tra minimalismo e sensualità, anche İrem Ünsalan ha conquistato la scena con “Uccelli d’inverno”, una collezione che sussurra eleganza e forza con una delicatezza quasi eterea. E non è mancato lo sguardo architettonico e contemporaneo di KOVERKOT, ispirato al costruttivismo russo. A chiudere lo show, uno dei momenti più emozionanti: la passerella degli studenti dell’Istituto Apicio Colonna Gatti. Giovani talenti che, con dedizione e passione, hanno dimostrato che il futuro della moda è già qui—autentico, consapevole, straordinariamente vivo. “Promenade della Moda” si conferma così molto più di un evento: è un crocevia di culture, un laboratorio creativo, un luogo in cui l’arte prende forma e si muove. È un invito a guardare oltre il tessuto, oltre la tendenza, per scoprire il significato più profondo dell’espressione individuale. In un mondo che corre veloce, Milano si ferma—anche solo per un momento—per ricordarci che la moda, quella vera, è emozione che resta. Prima della sfilata il Direttore e il ragazzi di DJ Rimo anno scattato alcune immagini in merito al prima singolo ufficiale intitolato "Amore World"
- Andrea Della Rocca, la voce che connette storie: da Eboli al panorama internazionale tra interviste ed emozioni.
Andrea Della Rocca non è soltanto un nome emergente: è una voce che, passo dopo passo, sta imparando a farsi ascoltare ben oltre i confini della sua terra. Nato a Eboli nel 2000, ha trasformato una passione in un percorso concreto, costruito con determinazione, curiosità e una rara capacità di entrare in sintonia con le persone. Il suo viaggio nella comunicazione non è stato improvviso, ma frutto di una crescita costante. Dalle prime esperienze nelle radio locali fino alle collaborazioni con realtà come Web Radio Francesco e Radio Bussola 24, ogni tappa ha rappresentato un tassello fondamentale. Andrea non si è limitato a “fare esperienza”: ha imparato a raccontare, ad ascoltare, a creare connessioni autentiche. Il cuore del suo progetto è “A tu per tu”, il format di interviste su TvCircle, il blog diretto editorialmente da Simone Nuzzo. Qui, Andrea ha dato vita a uno spazio dove le conversazioni non sono mai superficiali, ma diventano momenti di incontro reale. Non è un caso che davanti al suo microfono si siano seduti nomi di grande rilievo, come Iva Zanicchi, Inger Nilsson, Ronn Moss, Katherine Kelly Lang e Gabriele Cirilli. Tra tutte, l’intervista a Inger Nilsson occupa un posto speciale. Non solo per il valore simbolico di incontrare il volto storico di “Pippi Calzelunghe”, ma per l’intensità umana di quel dialogo. Andrea stesso l’ha definita una “grande sorpresa”: un momento capace di superare il semplice scambio professionale per diventare esperienza personale. Oltre 80 interviste realizzate, collaborazioni internazionali con programmi come POPP DAPP e The Stage Door Show, apparizioni su reti come RAI: numeri che raccontano una crescita, ma non la esauriscono. Perché ciò che davvero distingue Andrea Della Rocca è il suo stile. Diretto, empatico, contemporaneo. Un linguaggio che parla alla sua generazione senza rinunciare alla profondità. In un panorama mediatico spesso veloce e dispersivo, Andrea sceglie di fermarsi sulle storie, sulle persone, sulle emozioni. Ed è proprio questa scelta a renderlo riconoscibile. Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: tra nuovi progetti, idee in sviluppo e opportunità in arrivo, Andrea Della Rocca non sta semplicemente inseguendo un sogno. Lo sta costruendo, giorno dopo giorno, intervista dopo intervista, con la consapevolezza che la comunicazione più potente nasce sempre da un incontro autentico.
- Choice Capital Group di Hatim Latifi si espande in Marocco con Marjane.
Il giovane imprenditore Latifi è attivo nel mondo del business online e dell’imprenditoria digitale; originario del Marocco, ha deciso di investire nella sua terra d’origine, portando la sua società a una espansione internazionale, mettendo in comunicazione e contatto Europa e Nord Africa ed espandendosi in Marocco con Marjane. Si tratta della più grande catena di ipermercati e supermercati del Paese e fa parte di Marjane Holding, uno dei principali gruppi della grande distribuzione in Marocco con 130 negozi in 30 città del Paese. Ha una struttura organizzativa moderna, con forte attenzione all’innovazione e all’esperienza del cliente, un gruppo che guarda al futuro e che vuole evolversi insieme ai partner strategici. La Choice Capital Group collabora direttamente con Marjane per la distribuzione in tutto il Paese di articoli e strategie che derivano dalla sua esperienza in Europa con oltre 3 società operative all'interno della Holding italiana. Hatim Latifi, che guida queste operazioni, opera nel settore e commerce, formazione e consulenza; ha aiutato imprenditori e aziende a crescere nel mondo online accompagnandoli nella vendita digitale e nello sviluppo di canali strutturati, dalla strategia alla gestione operativa. “Una parte importante del mio lavoro è quella dedicata all’imprenditoria giovanile; per me si intende come supporto pratico a chi vuole costruire un progetto reale, con competenze pratiche e visione di lungo periodo”-dice Hatim Latifi-“dopo anni nel digitale, ho capito che il futuro non è online contro offline, ma integrazione. Il retail fisico oggi ha bisogno di mentalità digitale, analisi dei dati, posizionamento e strategia. Stiamo portando in Marocco proprio questo know-how, un modello omnicanale dove esperienza, distribuzione e innovazione convivono. Vorrei coinvolgere giovani imprenditori che ho già conosciuto grazie al mio lavoro online, ma con un approccio molto chiaro, fatto di meritocrazia e competenze. Questo nuovo accordo di Choice Capital Group può diventare un’opportunità concreta per chi ha capacità, visione e disciplina. L’obiettivo è creare un ecosistema dove formazione, strategia e accesso al mercato si incontrano davvero. Il Mediterraneo non è un confine, è un ponte. L’Europa ha competenze, struttura e esperienza; il Nord Africa ha energia, crescita demografica e dinamismo imprenditoriale. Quando queste due realtà collaborano, si crea valore reale. Credo molto in una nuova generazione di partnership euro-africane basate su innovazione, formazione e sviluppo sostenibile”.
- DUCCIO FORZANO DEBUTTA IN TEATRO CON IL MONOLOGO AUTOBIOGRAFICO “COME ROCKY BALBOA”
Il celebre regista televisivo Duccio Forzano , noto al grande pubblico per eventi iconici come il Festival di Sanremo, Che tempo che fa e numerose produzioni televisive di successo, riapproda finalmente sul palcoscenico con il suo monologo autobiografico “Come Rocky Balboa” , tratto dal libro omonimo edito da Longanesi. Un debutto, per la stagione 2026, che sigilla un passaggio importante nella carriera di un autore che da anni racconta storie di altri, e che ora decide di raccontare la propria, in maniera diretta, sincera e coinvolgente. Lo spettacolo è un viaggio nella vita di Forzano, dall’infanzia alle prime fragilità personali, dalle sfide professionali alle risalite più sorprendenti, fino alla maturità artistica e personale. Sul palco, Duccio si mette completamente a nudo, trasformando le proprie esperienze in un racconto universale di resilienza, speranza e determinazione. La vita, spiega lo stesso regista, ha molte somiglianze con un ring: a volte si cade, a volte si viene messi KO, ma la forza di rialzarsi e combattere è ciò che definisce il proprio percorso. Protagonista unico sul palco , Forzano guida il pubblico attraverso i momenti più significativi della sua esistenza, intrecciando aneddoti personali con riflessioni sul lavoro, la creatività e la capacità di superare le difficoltà. Il suo approccio, definito come “Teatro in Relazione”, mira a creare un dialogo empatico tra interprete e spettatore: non si tratta semplicemente di assistere a una storia, ma di sentire quella storia propria, trovando punti di contatto con la propria vita e le proprie sfide quotidiane. “Salire su un palco è come entrare nel ring: ogni sfida della vita può diventare una vittoria se la affronti con coraggio e passione. Questo spettacolo non parla solo di me, ma di tutti coloro che hanno avuto paura, che hanno inciampato e che hanno deciso di rialzarsi. Voglio che il pubblico esca dal teatro con la convinzione che si può sempre ripartire, anche quando tutto sembra perduto”, afferma Duccio Forzano. Il debutto ufficiale dello spettacolo è previsto sabato 14 marzo 2026 al Teatro Sociale di Camogli , dove il pubblico potrà vivere in anteprima l’esperienza emotiva e coinvolgente di questo monologo unico. Lo spettacolo ha già incontrato il favore della critica e del pubblico nelle anteprime del 2025, tra cui l’appuntamento al Teatro Giacosa di Aosta, dove Forzano ha sperimentato la capacità della sua narrazione di toccare corde intime e universali. Tratto dal libro omonimo, Come Rocky Balboa rappresenta un ponte tra parola scritta e parola recitata: il romanzo racconta una vita di sfide, di cadute e di rinascite, mentre il monologo teatrale trasforma la narrazione in esperienza vissuta e condivisa, amplificando le emozioni e il contatto diretto con il pubblico. L’opera si configura così come un invito a riflettere sul proprio percorso personale, a confrontarsi con le fragilità, e a riconoscere la forza che ognuno possiede dentro di sé.
- IL CELEBRE MENTALISTA LUCA VOLPE RIVELA I SEGRETI DELLA MENTE SUBCONSCIA PER DOMINARE LA PERFORMANCE CON "FOCUS 100"
Un programma rivoluzionario di 100 giorni che trasforma la produttività in un sistema di precisione infallibile. Luca Volpe, unanimemente riconosciuto come il più famoso mentalista italiano nel mondo e pluripremiato esperto di discipline cognitive, annuncia l’uscita del suo nuovo libro: FOCUS 100. Lontano dai classici manuali di self-help basati su una motivazione passeggera, FOCUS 100 è un protocollo tattico di 100 giorni progettato per riprogrammare il mindset. Attingendo a oltre trent'anni di esperienza internazionale nel mentalismo e nella Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) , Volpe svela i meccanismi cognitivi utilizzati dalle menti più performanti per eliminare le distrazioni e comandare l'attenzione. Il libro guida il lettore attraverso un percorso strutturato in dieci blocchi progressivi, che vanno dalla creazione di solide fondamenta mentali fino alla padronanza totale e all'integrazione inconscia delle nuove abitudini di successo. "Un mentalista non spera che la sua previsione sia corretta: la garantisce eliminando ogni variabile fino alla certezza del risultato" spiega Volpe. "L’obiettivo di FOCUS 100 è applicare questo standard rigoroso alla performance quotidiana, sostituendo l’incertezza con sistemi automatici come il Contratto Mentale, l’Ancoraggio dello Stato di Picco e il protocollo Anti-Distrazione, che permettono di produrre risultati eccellenti su comando". FOCUS 100 è ordinabile da oggi in tutte le principali librerie e disponibile sui maggiori store online, incluso Amazon. Il programma è pensato per un pubblico generale o è rivolto a professionisti di determinati settori? Risposta:Il programma è strutturato per chiunque voglia eliminare la procrastinazione e sbloccare il proprio genio interiore, rendendo l'esecuzione una risposta automatica. Se dovesse riassumere FOCUS 100 in una frase per il lettore indeciso, quale sarebbe? "Il manuale tecnico per chi ha deciso di smettere di provare e ha finalmente scelto di eseguire"-dice Volpe Qual è la pratica quotidiana più semplice che consiglierebbe a chi legge ora per iniziare subito a vedere risultati? "Individuare il proprio MIT (Minimum Important Task): scegliere l'unica cosa che, se fatta, renderebbe la giornata un successo indiscutibile e affrontarla subito attraverso un'azione iniziale di meno di 5 minuti per annullare ogni attrito". In che modo la sua formazione in mentalismo si intreccia con la consulenza aziendale e con la formazione di team di grandi aziende come Amazon o BMW? "Come mentalista e speaker motivazionale,intreccio tecniche di linguaggio del corpo, persuasione e motivazione per fornire strumenti pratici che migliorano la comunicazione e la performance in contesti aziendali di alto livello". L'Autore Luca Volpe è considerato il mentalista italiano più famoso e richiesto a livello mondiale. È stato insignito del prestigioso David Lederman Award per la creatività nel mentalismo ed è membro del prestigioso The Magic Circle di Londra con il titolo di M.I.M.C. Gold Star, un onore riservato a meno di 200 artisti al mondo. Master Practitioner di PNL e autore di successo, Volpe è speaker motivazionale e consulente per grandi aziende multinazionali come Amazon, BMW, LinkedIn e Qatar Airways, integrando le tecniche del mentalismo con la comunicazione persuasiva aziendale per migliorare le performance dei team. Sito ufficiale: www.lucavolpe.com
- La Tigre della Malesia torna a ruggire: Monza celebra il mito di Sandokan
Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 gli spazi monumentali dell’Orangerie della Reggia di Monza accolgono “Sandokan. La Tigre ruggisce ancora” , una mostra immersiva che riporta in vita il mito creato da Emilio Salgari e che trasforma la visita in un vero viaggio tra avventura, storia e immaginazione. Photo credits by Damiano Colle Curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni e prodotta da Vertigo Syndrome, l’esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora che conduce il pubblico nel Sud-est asiatico ottocentesco così come lo scrittore veronese lo immaginò nei suoi romanzi: un universo di giungle misteriose, pirati, tigri e battaglie navali che continua a far sognare generazioni di lettori e spettatori. La mostra nasce dal desiderio di riaccendere la passione per uno dei personaggi più iconici della letteratura popolare: Sandokan, la leggendaria Tigre della Malesia, simbolo di ribellione, coraggio e libertà. Le sue avventure iniziarono il 16 ottobre 1883, quando il romanzo “La Tigre della Malesia” venne pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena , dando origine a un fenomeno culturale che da quasi centocinquant’anni attraversa libri, cinema, televisione e fumetti. Un mito che negli anni Settanta conquistò anche il piccolo schermo grazie allo sceneggiato RAI con Kabir Bedi, rimasto nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Entrare nella mostra significa compiere un viaggio multisensoriale: la giungla del Borneo prende vita tra suoni, luci e scenografie spettacolari; antiche mappe cercano di svelare il mistero dell’isola pirata di Mompracem; fotografie d’epoca, illustrazioni originali e tavole botaniche accompagnano il visitatore in quel “caos di vegetali” che Salgari descriveva con una potenza immaginifica capace di far sentire il ruggito delle tigri e il fragore delle tempeste tropicali. Non si tratta di una semplice esposizione ma di un racconto immersivo che fonde fantasia letteraria e realtà storica, dove materiali autentici dialogano con scenografie e installazioni evocative. Tra i tesori più preziosi esposti per la prima volta al pubblico spicca la straordinaria collezione etnografica dei Dayak donata al re d’Italia Umberto I da Charles Brooke, discendente diretto del celebre James Brooke, figura storica realmente esistita che nei romanzi diventa l’antagonista di Sandokan. Lance tribali, kriss malesi, scudi rituali e trofei appartenuti a queste popolazioni note come “tagliatori di teste” vengono affiancati a costumi originali dello sceneggiato televisivo anni Settanta disegnati dal due volte premio Oscar Nino Novarese, insieme a oggetti di scena provenienti dal mondo del cinema e del teatro. Ogni reperto racconta una storia, ogni arma evoca una battaglia e ogni ornamento sussurra il fascino di quell’Oriente misterioso che Salgari seppe descrivere senza averlo mai visitato. Una parte centrale del percorso è dedicata ai personaggi immortali dell’epopea salgariana: accanto alla Tigre della Malesia emergono figure amate dal pubblico come Yanez de Gomera, l’ironico e fedele compagno d’avventure, la coraggiosa Marianna Guillonk, e l’eroico Tremal-Naik, insieme alla variopinta confraternita dei Tigrotti. Illustrazioni, fumetti e materiali cinematografici mostrano come questi protagonisti abbiano attraversato epoche e linguaggi diventando archetipi universali dell’avventura e della lealtà. Il percorso affronta anche i temi storici e politici che attraversano l’opera di Salgari, primo tra tutti il colonialismo. Attraverso documenti e testimonianze viene raccontato il conflitto tra dominio e resistenza che anima le avventure di Sandokan, principe esiliato che combatte contro l’impero britannico in difesa del proprio popolo. In un’epoca dominata da supereroi e saghe fantasy, la sua figura appare sorprendentemente moderna: un eroe romantico e anti-coloniale che lotta per l’autodeterminazione e la libertà. Nelle ultime sale emerge il ritratto umano e drammatico di Emilio Salgari: uno scrittore amatissimo dal pubblico ma sfruttato da un sistema editoriale che lo costrinse a una produzione incessante. La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo prima del suicidio nel 1911 diventa il simbolo struggente di una vita divisa tra immaginazione sconfinata e difficoltà reali. Eppure proprio grazie a quella penna nacquero mondi che hanno formato l’immaginario di milioni di lettori e che ancora oggi continuano a vivere attraverso il cinema, la televisione e il fumetto, con artisti come Hugo Pratt e illustratori come Alberto Della Valle che ne hanno reinterpretato l’epopea. L’inaugurazione della mostra è stata un momento particolarmente partecipato e carico di entusiasmo, con la presenza di numerose personalità del mondo culturale e artistico. Tra gli ospiti anche il direttore del magazine Sergio Ivan Roncoroni e l’attore egiziano di fama internazionale Khaled Elrashedi , che hanno voluto rendere omaggio con la loro presenza e supporto un mito capace di attraversare continenti e generazioni. “Soddisfatti o rimborsati”: è la promessa con cui Vertigo Syndrome accompagna questo progetto, un marchio di fabbrica che riflette la filosofia dei suoi fondatori Chiara Spinnato e Filippo Giunti, convinti che una mostra possa emozionare anche chi solitamente non frequenta i musei. Il loro obiettivo è chiaro: superare l’elitarismo delle esposizioni tradizionali e raccontare la cultura come un’esperienza viva, accessibile e coinvolgente. Così, tra ruggiti di tigri, tempeste tropicali e storie di pirati, la Tigre della Malesia torna a ruggire nel cuore della Lombardia. E mentre il visitatore attraversa sale che sembrano uscite da un romanzo d’avventura, diventa impossibile non ricordare le prime parole che aprivano il mito: «La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…». Oggi, quella tempesta è tornata davvero, e soffia tra le sale della Reggia di Monza, pronta a far rivivere l’avventura senza tempo di Sandokan.
- PHILIPP PLEIN FW26: quando il glamour incontra l’istinto selvaggio.
Durante la Settimana della Moda di Milano, PHILIPP PLEIN ha trasformato il suo celebre showroom in uno spazio scenografico e misterioso ribattezzato “The Vault”, un luogo che non è solo una location ma una vera esperienza immersiva. Qui prende vita la collezione Autunno/Inverno 2026, una celebrazione audace del lusso contemporaneo, capace di fondere spirito ribelle, glamour e desiderio di evasione. Presenti all'evento il Direttore Sergio Ivan Roncoroni e la Giornalista Francesca Lovatelli. Photo credits by Damiano Colle La nuova stagione firmata PHILIPP PLEIN racconta l’essenza delle vacanze invernali attraverso una visione sofisticata e spettacolare. Pellicce sintetiche sontuose, pelle elegante e silhouette scenografiche diventano i pilastri di una collezione che non teme di osare. L’estetica è fresca, energica e perfettamente bilanciata tra sartorialità maschile e femminile, creando un linguaggio stilistico coerente ma incredibilmente audace. La palette cromatica gioca con contrasti magnetici: look monocromatici dal fascino urbano si intrecciano con ricche tonalità gioiello e denim strutturati. Il risultato è una collezione che esalta la raffinatezza metropolitana della stagione, mantenendo sempre quell’inconfondibile spirito rock che da anni definisce l’universo creativo del brand. Ma la vera anima di questa collezione è il viaggio. PHILIPP PLEIN immagina una comunità globale di amanti del lusso in movimento: vacanze sotto il sole d’inverno tra foglie di palma e stampe leopardate, oppure momenti après-ski sulle piste più esclusive, avvolti in pellicce sintetiche e giacche da sci ultra-glamour. Ogni look racconta una destinazione, un momento, uno stile di vita. Il tema dell’“istinto animale” attraversa l’intera collezione con una raffinata interpretazione contemporanea. Stampe leopardate, texture in pelle e dettagli iconografici ispirati al mondo animale decorano i capi con equilibrio e carattere. Cappotti oversize leopardati convivono con miniabiti luminosi ispirati alla luce del sole invernale, creando un dialogo perfetto tra gioco e sofisticazione. Per il giorno, la collezione propone silhouette decise e tagli sartoriali impeccabili. Gli outfit vengono completati da stivali alti al ginocchio, modelli biker e cowboy che aggiungono personalità e forza. Le borse, declinate in tonalità morbide e raffinate, diventano il dettaglio che amplifica il fascino della stagione. La collezione maschile mantiene una forte identità classica ma con lo spirito ribelle tipico della maison. Giacche in pelle e shearling dominano la scena insieme a capi sartoriali in tonalità neutre, mentre accessori colorati introducono tocchi di energia contemporanea. Quando cala la sera, l’universo PHILIPP PLEIN si accende. Abiti scintillanti, minigonne affusolate e l’iconico taglio sartoriale della maison creano look seducenti e spettacolari. È un glamour dichiarato, potente, pensato per chi vive la moda come un’espressione di personalità e sicurezza. Più di una semplice collezione, Autunno/Inverno 2026 è una dichiarazione di stile e di lifestyle. È un invito a vestirsi per il momento che si vive, celebrando l’individualità e il piacere del lusso. Fondata 25 anni fa dallo stilista tedesco Philipp Plein, la maison è oggi uno dei più importanti marchi indipendenti del lusso internazionale. Con sede a Lugano e una rete globale di boutique e flagship nelle capitali della moda — da Milano a Parigi, da Dubai a Shanghai — il gruppo continua a espandere il suo universo creativo, che include anche i brand Billionaire e Plein Sport. Con questa collezione, PHILIPP PLEIN dimostra ancora una volta che il vero lusso non è solo ciò che si indossa, ma il modo in cui si vive ogni momento. Galleria fotografica:
- Sanremo 2026: il festival tra glamour, audacia e talento musicale
Sotto la conduzione di Carlo Conti, Sanremo 2026 ha confermato ancora una volta perché il Teatro Ariston resta il palcoscenico più iconico della musica italiana. Quest’anno, il teatro si è trasformato in un vero e proprio red carpet: ogni artista ha portato sul palco un abito che non era soltanto un capo, ma una vera storia di stile. Tra eleganza senza tempo, tocchi audaci e dettagli scintillanti, ogni look diventava parte dello spettacolo, un racconto visivo che completava la performance musicale. Dietro questa magia c’è un lavoro accurato e meticoloso. Ogni presenza scenica nasce da una progettazione estetica precisa: dai giovani talenti come LDA e AKA 7EVEN, vestiti da Ylenia Puglia con linee moderne, essenziali ma decise, agli artisti già affermati come Raf o l’eterna Patty Pravo, la cui immagine dialoga con la contemporaneità pur mantenendo la propria cifra stilistica. Ogni outfit, ogni dettaglio, ogni scelta di colore e accessorio ha lo scopo di trasmettere un’identità e una personalità. La sartorialità impeccabile di Luigi Bianchi Sartoria ha vestito Eddie Brock, mentre Samurai Jay ha portato sul palco uno streetwear urbano e contemporaneo firmato Antonio Pulvirenti , e Sayf e Serena Brancale hanno brillato in look glamour e sofisticati di Carlotta Aloisi . Sanremo non è mai stato solo un festival musicale: è un vero laboratorio creativo, dove musica, moda e performance si incontrano e si completano a vicenda. Dietro le quinte, stylist come Gaia Bonfiglio , che cura Mara Sattei e Tredicipietro, Michele Potenza e Stefano Guerrini , al lavoro su Luchè, Fulminacci e Francesco Renga, e Rebecca Baglini, che segue artisti come Malika Ayane e J-Ax, costruiscono immagini coerenti e potenti. Non mancano poi Francesca Piovano per Maria Antonietta e Colombre, Kristi Veliaj per Nayt, Simone Folco per l’icona Patty Pravo, Amina Elle e Valentina Davoli per Sal Da Vinci, Susanna Ausoni per Tommaso Paradiso e Bambole di Pezza, Francesco Bertolini per la direzione creativa di Arisa nella serata cover, Francesco Mauone per Chiello, e Lorenzo Oddo per Levante e Ditonellapiaga. A completare il panorama, Caterina Adele Michi per Enrico Nigiotti, Nicolò Grossi per Ermal Meta, che veste Trussardi, Jil Sander per il minimal di Fedez, e Ellen Mirck insieme a Marco Ferrari per gli eccentrici e scenici look di Elettra Lamborghini. Lo stile diventa così una dichiarazione, una firma scenica che non è mai un dettaglio ma parte essenziale della narrazione, trasformando ogni artista in un’icona del momento. Sul fronte musicale, il festival ha mostrato un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Al Fantasanremo vincono LDA e AKA 7EVEN con Poesie Clandestine, dimostrando come passione e dedizione possano ribaltare le aspettative. Sul palco principale, a trionfare è Sal Da Vinci con Per Sempre Si, confermando il suo talento e la capacità di emozionare generazioni diverse. Accanto a lui, giovani promesse e artisti emergenti hanno animato le serate, rafforzando il ruolo di Sanremo come incubatore generazionale, dove ogni nota diventa esperienza e ogni esibizione occasione di crescita. E già lo sguardo è al futuro: la 77ª edizione promette novità con Stefano De Martino alla conduzione e alla direzione artistica, affiancato da Fabrizio Ferraguzzo, uno dei talent scout più influenti, già artefice dei successi globali dei Måneskin. Sanremo 2026 dimostra ancora una volta la sua forza unica: celebrare la musica italiana senza mai rinunciare allo stile, trasformando ogni esibizione in evento, ogni outfit in messaggio, ogni nota in emozione. Tra glamour, audacia e talento, il festival continua a scrivere la storia, aprendo nuovi capitoli di creatività e spettacolo. Autore: Ferdinando Traversa. Link : https://commons.wikimedia.org/
- La carne è il nuovo lusso, Melanie Francesca, tra distopia e femminilità radicale
C'è stato un tempo nel quale il corpo era un destino. Oggi è un progetto. Lo miglioriamo, lo correggiamo, lo ottimizziamo. lo filtriamo sui social, lo potenziamo in palestra, lo modifichiamo con la medicina estetica e sogniamo, senza quasi accorgercene, microchip neurali e intelligenze aumentate. Ma se il vero lusso del futuro non fosse la perfezione artificiale? Se fosse semplicemente la carne? Con "La Carne dell'Eternità, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, che verrà presentato il 9 Marzo alla Libreria Bocca di Milano, alle ore 18:00, Melanie Francesca firma una distopia elegante e sensuale che entra nel grande dibattito sulla Singularity con una voce diversa: non tecnica, non ideologica, ma profondamente femminile. TRA SINGULARITY E DESIDERIO DI ETERNITA' La parola è ormai nel lessico globale: Singularity. L'idea-resa popolare dal futurista Ray Kurzweill, che uomo e macchina possano fondersi, superando i limiti biologici. Una promessa di longevità, di efficienza, di controllo. Anche studiosi come Ben Goertzel immaginano un futuro in cui l'intelligenza artificiale supererà quella umana. Melanie Francesca osserva questo scenario con fascino e inquietudine. "Viviamo in un'epoca di trasformazione radicale"-dice Melanie Francesca Ma nel suo romanzo accade qualcosa di imprevisto. Non sono solo gli esseri umani a voler diventare macchina. Sono gli spiriti a voler entrare nei robot. un'idea potente quasi nella sua couture nella sua originalità narrativa. HORUS E LA SUA DELUSIONE DELL'ACCIAIO Horus, antico spirito egiziano, si incarna nell'automa Caroline, convinto di ritrovare l'esperienza umana. Se i robot potranno avere emozioni, pensa, allora potranno anche sentire. Ma l'acciaio non vibra. La macchina reagisce, ma non desidera. Replica il gesto, ma non la passione. E qui il romanzo cambia tono. Diventa una dichiarazione d'amore per l'imperfezione. Per la pelle che arrossisce. per il battito accellerato, per la fragilità che nessun algoritmo può simulare. ALICIA, LA FEMMINILITA' CHE ATTRAVERSA I SECOLI Accanto a Horus c'è Alicia, vampira immortale nata nel Medioevo. Sensuale, magnetica, attraversa le epoche mantenendo un'anima arcaica, capace di sentire con intensità assoluta. In un mondo dominato dal cerebralismo , dalla performance, dalla razionalità estrema, Alicia è un atto di resistenza estetica ed emotiva. Non chiede di essere ottimizzata. Non vuole essere potenziata.Vu ole sentire. Ed è in questa tensione che il romanzo parla alle donne di oggi. In un tempo in cui viene chiesto di essere perfette, efficienti, controllate. La Carne dell'Eternità suggerisce un'altra forma di potere, quella della vulnerabilità consapevole. SCIAMANESIMO, INCONSCIO, ENERGIA Nel libro sopravvive una dimensione rituale e sciamanica, che dialoga idealmente con la tradizione evocata da Carlos Castaneda. Lo sciamano entra nei sogni, recupera il frammento d'anima perduto. Parla al cuore, non al cervello. E' esattamente ciò che fa Melanie Francesca con la sua scrittura visiva.No n spiega, evoca, non dimostra, coinvolge. Scrive come disegna, disegna come scrive, la linea diventa narrazione, la narrazione diventa esperienza. IL VERO PRIVILEGIO DEL FUTURO Forse il privilegio non sarà avere un corpo perfetto, am avere ancora n corpo che sente. In un'epoca che promette l'eternità attraverso la tecnologia, Melanie Francesca propone una visione più sottile , l'eternità passa dalla carne, non dall'acciaio.E mentre il mondo accellera verso l'ottimizzazione, La Carne dell'Eternità ci ricorda qualcosa di radicalmente chic: la pelle che vibra, oggi, è un atto di libertà.
- JASON DERULO AL JUSTME MILANO
Il 6 Marzo, il JustMe Milano ospiterà il famosissimo JASON DERULO per un esclusivo live show, un djset di questa vera e propria superstar della musica, re del pop mondiale. Sarà un evento esclusivo che unirà l’eleganza di una delle location più prestigiose di Milano con l’energia di un’icona da miliardi di stream, un evento dal carattere internazionale che proseguirà sino a tarda notte. Assistere alle perfomance di Derulo è una vera e propria esperienza, un mix perfetto di glamour e musica internazionale, che attirerà un pubblico di influencer, modelli e appassionati del clubbing d’eccellenza, per un venerdì imperdibile, fatto di pura energia. Ai piedi della storica Torre Branca, progettata da Giò Ponti e illuminata a festa in occasione di eventi speciali, sorge JUSTME Milano. Un mix di moda, lifestyle e elementi decorativi, in un'atmosfera che riflette l'anima di questo luogo combinando lusso, passione e un'identità forte nel cuore di Milano. Il locale si sviluppa su due piani: uno dedicato all’estivo con spazi esterni immersi in un giardino fiorito e uno all’invernale offrendo interni eleganti, moderni. Justme , opera dell’architetto Italo Rota, sfrutta certo la bellezza architettonica del luogo, inserendo elementi di design distintivi e unici, ma il garden estivo circondato da querce secolari nel Parco Sempione con tanto di piste da ballo e due aree VIP regala notti danzanti sotto le stelle. Dunque JUSTME offre accoglienza a tutto campo e si conferma pilastro della cultura notturna d’élite milanese e del divertimento, aperto tutto l’anno con ristoranti eleganti e feste memorabili in una location spettacolare. Gli eventi si svolgono in una struttura metallica dal design futurista, con una volta in cristallo trasparente che offre una visione prospettica della Torre Branca. Tutti elementi che lo rendono una delle mete preferite da celebrità, vip e modelle anche e non solo durante gli eventi più importanti della città, come la Settimana della moda, la Design Week o le Olimpiadi Milano Cortina. Il design viene rivisitato ogni anno nel ristorante con divani e poltroncine, cuscini decorati con foglie, ‘mise en place’ con piatti di design e tovaglie bianche.Club di lusso anche nella ristorazione di alto livello: ogni anno a Dicembre si prepara un ricco allestimento natalizio. Non mancano sushi, sashimi italian style e pizza gourmet. Completano il quadro: cocktail creativi, lista di esclusivi champagne e vini raffinati. E per finire alla consolle continuano ad alternarsi Dj e guest importanti a livello internazionale. Intrattenimento di altissimo livello, servizio impeccabile e cucina gourmet fusion, che spazia dalla tradizione italiana a proposte innovative dove ogni piatto è un’esperienza sensoriale unica, attraggono sia residenti locali che visitatori internazionali. “Portiamo avanti una tradizione di successo consolidata a Milano, Porto Cervo e anche sul Lago di Garda da ottobre 2025”-dicono i soci-“siamo un gruppo di imprenditori che si conoscono da anni e lavorano insieme da tantissimo tempo, in una Milano che da sempre conosce cambiamenti e sviluppi e nella quale siamo stati antesignani di tendenze ed eventi. Tra i nostri habituees ci sono tanti vip amici, come Paris Hilton, Irina Shayk, Rita Ora, che al JustMe possono trovare anche durante le loro serate massima discrezione, come i famosissimi dj’s Bob Sinclar, Steve Aoki. Da citare anche Jason De Rulo, Rick Cross, Afro Jack, marito di Elettra Lamborghini, Asher Angel, piloti della formula uno, calciatori” E aggiungono - “C’è grande selezione all’ingresso, attenzione al ‘dress code’ e sicurezza preparata e sempre presente all’interno del locale, queste alcune delle nostre caratteristiche” Perchè il lusso abita a JUSTME Milano.
- ANDERSEN FESTIVAL E PREMIO
DAL 4 AL 7 GIUGNO DUCCIO FORZANO RIPROPONE IL TEMA DEL TEMPO E LO DECLINA SUL PRESENTE. ALLA SCRITTRICE NADIA TERRANOVA LA PRESIDENZA DI GIURIA DEL PREMIO ANDERSEN Dalle canzoni alle favole, dalla Riviera dei Fiori a quella di Levante. Sanremo saluta il Festival e passa il testimone a Sestri Levante che anche quest’anno presenta a Casa Sanremo, nella Città dei Fiori, l’Andersen , uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati all’infanzia, alla narrazione e all’immaginazione. È il direttore artistico Duccio Forzano che annuncia le date della 29ª edizione dell’Andersen Festival. «Sarà dal 4 al 7 giugno - rivela Forzano che conferma il percorso avviato l’anno scorso quando ha accettato l’incarico della direzione artistica coadiuvato dall’attore Davide Paganini Stiamo lavorando proseguendo la riflessione sul tempo. Le fiabe sono senza tempo e il Festival 2026 sarà ancora una volta fantastico e visionario, capace di parlare a tutte le generazioni». E se l’anno scorso il Festival Andersen ha raccontato il passato , quest’anno si concentrerà sul Presente «inteso come esserci - precisa Duccio Forzano Essere davvero lì, con il corpo, con lo sguardo, con l’ascolto. In un tempo che corre e distrae, il Festival dedicato alle fiabe sceglie il Presente come atto di resistenza e di cura. Essere Presenti significa dare valore a ogni parola raccontata, a ogni gesto, a ogni silenzio». E le parole avranno un ruolo centrale: non ci sarebbe il Festival senza il Premio Andersen , giunto alla 59ª edizione , dedicato alle fiabe inedite a tema libero. Un appuntamento letterario-culturale che ha saputo coinvolgere negli anni migliaia di scrittori, giovani e meno giovani, provenienti da diverse parti del mondo. Chiunque può partecipare nelle varie categorie; c’è tempo fino al 10 marzo 2026 per partecipare; il bando è disponibile sul sito www.andersensestri.it . Gli elaborati saranno giudicati da una giuria di esperti presieduta quest'anno da Nadia Terranova , una delle voci più autorevoli del panorama letterario contemporaneo. La premiazione si terrà proprio nell’ambito del Festival Andersen. «La chiave di lettura che quest'anno ha scelto Duccio Forzano è estremamente attuale e si presta a interessanti riflessioni che sicuramente non mancheranno. La presenza di Nadia Terranova nella giuria del Premio Andersen, dimostra la qualità dell’iniziativa. Vi aspettiamo a Sestri Levante dal 4 al 7 giugno per vivere insieme nuove storie, nuovi sogni e nuove emozioni» è il commento del Sindaco di Sestri Levante Francesco Solinas . Luca Lombardi , assessore regionale al Turismo: “Il Premio Andersen con quasi sessant'anni di vita, è diventato uno degli eventi letterari più importanti d'Italia, lo dimostra il notevole aumento di partecipanti ai webinar formativi, +36% rispetto al 2025. Anche il Festival Andersen ha saputo imporsi tra gli eventi più significativi della Liguria per la sua capacità di attirare migliaia di visitatori per le vie della bellissima Sestri Levante e per le ripercussioni positive sul comparto turistico. Faccio quindi un grandissimo in bocca al lupo agli organizzatori per l'edizione 2026 in particolare a Duccio Forzano al secondo anno di direzione artistica del Festival Andersen e alla scrittrice Nadia Terranova presidente di giuria del Premio Andersen". Il Festival Andersen è un evento del Comune di Sestri Levante organizzato dalla sua società in house Mediaterraneo Servizi con il patrocinio e il contributo di Regione Liguria.
- ’AI A SANREMO, L’INTELLIGENZA COMPLEMENTARE® AL FESTIVAL: IL 5° ANNO DI UNA RIVOLUZIONE CREATIVA –
DIRETTA DA CASA SANREMO 2026 Nel salotto di StudioNews “Speciale Sanremo” in diretta da CasaSanremo, l’arte digitale non-probabilistica sfida l’algoritmo: il "braccio di ferro" tra la mente di Alessandro Castagna e l’AI . SANREMO – C’è un luogo, nel cuore pulsante della kermesse sanremese, dove l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere una minaccia per diventare un "partner di danza" imprevedibile. Per il quinto anno consecutivo , il salotto giornalistico di Studio News , all’interno di Casa Sanremo , si conferma il laboratorio d’eccellenza per le opere digitali che impreziosiscono la trasmissione ideata e condotta da Patrizia Barsotti . Non si tratta di semplici decorazioni tecnologiche, ma della manifestazione tangibile di un nuovo paradigma: l’ Intelligenza Complementare® , un concetto teorizzato e applicato da Alessandro Castagna che scardina la narrazione dell'AI come entità autonoma destinata a sostituire l’essere umano. Oltre il Calcolo: il Braccio di Ferro Creativo L’approccio di Castagna riposiziona la macchina nel suo ruolo più nobile: uno strumento di potente estensione della mente creativa. In questo ecosistema, l’AI non è un "pittore fantasma" o un compositore automatico, ma una cassa di risonanza per l’intuizione umana. Il processo, che ha dato vita a opere visive, installazioni concettuali e architetture musicali, si basa sul principio del "disorientamento volontario" . Poiché i modelli di AI sono macchine probabilistiche progettate per fornire risposte ovvie e rassicuranti, l’artista interviene per decostruirne la logica binaria. "L'arte non nasce dall'ovvietà, nasce dall'imprevisto. È un valzer in cui l'artista fa inciampare volutamente la sua partner digitale per vedere quale straordinario passo di danza inventerà per evitare la caduta." Il Supporto di AltroStile e la Visione di Patrizia Landini Questa evoluzione costante ha trovato una casa accogliente e attenta in Patrizia Landini , figura fondamentale che su AltroStile accoglie e promuove tutte le metamorfosi artistiche generate con l’Intelligenza Complementare®. Grazie a questa sinergia, le opere non rimangono confinate nel perimetro tecnologico, ma diventano linguaggio culturale, capaci di fondere la rapidità di calcolo generativo della macchina con l’irripetibile sensibilità dell’autore. Unicità e Simbiosi: l'Opera "Non-Probabilistica" Il risultato di questo lustro di sperimentazione a Sanremo è un corpus di opere profondamente "non-probabilistiche" , caratterizzate da: ● Unicità Assoluta: l’opera nasce nello spazio di "confusione" dove la rete neurale, messa in difficoltà da input paradossali, deve inventare una soluzione inedita. ● Simbiosi Autentica: il prodotto finale non è ottenibile sia dalla sola mente umana, sia dalla sola AI. È il frutto di un serrato braccio di ferro dove l'errore o “l'allucinazione” della macchina si trasformano in epifania artistica. Verso Nuovi Orizzonti Mentre le luci di Casa Sanremo illuminano il futuro della comunicazione, l'Intelligenza Complementare® di Alessandro Castagna, sostenuta dalla determinazione di Patrizia Barsotti e dalla sensibilità di Patrizia Landini, dimostra che la tecnologia non è la fine dell'arte, ma l'inizio di una nuova, complessa e meravigliosa forma di espressione umana. Il programma quest’anno anche in diretta su SportItalia con la co-conduzione della giornalista Ylenia Frezza, per raccontare il Festival dei Campioni e questa forte sinergia tra musica e sport. Ospite fissa del programma la produttrice e influencer musicale Numa Palmer , simbolo della Self-Empowerment Music, che offrirà una lettura profonda delle canzoni in gara, guidando il pubblico alla scoperta dei messaggi e delle emozioni che gli artisti trasmettono dal palco dell’Ariston. UFFICIO STAMPA: Riccardo Manfredelli riccardomanfredelli2@gmail.com 339/6002021












