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- Eleganza e artigianalità nel design contemporaneo: La nuova collezione disegnata da Matteo Nunziati per Turri.
Una collezione ispirata alla sapienza artigianale italiana, che parla il linguaggio del Made in Italy di Turri e che riesce a interpretare la cultura internazionale dell’abitare. Atelier, disegnata da Matteo Nunziati, crea un living straordinario che vuole raccontarsi nell’audacia del saper fare italiano e nella sperimentazione contemporanea. Per soddisfare le esigenze di un vivere quotidiano e per imparare a vivere questo “quotidiano”, pensando proprio a quell’ambiente della casa dove trascorriamo la maggior parte del tempo, Nunziati propone due novità che si potranno ammirare in anteprima al prossimo Salone del Mobile. Milano: un elegante divano e versatili coffee table. Il divano Atelier, con la sua struttura esterna e gli inserti in pelle, sottolinea l'ispirazione alla pelletteria italiana e alla moda, catturando l'attenzione grazie alla sua imbottitura in tessuto e promettendo comfort e stile con la sua ampia seduta. Accompagnando il divano, i coffee table Atelier si presentano come fedeli compagni, offrendo un solido supporto come piano di appoggio. Con una forma cilindrica e disponibili in diverse altezze, i tavolini hanno una struttura rivestita in pelle con l’applicazione di fibbie, che nell'eleganza della pelletteria italiana, riprende gli inserti del divano, mentre le finiture dettagliate richiamano la maestria sartoriale e la precisione degli accessori di alta moda, offrendo al contempo funzionalità e stile. I coffee table, inoltre, sono stati pensati con top in legno di noce, leggermente smussato verso l’interno, ricordando la morbidezza della moda contemporanea. Gli inserti in pelle sono stati scelti con cura non solo per il divano ma anche per i tavolini, diventando così un elemento distintivo e unificante dell'intera collezione. Incarnando il linguaggio proprio del Made in Italy di Turri e manifestando coraggiosamente l'eccellenza artigianale del marchio, questa collezione si dichiara immediatamente per la sua capacità di tradurre l'estetica e l'eleganza del mondo della moda nell'arredamento d'interni. Matteo Nunziati, come un abile conciatore, ha disegnato ogni dettaglio di questo spazio costruito sull’esperienza e la sartorialità del mondo Turri, trasformandolo in un’esperienza unica di eleganza senza compromessi. L'artigianalità italiana, cucita su misura, è evidente in ogni particolare, dalle finiture in pelle attentamente selezionate fino ai dettagli che definiscono il carattere distintivo di entrambe le proposte. Atelier prende in prestito le tendenze e gli elementi distintivi dell'alta moda, per creare dei pezzi unici e preziosi per la casa.
- Pesaro, la piccola città per una vacanza al mare.
Pesaro è la città della cultura italiana 2024. E’ uno dei capoluoghi di provincia delle Marche, la regione italiana dove i castelli medievali e le rocche rinascimentali sono sontuose e ben conservate. Ma c’è anche il mare Adriatico che qui si tinge di un limpido azzurro, come dalle parti della Riviera del Conero, vicino ad Ancona. Un aspetto particolare di Pesaro è avere un bellissimo lungomare, non larghissimo ma suggestivo, ombreggiato da tamerici con accanto tutti gli stabilimenti e le spiagge. La Piazza del Popolo è il centro della città con la bella fontana ricostruita nel 1960 sul modello di quella secentesca andata distrutta. Gli sfondi principali sono il Palazzo Ducale, con i bei saloni rinascimentali, recentemente aperto al pubblico con visite guidate, poi c’è il Palazzo Baviera, anch’esso rinascimentale e infine il novecentesco Palazzo Comunale e il Palazzo delle Poste che si fronteggiano. Altri 'Luoghi Storici' sono il vicino Palazzo Gradari e Il Museo Civico noto perché raccoglie testimonianze della famosa storica e collezionista Vittoria Mosca, cugina di Leopardi. Le feste e gli incontri culturali di Ulissefest si sono svolti proprio nella Piazza del Popolo, ampia e luminosa. Non si può non ammirare la piacevole accoglienza della popolazione che facilmente si adegua alle esigenze dei turisti, dando spiegazioni oltre il necessario e venendo incontro anche ai desideri della cucina. Da questo cuore della città si va verso il mare attraverso un piacevole viale alberato e si arriva alla Sfera grande o ‘la palla di Pomodoro’ come viene detta scherzosamente. E’ una copia dell’originale che si trova davanti al Ministero degli Esteri, la Farnesina, dalla fine degli anni Sessanta, dopo la presentazione all’Expo di Montreal, nel 1967. Sembra galleggiare con il suo 'interno' misterioso su un laghetto artificiale. Non bisogna dimenticare, prima di allontanarsi da Pesaro le belle scorribande tra i vigneti nelle vicinanze famosi per la produzione di ottimo vino. La palla di Arnaldo Pomodoro Gabriella Capone
- Le vetrine della Collezione Permanente al Mudec, Museo delle Culture a Milano
La vetrina è ciò che ci attrae maggiormente quando vogliamo comprare. Soprattutto oggi nella nostra civiltà dell’immagine. Ma è nel Museo che essa diventa più che mai necessaria per ‘raccogliere’, per mostrare’, per raccontare. Nel Museo delle Culture tutti i reperti sono un’attrazione indimenticabile sia per il loro aspetto sia per la curiosità che suscitano, specie i vestiti di altri tempi che possiamo paragonare e avere ispirazione per le le nostre vetrine moderne. Altri oggetti particolari provenienti da lontano o da mondi sconosciuti ‘espongono’ un ambiente sommerso e sconosciuto delle nostre città e anche mostrano problematiche sociali e politiche. L’etnografia che è racchiusa nella prima parte della Collezione Permanente è la manifestazione della storia di un popolo con il metodo della ricerca degli oggetti personali, delle usanze, dei riti e c'è anche la presenza dei reperti di animali vissuti in quel contesto geografico o ambientale. C'è la video istallazione del 'crocodile on a ceiling', è il coccodrillo visto in un filmato nel suo ambiente naturale, proiettato sul soffitto. La vetrina nella Mostra ‘Exposure. Arte, culture, moda dentro e fuori la vetrina’ è aperta dal 1° marzo 2024 all’8 settembre 2024, è una proposta di approfondimento tra ciò che si mostra spesso nella nostra vita di tutti i giorni o nel passato, e possiamo riflettere sui significati dei materiali o anche solo delle luci, degli angoli rimasti vuoti ma con un ricordo particolare (le antiche edicole votive, per esempio, molte volte svuotate o prive di fiori, che restano lì, vicino ad una strada, per la memoria di chi passa di lì). Mark Dion presenta in vetrina pezzetti di vetro e scarti di plastica, pur sempre realtà contemporanea, presi dragando i canali di Venezia, 'Riding Neptune's vault'. Anche Damien Hirst mostra 'Dead Ends' i mozziconi di sigaretta, curiosi scarti che fanno parte della vita contemporanea, soprattutto del secolo scorso. Ma l'ultima struttura non è una 'vetrina' ma un collegamento con la realtà vissuta, una breve presentazione di eventi con una scritta 'vissuta', fatta con il 'neon' (che ormai non esiste più). Si guarda agli eventi accaduti come gli spruzzi di vernice e cibo su opere d'arte e monumenti e ci si chiede se veramente devono avvenire disastri storici per capire il valore intrinseco di opere d'arte o della 'storia' di alcune popolazioni. Gabriella Capone
- Valentina Bissoli: La top model italiana conquista la terra degli Dei.
Valentina occhi scuri, capelli castano dorato, alta e con un corpo statuario. Una bellezza mediterranea da mozzare il fiato. Un sorriso incantevole, un animo gentile e una dolcezza fanciullesca, ma tosta e determinata. E in questa intervista scoprirete chi è Valentina Bissoli. Chi è Valentina Bissoli? Valentina è una ragazza come tante altre, che ha avuto molta fortuna e le occasioni giuste. Ho lavorato molto per arrivare a questo livello come modella, però serve anche la mano del destino. Molto sensibile, determinata, che vive giorno per giorno le proprie emozioni. Sto imparando a fluire con quello che sento. Sicuramente lavorando molto su me stessa ho imparato ad accettare le varie situazioni della vita ed accettarmi per quello che sono. A volte mi faccio troppi film mentali. La cosa che mi auguro fortemente è che le persone mi considerino non solo per quello che vedono esteriormente, ma per per quello che sono nella mia natura più intima. Mi piacerebbe inoltre essere un faro illuminante per tutte le ragazze che vorrebbero intraprendere una carriera nel mondo della moda. Cosa ti ha portato nel mondo della moda? E perché hai scelto questa strada? E' stata una strada che sicuramente ho cercato. Inizialmente era una forma di riscatto per superare la delusione della danza. Poi è diventata una vera e propria passione e ragione di vita. Il mondo della moda è un ambiente difficile e alle volte spietato, ma sicuramente affascinante. Mi ha portato ad essere quella che sono oggi, quindi probabilmente era scritto nel destino. Con quale personaggio, stilista ti piacerebbe collaborare? Tra tutti mi sarebbe piaciuto molto lavorare con Gianni Versace. In Grecia ti definiscono una delle donne più belle al mondo. Come ti fa sentire quest' affermazione? Sicuramente è stata una notizia che mi ha lusingata parecchio. Però come dico sempre la bellezza più importante è quella dell'anima che si riflette sul corpo. Poi queste affermazioni riguardano il mondo della moda, delle attrici e delle modelle. Nel mondo ci sono tantissime ragazze anche più belle di me, che però sono sconosciute. Qual' è stata la collaborazione che hai amato di più e perché? Yamamay tra tutti mi ha permesso di dare una svolta importante alla mia carriera nel mondo della moda. Dopo la campagna pubblicitaria "Sexy Innovation" firmata da Giovanni Gastel sono diventata a tutti gli effetti una Supermodel italiana. Hai varcato le più importanti passerelle, a quale ti senti più legata? Moncler. Fa sempre eventi da lasciare senza fiato! Bello essere parte di questo show con le più importanti star internazionali. Gestisci un blog: "Una vita da modella", ci vuoi raccontare quali argomenti tratta e a cosa ti sei ispirata quando hai deciso di crearlo? Durante il 2020 in pieno COVID, dovevo cercare un'alternativa lavorativa perché il mondo della moda era completamente fermo. Mi è stato proposto dal portale Luxgallery di scrivere da insider del mondo della moda. E così è stato. Parla del mondo della moda a 360 gradi. Auguro che possa essere essere un punto di riferimento per tutti i giovani che vogliono intraprendere un percorso professionale nella moda. Dal blog è anche nata (con l'aiuto di due avvocatesse) LAW4MODEL, che si impegna a difendere i diritti dei modelli. In più occasioni sei stata paragonata a Monica Bellucci, questo paragone ti inorgoglisce o ti provoca timore? Mi inorgoglisce senz'altro. E' un parallelismo che mi ha sempre fatto piacere, però ovviamente è un paragone un pò azzardato. Siamo due donne per certi versi simili, ma con le dovute differenze. Ognuno deve seguire il proprio percorso e non vivere di riflesso di un altro personaggio. Voglio che esca Valentina e la sua personalità. La bellezza per te quanto conta? E cosa è per te la bellezza? La bellezza mi ha permesso di fare il lavoro che faccio. Non voglio essere ipocrita. Ma solo con la bellezza( in un ambiente dove sono tutte bellissime), non si va da nessuna parte. Per fare la differenza serve carisma e personalità. Ovviamente mi prendo cura del mio corpo perché è il mio mezzo di lavoro. E' importante amare molto se stessi e piacersi. La parte del corpo che più ti piace e quella meno? La parte del corpo che mi piace sono le labbra, meno i piedi e le mani. A volte faccio a pugni anche con la mia pelle, però cerco di curarla. L'accessorio o il capo di abbigliamento che non deve mai mancare nel tuo armadio? Sicuramente gli orecchini nel mio outfit non possono mai mancare. In un uomo cosa ti affascina di più?Ultimamente ho un'attrazione per gli uomini sbagliati! Quindi non so onestamente in un uomo cosa mi affascini. La sicurezza in sé stessi e il sorriso. Progetti futuri? Mi piacerebbe aiutare di più associazioni che si occupano di animali in difficoltà. Ho iniziato a fare qualcosa come attrice. Vediamo dove mi porterà. Anche se la moda rimane tuttora la mia professione. Che ruolo ti piacerebbe interpretare se ti proponessero di lavorare nel mondo del cinema o del teatro? Mi piacerebbe essere una Bond-girl. Un sogno che si avvera! Ringrazio Valentina Bissoli per l'intervista concessa. Alla prossima!
- Il connubio perfetto tra Lineapelle e Fashion Week.
Durante la Fashion Week di Milano ancora una volta avviene una delle fusioni più emozionanti e iconiche del Made in Italy. Un connubio perfetto tra moda, filiera, artigianalità e sostenibilità. Lineapelle apre la passerella nel padiglione 24 ai designer all'interno di una delle fiere più importanti di Milano. Mario Dice, il designer ha voluto condividere con il pubblico il messaggio che si cela nel lavoro di uno degli antenati più eccentrici della pubblicità. Ovvero J.C. Leyendecker, uno degli illustratori più importanti dell'inizio del XX secolo, introducendo immagini iconiche quali:"New Year's Baby"e"Santa Claus". Condividendo con il pubblico ciò che lo ha colpito di più dell'illustratore e del suo impatto sulla cultura americana, celando il significato del codice di Leyendecker nelle molteplici lavorazioni della pelle; dalla lasatura, termosaldatura e all'eguagliatura. Trionfa il rosso in tutte le sue sfumature. I capi spalla diventano l'accessorio più importante dell'outfit, la pelle diventa la seconda pelle della pelle stessa accentuando la forma, l'eleganza di uno degli accessori più eleganti in assoluto, il capo spalla. Gli abiti sono chic, equilibrati, sanno conferire sinuosità alla silhouette rendendo ogni donna femminile, seducente e raffinata, pur concedendo quella nota di eccentricità e glamour che contraddistinguono la scelta di stile del designer. Anche Anton Giulio Grande approda a Milano in Lineapelle con una collezione dedicata a una delle icone di stile, di eleganza e di classe: Maria Callas, un omaggio ai cent'anni dalla sua nascita. La collezione si mischia a una leggerissima pelle, ricami, trasparenze, piume; mettendo in risalto l'artigianalità, la bellezza del Made in Italy. Unendo ai tessuti borchie, swarovski, strass in modo magistrale. La palette spazia dal glicene, al grigio perla, al salmone; il celeste e il rosa si intensificano e si mischiano con i toni del petrolio e il nero. I capi eleganti, ma allo stesso tempo rock e genderless in una fusione armoniosa. I bomber super ricamati sembrano essere stati rubati dagli armadi maschili e indossati al femminile over size. La couture del designer riporta in passerella la propria visione dello stile reinventando capi iconici dando loro una visione moderna e senza tempo. Ospite d'eccezione alla sfilata Maria Grazia Cucinotta grande amica del designer. Alberto Zambelli ha presentato la sua interpretazione artistica unendo stile e sostenibilità con una mostra intitolata "Nextum". La collezione di Zambelli è una fusione di estetica femminile e maschile mettendo in risalto la connessione tra gli esseri umani e la natura, attraverso le varie stratificazioni dei tessuti. La filosofia del designer si unisce alla semplicità, alla leggerezza, eliminando il superfluo, ampliando i confini della sartorialità; dove eleganza e leggerezza si fondono. Unendo il formale all'informale in una fusione unica ed esclusiva. "Nextum" rappresenta un dialogo tra le forze contrastanti. Ispirandosi all'architettura, alla natura e all'essenza di genere, unendo femminilità e mascolinità. La palette utilizzata si ispira alle tonalità della terra e di ciò che la circonda. L'uso dei pellami raffinati ed eleganti con tagli precisi e forme avvolgenti unendo a ogni dettaglio la precisione, l'artigianalità e il Made in Italy, ma garantendone la sostenibilità nella lavorazione e nella filiera. La pelle si unisce ai filati morbidi creando armoniosamente il contrasto della texure. I materiali utilizzati sono tutti certificati, riciclati, per garantire la salvaguardia dell'ambiente e i principi etici del brand. Un ringraziamento va ai designer, a Lineapelle per l'invito. Un ringraziamento speciale ai fotografi: Damiano Colle e Loris Patrizi
- "Un Bagno di Folla" per la partnership fra Novacolor e Teatro Arcimboldi.
Milano. Dopo i fortunati progetti "Vietato l'ingresso" e "TAMO Bistrò by Tommaso Arrigoni" che hanno visto il brand italiano di San Marco Group e il luogo di eccellenza milanese dedicato allo spettacolo dal vivo; si sono uniti in uno scambio di creatività mettendo in risalto l'esaltazione del Made in Italy, immergendosi in una nuova avventura. "Un Bagno di Folla" è il progetto ideato da Giulia Pellegrino e degli architetti di Collettivo Inverso: Elena Reggiani, Maurizio Di Mauro e Paolo Tegoni; mettono in scena un total restyling dei bagni del Teatro Arcimboldi, regalando alla città di Milano e al suo teatro le toilettes d'autore, dove l'arte, il design e l'architettura si fondono incontrandosi con il pubblico per rendere ancora più accogliente l'esperienza teatrale. "Un Bagno di Folla" è un insieme di colori così come un ventaglio di emozioni inesauribili che solo il teatro sa regalare al suo pubblico. Ad interpretare questa immersione smisurata di colori è Matmotion Supreme Eygshell, ovvero un idropittura per interni di qualità eccelsa e dal fascino infinito. Non è solo l'estetica esso è un prodotto 100% sostenibile a bassa emissione di composti volatili priva di formaldeide e plastificati aggiunti. Un prodotto green dall'approccio Biomass Balance certificato Redcett attestato importante nel settore industriale dedicato a chi ha scelto di investire in modo significativo in materie sostenibili, riducendo durante l'intero ciclo di produzione le emissioni di anidride carbonica in atmosfera utilizzando risorse rinnovabili provenienti da biomasse di scarti di agricoltura. Matmotion si traduce in un progetto all'avanguardia, modulando in modo dinamico gli spazi. I nuovi bagni sono stati progettati per adattarsi alla percentuale di uomini e donne presenti in sala; offrendo a tutti un'esperienza comoda, ma anche confortevole, dove anche l'estetica e il designer giocano un ruolo importante. Giulia Pellegrino ideatrice di "Un Bagno di Folla" racconta: "Con la collaborazione di Collettivo Inverso siamo riusciti anche a implementare numericamente i bagni a reinterpretarli attraverso strumenti innovativi e sostenibili come i prodotti Novacolor. Un passo verso l'ambiente e verso l'inizio di un cambiamento; il teatro ascolta le voci dei propri utenti e ne registra la necessità. Il pubblico è universale e a gran voce chiede un adeguamento dei costumi; la società è cambiata, esigenze di singoli e famiglie sono cambiate. Da qui la decisione di non indicare il genere in uno dei nuovi bagni e di renderlo aperto a tutti gli utenti che lo desiderano". Per folla si intende "una moltitudine anonima di persone" ecco perché i bagni sono anonimi eterogenee; la moltitudine non è più anonima diventa un insieme di colori diventando la rappresentazione della vita stessa manifestandosi attraverso il teatro e il suo palcoscenico. TAM sceglie ancora una volta il colore multiforme di Novacolor per dare voce a questa necessità di apertura verso l'eterogeneità Il colore diventa una metafora di possibilità per conferire alle superfici dello spazio architettonico una narrazione, un racconto visivo senza precedenti; folle di singole storie che si confluiscono in un nuovo concetto di design del futuro. Un ringraziamento a Simona Cabiaglia Freedom Srl, Novacolor i confini dell'architettura per il comunicato stampa del progetto.
- Promenade della Moda: si accendono i riflettori sui talenti internazionali.
Torna ancora una volta l'evento internazionale "Promenade della Moda". Il 24 Febbraio si sono accesi i riflettori nel cuore di Milano, all'interno di Milano Luiss Hup durante la fashion week. La missione principale di Promenade è quella di offrire non solo una piattaforma per i talenti internazionali per fornire loro un' opportunità di mostrare le loro creazioni a un grande pubblico durante la settimana più cult dell'anno. Un'opportunità per sprigionare la propria creatività, la propria tradizione e il proprio talento nella città Regina della Moda e del Design. Aprendo nuovi sentieri e creando opportunità di crescita per gli stilisti, i brand che cercano le passerelle più prestigiose non solo italiane, ma internazionali. E' anche un modo per confrontarsi con altre realtà, altri stili per creare sinergie professionali e non solo. Alla Promenade della Moda hanno partecipato designer da Kirghizistan, Israele, Svizzera, Italia, Belgio, Russia, Karzakhistan. Ha condotto la padrona di casa Lilia Tirec affiancata da Daniele Andrei. Il sipario si apre con la sfilata del designer svizzero David Lafitte Pagano con la collezione "Flower explosion" e con la top model Claudia Dyran. La collezione è caratterizzata da grandi fiori, cascate di cristalli, perle, coralli e turchesi. Dove l'accessorio diventa arte, scultura, ogni pezzo è curato minuziosamente in ogni suo dettaglio con manifattura totalmente artigianale. Segue lo stilista Luca Hettner, special guest della VI edizione di Promenade presentando una collezione in esclusiva "SHEIKHA". Italiano è da sempre nel mondo della moda, approda giovanissimo da Ferré oltre ad essere un designer collabora per la ricerca tendenze per Dior. Il brand di abbigliamento "Alex Krown" di Novosibirsk, Russia. Il credo principale del designer "No Rules"(Nessuna regola). Per una tendenza che affronta il 21° secolo senza voltarsi indietro, per coloro che amano sognare e non hanno paura di farlo. La designer Polina Tropillo da San Pietroburgo, Russia; fondatrice del brand "Queen Keys"(La chiave della Regina) chiamata "Con amore dalla Venezia del Nord", infatti San Pietroburgo è nominata la Venezia del Nord. I materiali sono tutti di origine italiana, fibbie antiche e accessori sono creati da artigiani con metalli preziosi, pietre, ricami esclusivi realizzati a mano per creare unicità ad ogni outfit. Il brand Khleo, ideato da Monica Pagano, imprenditrice e professionista lombarda; fa il suo ingresso nel mondo della moda unica ed esclusiva. Ogni capo racconta una storia intrisa di passione, qualità e sostenibilità. Creata per una donna dinamica, professionista che vive nel ritmo frenetico del business, ma che non rinuncia all'eleganza e allo stile. Alexandra kononenko da Mosca, presenta la sua collezione chiamata "Oscar". Il tessuto utilizzato è il velluto, tessuto preferito dalla designer. Il Tandem di due designer Maria Mirmelstein e Tatyana Sinitskava da Israele. Hanno presenta la capsule collection, unendo gli accessori "Sinita Brand" (agli outfit di Maria Mirmelstein) ; il nome della collezione "URBAN SOUL"riflette la visione di una donna giovane, coraggiosa. I colori della palette sono: il nero, beige, bianco e rosso, i tessuti utilizzati sono: lana, seta, pizzo. Maya Tavadze dalla Georgia, racconta il DNA del suo brand "Gotica". Una collezione in ecopelle, pizzi sofisticati, catene metalliche, gioielli, la palette utilizzata il nero. Larisa Bulgatova-Gottschalk, russa di nascita, ma vive e crea in Germania le sue collezioni. Il brand Buglor è sinonimo di esclusività. La nuova collezione Rebirth non solo diversi look della prima collezione Trasformation. Essa si chiama Rebirth perché fa rivivere lo spirito della prima. A completare il look sono gli accessori di Andreina by Alexandra Moisa. Dress Code Collection, debutta con la sua prima collezione, lanciata dall'idea di Andrea Gobbin, founder del Magazine Dress-Code. La collezione si chiama "Ninfea nel deserto" perché racchiude la bellezza della vita e della natura. Adilya Botabayeva vincitrice di premi internazionali è fondatrice del primo marchio trasformer in Kazakistan "Yang Lain". Molti capi della collezione sono realizzati utilizzando la tecnica Zero Waste, tutto il materiale residuo viene utilizzato e assembrato al massimo; i capi sono facilmente modificabili per adattarsi a chi li indossa. Lina de Lang è la più giovane designer dal Belgio ha appena compiuto quindici anni, la sua collezione "Metamorfosi". Centrata sulla trasformazione come quella che avviene tra il bruco e la farfalla. Si esprime nel gioco di trame vecchie e nuove, il classico velluto convive pacificamente con il denim dinamico e a sua volta è organicamente integrato nell'ecopelle, il tema sono le farfalle. L'artista - designer Irina Giricheva presenta la collezione chiamata "L'arte nella vita quotidiana". La sua passione: gli accessori, le sciarpe, le stole e i foulard tutti realizzati e dipinti a mano. La collezione musulmana realizzata in chiave moderna da Vladivostok, Russia il brand "MARGA". La creativa del marchio è Margot Avoyan, unendo outfit audaci e all'avanguardia integrati nel pret - à -porter. Per la chiusura del fashion show è stata scelta la designer da Kirghizistan Irina Unsalan con il brand "Irem Unsalan". Realizza abiti per l'infanzia, la collezione si chiama"Il fiore nel deserto". La collezione nasce spontanea, le immagini sono create dalla seta selvatica indiana, il colore dorato naturale e tutte le sue sfumature, jacquard selvaggio indiano e broccato. Gli abiti sono ricamati con pietre naturali. Un ringraziamento speciale a Lilia Tirec per l'impeccabile organizzazione e l'ospitalità. Resta sintonizzato con www.promenademoda.com
- Francesca Liberatore: la sinfonia che abbraccia la moda.
Francesca Liberatore rientra nel calendario della Camera della Moda per presentare la collezione Autunno/Inverno 24/25. Ancora una volta sorprende con una perfomance artistica senza eguali; accogliendo il suo pubblico nel tempio milanese della musica classica con l'ennesima sfilata anticonformista. Il suo estro creativo e la sua voglia di andare fuori dagli schemi, dai canoni prestabiliti e classici. In questi anni Francesca ha sbalordito, tramortito i falsi miti realizzando sfilate che hanno lasciato il segno. Ciò non è consentito a chiunque, ci vuole una creatività fuori dal comune e una capacità rivoluzionaria per rendere l'impossibile, possibile. Sceglie il Conservatorio di Milano nella sala Verdi insieme all'Alpen Symphonie Orchester, alla Fondazione della società dei concerti di Milano e con la partecipazione del Comune di Milano. Alla base del brand c'è l'unione e la forza delle arti congiuntive, la musica, l'arte e la moda si fondono dando vita a uno degli spartiti più belli. Un connubio che avvolge animando la perfomance delle modelle tra il pubblico in una sfilata insolita per i canoni tradizionali. Unendo la musica in uno spostamento di simbologie e di estetiche dove anche l'orchestra anch'essa in total look Francesca Liberatore. La palette di colori si mescola tra blocchi neri con silhouette che sono il riflesso di colori che avvolgono invece le sezioni strumentali; carta da zucchero, cammello, cipria, pavone per le sontuose canottiere in lana, pantaloni jacquardati, camicie in seta. Una iniziativa senza eguali dove la musica e la moda si incontrano e si presentano come linguaggi diversi di un'unica arte. "I professori d'orchestra diventano anch'essi attori protagonisti della sfilata; diretti dal giovane direttore svizzero Federico Frigo, eseguendo due brani di F. J. Haydn e W. A. Mozart; l'apertura ai timpani è affidata a Sebastiano Capassi", dice: Erica Ciccareli Mormone, Presidente della società dei concerti. Mentre Klaus Bronz, direttore artistico dell'Alpen Symphonie Orchester dice:"Fare arte significa in primis aprirsi alla contaminazione di idee, stili e personalità". L'alternanza di gonne a pannelli dove il nero incornicia le foglie, mentre i tartan si mescolano, si mischiano ai cerchi e alle fantasie geometriche. Il bomber prende il posto del blazer, dinamico e confortevole diventando leader in una collezione dove il pensiero diventa musica. I cilindri iconici avvolgono le acconciature delle modelle, il nero si illumina di luce nella penombra, mentre la musica in sottofondo diventa anima, emozione, brivido travolgente. In un connubio che vorresti non finisse mai, invece giunge alla fine, ma come una nota tra uno spartito delizia i sensi fino a giungere in una sinfonia magistrale che termina con l'uscita di Francesca Liberatore con il suo sorriso e lo sguardo emozionato e smagliante di una bambina prodigio che farà la storia non solo della moda italiana, ma internazionale. E come dice lei stessa"I miei sono dei test, delle esperienze sconosciute che desidero vivere e far vivere al mio pubblico proprio in funzione di quella creatività che presuppone il nuovo e quindi l'imprevedibilità del risultato finale che spero sempre possa aggiungere qualcosa alla visione dell'emozionalità collettiva". Grazie mille Francesca per questa magia... Ringrazio Francesca Liberatore e tutto il team, l'orchestra, il Conservatorio di Milano per questa meravigliosa esperienza sensoriale concessa. Ringrazio il mio team, Paola Labianca per le foto e Giorgia Fiori per aver presenziato in questa fashion week milanese.
- Chiara Boni: "La Petite Robe"
"Io avevo in mente cosa avrei voluto fare: il vestito perfetto per il terzo millennio". Chiara Boni stupisce ancora una volta con il suo stile unico e inconfondibile. "British chic extravaganze". Con la collezione Autunno/Inverno 2024 la stilista Chiara Boni immortala il punk borghese riflettendo lo spirito più autentico e reale della moda britannica. Una collezione innovativa, ma che riflette l'eleganza dello stile italiano, molto caro a Chiara Boni. Una collezione frutto di ricordi, di viaggi e di una valigia piena di stili inediti, di pezzi unici reinterpretati dal suo stile Made in Italy. La sartorialità e la tradizione si mescolano tra il femminile e il maschile creando un' affascinante contrasto con la silouette femminile esaltandone il fascino e l'eleganza in ogni forma. La palette di colori è ricca, i colori si mescolano, si mischiano tra toni invernali ai colori più caldi e accesi; dal mogano, al muschio, al mirtillo, al rosa petalo. Gli stili spaziano dal Principe di Galles ai mini dress, ai maxi abiti dal taglio irregolare, arricchiti da drappeggi che ne esaltano la figura femminile, ai maxi fiori che sbocciano riportando alla mente i giardini della Gran Bretagna. Pailettes e lurex aggiungono ulteriore brillantezza alla collezione. Lo Styling della sfilata è stato curato da Simone Guidarelli. La colonna sonora originale è scritta e composta da Thomas Castantin. Tutto parte dal suo libro autobiografico: "Io che nasco immaginaria", scritto e pubblicato dalla stessa designer nel 2023. E appunto in un paragrafo del suo libro parla del suo viaggio a Londra da dove tutto è iniziato. Con l'aiuto di una voce narrante, racconta la Londra degli anni 60, dei clacson del traffico di Times Square, alla metropoli caotica, al suono delle chitarre e all'energia senza tempo. Il fascino di Londra, l'epoca della trasgressione quella bella, le bombolette spray ed il brit rock. Fino a giungere a una Londra contemporanea; ai ritmi più elettrici e sensuali. Ad arricchire la collezione sono i gioielli di Demaldé, situato in via Ponte Vetere nell'elegante quartiere Brera. La storica bottega nata nel 1943, ospita una raccolta di bijjour vintage e contemporanei. I gioielli forniti da Demandé ulteriormente per la sfilata Chiara Boni La Petite Robe, sono creati ad hoc, nati dalla passione e dalla ricerca per realizzare una collezione unica ed esclusiva. Non mancano le piume di struzzo, di fagiano per i cappelli e gli accessori realizzati da Mazzanti Piume. I cappelli di Bonifacio Hats by Pasquale Bonifacio nasce a Milano più dieci anni fa. I pezzi che hanno sfilato sono un' interpretazione unica dal papasiero rosso da indossare come una maxi gorgiera, al cindro da cavallerizza con intagliate due serrature sul lato e con una veletta rock-punk a trama larga, tutti realizzati a mano. Ogni pezzo deve avere un' anima e per questo motivo sono pezzi unici, esclusivi; un oggetto d'arte da indossare senza tempo. Le acconciature sono state realizzate da Alberto Vanoni per The Agency Aldo Coppola. Tra le modelle Anne Claveland che ha aperto e chiuso la sfilata. Fisico sottilissimo, la bellezza particolare, dallo sguardo ipnotico e charme da vedere. Un volto affilato, il naso aquilino e una bellezza disarmante fuori dagli schemi ma che ha saputo incantare designer e fotografi. Figlia d' arte ha ereditato dalla madre Pat Cleveland il suo fascino androgino, nel suo sangue scorre un eleganza e una classe da vedere. Nata in Olanda patria del padre; il fotografo Poul Van Revestein ma cresciuta in Italia a Stresa sul Lago Maggiore. Ringrazio Chiara Boni e tutto il team per l'invito a questa meravigliosa sfilata. Ringrazio Clara Garcovich eventes and public relations per la disponibilità. Ringrazio tutto il mio team per il supporto. Giorgia Fiori per essere esserci stata in questa fashion week milanese. I fotografi per l'impeccabile lavoro svolto: Paola Labianca e Loris Patrizi.
- La Fotografia: l'Arte dentro l'Arte.
La foto colpisce, annienta, cattura, travolge. E' un' arte dentro l'arte, essa avvolge non solo l'occhio, ma le emozioni; tanto da creare un tutt'uno con la realtà e la fantasia. Essere un fotografo non è semplice, soprattutto quando aspiri ad entrare nella storia. Ci vuole passione, dedizione, studio, ore ed ore dietro l'obiettivo aspettando con pazienza lo scatto perfetto, quell'immagine catturata in una frazione di secondo per catturarne l'anima di chi c'è davanti all'obiettivo. La fotografia è l'anima, l'essenza dell'arte della moda, ma la moda richiede non solo precisione, richiede velocità per catturarne il movimento, lo sguardo, le forme; soprattutto quando sei il fotografo ufficiale di una sfilata. Ma chi c'è dietro l'obiettivo, dietro l'occhio magico o occhio artificiale? Dietro quest'occhio scopriamo un giovane talento della fotografia italiana: Luca D'Amelio che ha saputo conquistare in poco tempo il mondo della musica con il suo stile unico e originale. Classe 1997, nato in Campania, ma di origine balcanica. Luca si è avvicinato nel mondo della fotografia in modo autodidatta tanta era la sua dote innata fin dalla più tenera età. La sua passione per i ritratti, i volti, gli sguardi, l'anima lo ha portato in breve tempo a farsi notare. Trasferitosi a Milano ha iniziato a collaborare con alcuni grandi artisti del mondo musicale italiano come: Achille Lauro, Chiello, Malika Ayane, Annalisa, Izi e molti altri. Luca non si limita solo a catturare le immagini dei suoi soggetti, ma né cattura l'anima, cercando di raccontare attraverso la fotografia le loro storie, le loro emozioni, la loro musica. Con la sua visione eclettica ed espressiva Luca è diventato un punto di riferimento nel settore della fotografia musicale, una promessa per il futuro dell'arte fotografica. E con il suo stile ha saputo conquistarsi la fiducia, la stima di uno dei personaggi più eclettici e trasgressivi del mondo musicale, ovvero Achille Lauro, tanto da diventare il suo fotografo ufficiale. Durante questa Fashion Week milanese lo abbiamo potuto scoprire in una veste diversa insieme a due grandi della fotografia delle passerelle più prestigiose non solo italiane, ma internazionali come Silvio Cuofano e Loris Patrizi. E proprio con Silvio ha iniziato questa nuova avventura con una collaborazione proprio a Milano collaborando insieme in una sala pose nel cuore milanese. I due si sono conosciuti a Nocera paese di nascita di ambedue gli artisti. All'epoca Luca appena quattordicenne inizia a prendere lezioni di fotografia nello studio di posa di Silvio Cuofano, da lì inizia non solo un rapporto professionale, ma anche amicale. E noi li seguiremo...
- La mostra di foto di Martin Parr al Mudec ha molto di più dell'originalità.
Le foto attirano sempre ma in questa mostra le tematiche rappresentate hanno una ispirazione che rende curiosi sempre di più. Si può osservare una panoramica della vita vissuta dalla fine del 1900 fino all'inizio del 2000. Short & Sweet è il nome dell'esposizione, 'Breve e Dolce'; tanti scatti fotografici che dipingono un'epoca meglio di un libro. Oltre 60 foto che sono fugaci ma nello stesso tempo acute e ricche di dettagli, come le prime, in bianco e nero, degli anni Settanta-Ottanta, nell'ambiente dei nuovi gruppi religiosi i cosiddetti ' The Non Conformists' metodisti, battisti, nuove unioni di persone 'indipendenti' nella parte nord dell'Inghilterra, nell'anglicismo dominante. Dopo questo primo periodo si susseguono gruppi di rappresentazioni fotografiche a colori con 'temi ' diversi ma nello stesso tempo affascinanti e attuali come 'la spiaggia', il 'turismo', il clima 'grigio' inglese. The Last Resort è un efficace colpo d'occhio scherzoso ed efficace, foto scattate con un flash a luce naturale ' primo esempio del caratteristico e audace colore saturo di Parr'. Sono le prime visioni a colori (1982-1985), sorprendenti perché Parr rende i colori (specialmente di mare e spiagge) con uno splendore unico. Poi c'è l'istallazione 'Common Sense', oltre 200 foto in formato A3, selezionate tra le 350 esposte nella mostra omonima del 1999, su 'Consumo di massa' e 'Cultura dello spreco'. Non 'crudeli' le sue visioni come a volte vengono definite ma ironiche. I soggetti cambiano ma i colori vivaci sono sempre presenti e mettono in risalto la sua indagine' documentaria'. Non descrizione fredda ma con tocchi di una dolcezza che significa ironia e sorriso. Questa nuova mostra fotografica al Museo delle Colture è curata dall'autore, con Magnum Photos, con cui il Museo delle Culture collabora, prodotta da 24Ore Cultura- Gruppo 24 Ore, con la promozione del Comune di Milano-Cultura e la presenza come Institutional Partner la Fondazione Deloitte. La conoscenza dell'autore è fornita da notizie approfondite della storica e critica della fotografia Roberta Valtorta, che ha seguito e commentato l'opera di Martin Parr in un'intervista, riportata nella mostra. Gabriella Capone
- ECCO LA NUOVA FERRARI: SF-24
Un numero ristretto di ospiti in presenza, con il resto del mondo collegato online, ha assistito oggi alla presentazione della Ferrari SF-24, la settantesima monoposto costruita per il campionato del mondo di Formula 1. A Fiorano c’erano i vertici aziendali, con il presidente John Elkann, il CEO Benedetto Vigna e il vicepresidente Piero Ferrari, oltre ai rappresentanti dei partner e alla squadra – in primis il Team Principal Fred Vasseur e i piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz – che è ormai pronta a partire per l’annata più impegnativa della storia: 24 gare, che prenderà il via la prossima settimana con gli unici tre giorni di test pre-stagionali in programma in Bahrain, anche sede del primo Gran Premio in programma sabato 2 marzo. Concetto. La SF-24 è la terza vettura della nuova generazione ad effetto suolo introdotta due anni fa da Formula 1, ma rappresenta un punto di rottura con le monoposto che l’hanno preceduta, una discontinuità che si riscontra anche nelle forme. Il gruppo di progettisti diretti da Enrico Cardile ha lavorato con l’obiettivo di dare a Charles e Carlos una vettura facile da guidare e sincera nelle reazioni, partendo dalle sensazioni positive che i piloti avevano in abitacolo nelle ultime gare della scorsa stagione, e mettendoli in condizione di sfruttare al massimo il potenziale della power unit e di mostrare le loro indubbie capacità. Colori e dettagli. A un primo sguardo la vettura è esteticamente molto diversa e questo concetto si estende anche alla livrea. Dopo il successo riscosso dalla carrozzeria speciale di Las Vegas lo scorso novembre il bianco è stato reintrodotto e gli è stato affiancato il giallo, da sempre il secondo colore della Ferrari, che ricorda il legame con Modena ma è anche un elemento trasversale alle due principali attività sportive della Casa di Maranello, la Formula 1 e il Mondiale endurance. Come lo scorso anno, inoltre, la SF-24 e la 499P impegnata nel World Endurance Championship saranno accomunate anche dallo stesso rosso – il Racing Red 2024 – che secondo la recente tradizione sulla SF-24 sarà opaco. Quanto al giallo, non è certo la prima volta che compare sulle Ferrari di Formula 1 anche se le strisce longitudinali di questo colore mancavano sulla livrea dal 1968 e in questa stagione sono accoppiate in maniera inedita a quelle di colore bianco. Rispetto alle precedenti stagioni diminuisce dunque il nero, ormai limitato al fondo vettura, alle paratie anteriori, a parte dell’halo e ad altri dettagli. Anche i cerchi sono rossi con doppia striscia bianca e gialla, colori che caratterizzano anche i numeri di gara – il 16 e il 55 – che continuano ad essere in Ferrari Sans, il carattere ufficiale della Casa di Maranello, ma ora in corsivo. Primi chilometri. Fra oggi e domani la SF-24 completerà i suoi primi chilometri per consentire la raccolta di immagini e fotografie ad uso marketing e comunicazione, ma ovviamente questa esigenza offrirà alla squadra la possibilità di effettuare lo shakedown della vettura e permetterà ai piloti, dopo averla provata al simulatore nelle ultime settimane, di farsi una prima idea di come la monoposto si comporti in pista. Fred Vasseur, Team Principal: “Presentare una nuova vettura è sempre un momento molto emozionante, sia per me che per i piloti, anche se tutti noi stiamo già pensando a quando ci confronteremo in pista con i nostri avversari. Quest’anno dobbiamo ripartire da dove c’eravamo fermati nel finale della scorsa stagione, quando eravamo costantemente nelle prime posizioni. Ci aspetta il campionato più impegnativo della storia della Formula 1 e con Charles e Carlos siamo d’accordo: dobbiamo essere più cinici ed efficaci nell’approfittare delle occasioni, cercando di portare a casa punti ad ogni gara e continuando a migliorarci sotto tutti gli aspetti. Per riuscire in un campionato così serrato sappiamo che i tifosi possono essere la nostra marcia in più e siamo orgogliosi di poter contare su di loro”. Charles Leclerc, pilota #16: “La macchina mi piace molto, compresi i dettagli in bianco e giallo della carrozzeria. Ovviamente però quello che mi interessa di più sono le prestazioni perché è in pista che ci si gioca tutto. La SF-24 promette di essere meno sensibile e più guidabile e direi che per noi piloti è proprio quello che serve per poter fare bene. Mi aspetto un passo avanti sotto molti aspetti e da quello che ho potuto capire al simulatore credo che siamo dove vogliamo essere. In questa stagione l’obiettivo è essere sempre davanti: voglio ripagare con tante belle gare i nostri tifosi e tornare a dedicare loro delle vittorie”. Carlos Sainz, pilota #55: “Quando ho visto la SF-24 per la prima volta avrei voluto salirci sopra e accendere il motore… Non vedo l’ora di guidarla in pista per verificare che, come ci dice il simulatore, questa vettura sia il passo avanti che tutti desideriamo. L’obiettivo è avere una monoposto più guidabile e quindi costante sul passo gara, che sono i requisiti di base per poter lottare per la vittoria. Noi piloti abbiamo dato il massimo per fornire indicazioni precise ai tecnici e sono sicuro che gli ingegneri che lavorano a Maranello avranno assecondato le nostre esigenze. Vogliamo dare qualcosa per cui esaltarsi ai tifosi che ci hanno sostenuto anche nei momenti più difficili della scorsa stagione”. Enrico Cardile, Technical Director Chassis : “Con la SF-24 abbiamo voluto creare una piattaforma completamente nuova. Si può dire infatti che ogni area della vettura è stata riprogettata. Abbiamo trasformato le indicazioni dei piloti in grandezze ingegneristiche e abbiamo assecondato la loro esigenza di avere una vettura più facile da guidare e quindi da sfruttare e portare al limite. Non ci siamo posti vincoli progettuali se non quello di ottenere una monoposto robusta e sincera, che faccia anche in pista quello che vediamo in galleria del vento, prendendo come punto di riferimento la direzione dello sviluppo che avevamo adottato lo scorso anno e che a fine stagione ci aveva fatto fare un salto in avanti in termini di competitività”. Enrico Gualtieri, Technical Director Power Unit: “Il fatto che il progetto della power unit sia congelato per regolamento non significa che il 2024 non presenti sfide interessanti. CI aspetta la stagione con più gare nella storia della categoria e questo significa tempi di reazione più veloci e meno ore al banco disponibili. In preparazione di questo campionato abbiamo rivisto tutti i processi che riguardano il propulsore – la preparazione, la delibera e la gestione – in modo da massimizzarne la prestazione. Inoltre abbiamo lavorato a braccetto con i nostri partner per ottimizzare ulteriormente le procedure lato affidabilità: per esempio grazie al costante monitoraggio dei fluidi che riusciamo a realizzare in pista con Shell siamo in grado di avere continuamente indicazioni sullo stato di salute della power unit”.












